Annullamento delle dimissioni per incapacità di intendere e di volere

Con sentenza n. 24122 del 28 novembre 2016 la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una dipendente che aveva richiesto l’annullamento delle dimissioni per incapacità di intendere e di volere al momento della sottoscrizione dell’atto.

Nei gradi di giudizio precedenti, la richiesta della dipendente era stata respinta in quanto non erano

state allegate né dimostrate situazioni abnormi, tali da determinare un parziale annullamento della capacità di intendere e di volere.

La Corte di Cassazione ha verificato che la Corte distrettuale non ha adeguatamente valutato tutte le circostanze che avevano preceduto ed accompagnato la fase delle dimissioni (anomale contestazioni disciplinari, colloquio immediato con i superiori senza alcuna assistenza) che definivano un contesto di chiara ostilità tale da impedire alla lavoratrice di cogliere pienamente il significato e le conseguenze delle proprie azioni.

La Corte aveva escluso la ricorrenza di uno stato di incapacità naturale della dipendente, nonostante pochi giorni prima delle dimissioni, in risposta ad una richiesta di chiarimenti avesse dichiarato di amare il proprio lavoro e di svolgerlo con passione, non ritenendo la decisione della lavoratrice influenzata delle modalità di convocazione d’urgenza presso l’ufficio dei superiori e la mancanza di alcuna assistenza, ritenendo che siffatti elementi non fossero idonei a diminuire le facoltà intellettive e volitive del soggetto.

La Corte di Cassazione ha ribadito il concetto secondo cui “perché l’incapacità naturale del dipendente possa rilevare come causa di annullamento delle sue dimissioni, non è necessario che si abbia la totale privazione delle facoltà intellettive e volitive, ma è sufficiente che tali facoltà risultino diminuite in modo tale da impedire od ostacolare una seria valutazione dell’atto e la formazione di una volontà cosciente, facendo quindi venire meno la capacità di autodeterminazione del soggetto e la consapevolezza in ordine all’atto che sta per compiere.

 

 

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