Come fare per presentare la comunicazione biennale per le pari opportunità

Le aziende che occupano più di 50 dipendenti devono redigere un rapporto sulla situazione lavorativa maschile e femminile nell’azienda, mentre per le aziende che occupano fino a 50 dipendenti possono redigere tale rapporto volontariamente.

Il rapporto deve essere riferito al complesso delle unità produttive e a ciascuna unità produttiva con più di 50 dipendenti, tenendo conto dei seguenti aspetti:

  • stato di assunzioni;
  • formazione;
  • promozione professionale;
  • livelli;
  • passaggi di categoria o di qualifica;
  • altri fenomeni di mobilità;
  • intervento della Cassa integrazione guadagni;
  • licenziamenti;
  • prepensionamenti e pensionamenti;
  • retribuzione effettivamente corrisposta.

Procedura per la compilazione

Come prima cosa, le aziende dovranno procedere con la verifica della sussistenza dell’obbligo calcolando la dimensione numerica dell’azienda.

Per la determinazione della dimensione numerica dell’azienda, l’anno da considerare è il secondo del biennio. Quindi, per il biennio 2022/23, il dato fa riferimento al 31.12.2023.

Nel computo dei dipendenti deve essere considerata tutta la forza lavoro a qualunque titolo occupata in azienda, compresi gli apprendisti.

Inoltre, considerato che all’interno del rapporto non è consentito indicare numeri decimali e che ogni assunzione/cessazione vale 1 (uno), si ritiene che ogni lavoratore valga una unità, a prescindere dalla tipologia contrattuale e dalla durata del rapporto (i lavoratori part. time, ad esempio, sono da computarsi quale unità intera).

Se nel corso del biennio i dipendenti sono stati globalmente più di 50, ma al 31.12.2023 risultano in numero inferiore a 50, l’azienda non risulta tenuta a redigere il rapporto biennale.

Ovviamente potrà sempre redigerlo su base volontaria.

Non sono, invece, tenuti a compilare il rapporto gli Enti pubblici non economici e gli Enti locali.

Il rapporto dovrà essere compilato esclusivamente ricorrendo alla procedura telematica, disponibile sul portale dei servizi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, alla quale si potrà accedere tramite SPID oppure credenziali di Cliclavoro.

Al termine della procedura informatica, qualora non vengano rilevati errori o incongruenze, il Ministero rilascia una ricevuta attestante la corretta redazione del rapporto. La redazione del rapporto e il salvataggio a sistema dello stesso equivalgono alla trasmissione del rapporto alla consigliera o al consigliere regionale di parità.

Una copia del rapporto, unitamente alla ricevuta deve essere trasmessa dal datore di lavoro anche alle rappresentanze sindacali aziendali.

In mancanza delle rappresentanze sindacali aziendali il rapporto deve essere trasmesso alle Rappresentanze sindacali unitarie (RSU), laddove costituite.

In mancanza delle rappresentanze sindacali aziendali il rapporto deve essere trasmesso alle sedi territoriali delle organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative sul piano nazionale, alla luce di quanto stabilito dall’art. 37 del D. Lgs. 198/2006, che prevede un coinvolgimento di tali soggetti nelle procedure da attivare in caso di discriminazioni di carattere collettivo.

Termini di presentazione

La comunicazione biennale per le pari opportunità dovrà essere presentata entro il 30 aprile dell’anno successivo alla scadenza di ciascun biennio.

In caso di mancata trasmissione del rapporto entro i termini previsti, le aziende saranno invitate dalla Direzione Regionale del Lavoro a provvedere entro i successivi 60 giorni; laddove tale termine non venga ulteriormente rispettato, sarà applicata la sanzione amministrativa da euro 103,00 a euro 516,00.

Qualora l’inadempimento all’obbligo venga protratto per oltre dodici mesi sarà disposta la sospensione per un anno dei benefici contributivi goduti dall’azienda.

Infine, qualora vengano trasmessi all’Ispettorato nazionale del lavoro rapporti: non veritieri, mendaci o incompleti, quest’ultimo procederà con l’applicazione delle sanzioni da euro 1000,00 ad euro 5.000,00.

Per un quadro completo sul tema, inoltre, bisogna specificare che eventuali criticità sul rapporto sul personale maschile e femminile hanno un impatto anche sull’ottenimento della Certificazione della parità di genere introdotta in linea con quanto previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

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