Sottoscritto il nuovo CCNL per i lavoratori dello sport: disciplinate le co.co.co. sportive

Lo scorso 12 gennaio tra Confederazione dello Sport, con l’assistenza di Confcommercio-Imprese per l’Italia, e le organizzazioni sindacali Slc Cgil, Fisascat Cisl e Uilcom Uil è stato siglato il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori del settore sport, fitness e benessere che ha armonizzato il testo contrattuale, scaduto al 31/12/2023, con la riforma del lavoro sportivo introdotta con il D.Lgs. n. 36/2021. Tra le novità più rilevanti si segnala l’introduzione della specifica disciplina delle collaborazioni coordinate e continuative applicabile al mondo dello sport, ivi comprese quelle a carattere amministrativo-gestionale.

CCNL per i Lavoratori dello Sport in vigore dal 1° gennaio 2024

Il recente accordo sottoscritto, in vigore dal 01/01/2024 al 31/12/2026, prevede espressamente che “le parti intendono disciplinare le collaborazioni coordinate e continuative applicabili al mondo dello sport” attraverso un’assimilazione delle figure professionali dei collaboratori, con la classificazione del personale prevista per la generalità dei lavoratori dipendenti. Il contratto collettivo oltre a prevedere esplicitamente la forma scritta per la stipula dell’accordo, fornisce gli ulteriori elementi che devono essere esplicitamente indicati, disciplinando altresì le modalità di esecuzione della collaborazione, precisando i concetti di autonomia e il coordinamento, nonché definendo doveri, obblighi e impegni contrattuali del collaboratore, nonché modalità di recesso e di cessazione del contratto. Vengono inoltre previsti specifici diritti in materia di tutela della maternità, sicurezza sul lavoro, formazione e attività sindacale.

Compensi dei co.co.co: minimi retributivi maggiorati del 25%

Particolarmente rilevante risulta la previsione, secondo la quale, con riferimento alla determinazione del compenso, lo stesso non potrà essere inferiore a precisi limiti individuati su base oraria. In particolare, considerato che la natura della prestazione (collaborazione coordinate e continuativa), non prevede le tutele tipiche dei lavoratori dipendenti (straordinari, mensilità aggiuntive, ferie, TFR, ecc.), il compenso minimo è rappresentato dai valori retributivi orari previsti per la generalità dei lavoratori, cui viene applicata una maggiorazione del 25% a compensazione degli istituti sopra richiamati, previsti per i lavoratori subordinati. Considerato inoltre che il nuovo CCNL prevede una serie di aumenti contrattuali periodici, fino a novembre 2029, occorrerà verificare di volta in volta il rispetto del nuovo compenso minimo orario.

Esempio – Compenso minimo di un aiuto allenatore

Supponendo che un collaboratore sportivo presti attività in qualità di aiuto allenatore, ai fini dell’individuazione del compenso minimo occorrerà rifarsi ai minimi previsti dal 4° livello del CCNL in questione, ossia 1.406,82 euro lordi, ricavare la retribuzione oraria (divisore 173) pari a 8,13 euro da maggiorare del 25%, ottenendo così un compenso minimo orario pari a 10,16 euro.

Vietato il superamento del 40% dei minimi del CCNL

Se da un lato il CCNL appena sottoscritto offre importanti indicazioni e tutele in ordine al quantum dei compensi minimi erogabili ai titolari di collaborazioni coordinate a continuate in ambito sportivo, occorre, tuttavia, prestare particolare attenzione a un altro limite previsto, questa volta come massimo. Si ricorda infatti che ai sensi dell’articolo 8, comma 2, del D.Lgs. 36/2021, viene previsto il divieto per ASD e SSD di distribuzione, anche indiretta, di utili ed avanzi di gestione, fondi e riserve comunque denominati, a soci o associati, lavoratori e collaboratori, amministratori ed altri componenti degli organi sociali, anche nel caso di recesso o di qualsiasi altra ipotesi di scioglimento individuale del rapporto”. In particolare, si applica l’articolo 3, comma 2, ultimo periodo del D.Lgs., n. 112/2017, il quale dispone che si considerano in ogni caso distribuzione indiretta di utili “la corresponsione ai lavoratori subordinati o autonomi (tra cui rientrano I collaboratori coordinati e continuativi) di retribuzioni o compensi superiori del quaranta per cento rispetto a quelli previsti, per le medesime qualifiche, dai contratti collettivi di cui all’articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, salvo comprovate esigenze attinenti alla necessità di acquisire specifiche competenze”.

Risulta pertanto fondamentale individuare tale limite massimo, al fine di evitare la riconduzione alla c.d. distribuzione indiretta di utili che potrebbe determinare il disconoscimento, da parte degli organi competenti, dell’assenza del fine lucrativo per l’ente sportivo.

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