Disoccupazione per i lavoratori sportivi dilettantistici: come beneficiare dell’indennità DIS-COLL

Con l’(attesa) circolare n. 67 del 20/05/2024, l’INPS ha fornito diverse indicazioni in merito alle regole di gestione delle indennità di disoccupazione NASPI e DIS-COLL previste per i lavoratori sportivi, sia essi titolari di un contratto di lavoro subordinato, sia essi titolari di un rapporto rientrante nella “classica” collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.), particolarmente diffusa nel settore sportivo-dilettantistico. Il documento di prassi emanato dall’INPS succede al messaggio n. 1414 del 9 aprile 2024 con il quale lo stesso istituto aveva comunicato le nuove soglie di reddito da lavoro subordinato, parasubordinato (co.co.co) e autonomo ai fini della compatibilità con le prestazioni di disoccupazione di NASPI e DIS-COLL. Nel presente articolo verranno trattate in particolare le modalità di intervento dell’ indennità di disoccupazione DIS-COLL con riferimento alle collaborazioni coordinate e continuative rese in ambito dilettantistico.

Il lavoratore sportivo

Prima di entrare nel vivo della questione affrontata è bene ricordare cosa si intende per “lavoratore sportivo”, posto che tale definizione, per la prima volta introdotta dal d.lgs. 36/2021 (Riforma del Lavoro Sportivo), ha subito nel corso degli ultimi mesi diverse modifiche.

Ai sensi dell’art. 25, è lavoratore sportivo l’atleta, l’allenatore, l’istruttore, il direttore tecnico, il direttore sportivo, il preparatore atletico e il direttore di gara che, senza alcuna distinzione di genere e indipendentemente dal settore professionistico o dilettantistico, esercita l’attività sportiva verso un corrispettivo a favore di un soggetto dell’ordinamento sportivo iscritto nel Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (RAS). È lavoratore sportivo anche ogni altro tesserato che svolge con corrispettivo e a favore dei soggetti dell’ordinamento sportivo le mansioni rientranti tra quelle necessarie per lo svolgimento di attività sportiva. L’elenco di tali mansioni è stato messo a disposizione con la pubblicazione del Decreto Ministeriale c.d. “mansionario dei lavoratori sportivi”.

Non sono in ogni caso considerati lavoratori sportivi i titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale, nonché coloro che forniscono prestazioni nell’ambito di una professione la cui abilitazione professionale è rilasciata al di fuori dell’ordinamento sportivo e per il cui esercizio devono essere iscritti in appositi albi o elenchi tenuti dai rispettivi ordini professionali.

Tipologie di rapporto di lavoro in ambito sportivo

Si ricorda che l’attività di lavoro sportivo può costituire oggetto di un rapporto di lavoro subordinato (dipendente) o di un rapporto di lavoro autonomo, anche occasionale e nella forma della collaborazione coordinata e continuativa ai sensi dell’articolo 409, comma 1, n. 3 del codice di procedura civile, ossia le c.d. “co.co.co”. In particolare, proprio quest’ultima tipologia contrattuale, è quella naturale in ambito sportivo dilettantistico. Infatti, per espressa previsione normativa (art. 28 comma 2) nell’area del dilettantismo, il lavoro sportivo si presume oggetto di contratto di lavoro autonomo, nella forma della collaborazione coordinata e continuativa, quando ricorrono congiuntamente i seguenti requisiti nei confronti del medesimo committente:

a) la durata delle prestazioni oggetto del contratto, pur avendo carattere continuativo, non supera le ventiquattro ore settimanali, escluso il tempo dedicato alla partecipazione a manifestazioni sportive;

b) le prestazioni oggetto del contratto risultano coordinate sotto il profilo tecnico-sportivo, in osservanza dei regolamenti delle Federazioni sportive nazionali, delle Discipline sportive associate e degli Enti di promozione sportiva, anche paralimpici.

La contribuzione previdenziale dei co.co.co. dilettantistici

La riforma del lavoro sportivo ha per la prima volta introdotto la tutela previdenziale a tutti i lavoratori operanti in ambito sportivo, in particolare, i lavoratori sportivi (e amministrativo-gestionali) titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa hanno diritto all’assicurazione previdenziale e assistenziale assicurata dalla iscrizione nella Gestione Separata INPS una volta raggiunto un compenso annuo superiore a 5.000 euro. Al di sotto di tale somma la contribuzione non è dovuta.

L’aliquota contributiva per il computo delle prestazioni pensionistiche è stabilita come segue:

  • per i lavoratori assicurati presso altre forme di previdenza obbligatoria (dipendenti, gestione artigiani, gestione commercianti, casse professionali di previdenza, ecc.) l’aliquota è fissata in misura pari al 24%;
  • per i lavoratori non assicurati presso altre forme di previdenza obbligatoria, l’aliquota contributiva pensionistica è stabilita in misura pari al 25%. In aggiunta alla predetta aliquota è prevista l’ulteriore aliquota c.d. assistenziale del 2,03% finalizzata alla tutela relativa alla maternità, malattia, e disoccupazione (c.d. “DIS-COLL”), per un totale di 27,03%.

L’aliquota del 24% o 25% (oltre a quella assistenziale del 2,03%), è ripartita secondo le regole ordinarie: 2/3 a carico del committente ed 1/3 a carico del lavoratore.

Si ricorda a tal proposito che per i primi 5 anni, ossia fino al 31/12/2027, la base imponibile previdenziale è ridotta del 50%. Mentre l’eventuale base imponibile assistenziale, utile al calcolo dell’aliquota del 2,03%, resta in misura piena.

Esempio. Si ipotizza che un allenatore di calcio, che non versa ad altre forme di previdenza obbligatoria, abbia percepito da una ASD, nel corso del 2024, compensi sportivi in regime di co.co.co. per un totale di 650,00 euro lordi mensili per 10 mensilità. Di conseguenza il totale dei compensi erogati ammonta a 6.500 euro lordi. La contribuzione INPS sarà la seguente:

  • Imponibile previdenziale IVS (25%): 6.500 – 5.000 (esenzione) = 1.500 x 50% (abbattimento base imponibile) = 750€ x 25% = 187,50€ di cui 62,50€ a carico del collaboratore e 125€ a carico della ASD.
  • Imponibile contributi minori (2,03%): 6.500 – 5.000 (esenzione) = 1.500€ x 2,03% = 30,45€ di cui 10,15€ a carico del collaboratore e 20,30€ a carico della ASD.

Il netto percepito dal collaboratore ammonta quindi a 6.427,35€.

Diritto di accesso all’indennità DIS-COLL per i co.co.co.

Posto, come detto, che al superamento della soglia dei 5.000 euro annui, si configura l’obbligo di versamento della contribuzione previdenziale, i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS, e quindi tenuti anche al versamento della contribuzione minore (2,03%), possono accedere alla prestazione DIS-COLL per gli eventi di disoccupazione involontaria intervenuti a fare data dal 1° luglio 2023, qualora soddisfino tutti i requisiti previsti dall’articolo 15 del decreto legislativo n. 22 del 2015.

Si ricorda infatti che per i lavoratori subordinati l’ammortizzatore sociale di riferimento in caso di disoccupazione involontaria è rappresentato dall’indennità NASPI, mentre per i titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche nel settore sportivo, il legislatore ha previsto lo strumento dell’indennità di disoccupazione mensile denominata “DIS-COLL”.

Requisiti di accesso alla DIS-COLL

I destinatari della DIS-COLL sono i collaboratori coordinati e continuativi iscritti in via esclusiva alla Gestione separata INPS, non pensionati e privi di partita IVA – che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione. Al riguardo, si osserva che per l’accertamento del requisito dell’ “esclusività” è necessario valutare l’aliquota applicata, verificando cioè l’effettiva contribuzione alla “DIS-COLL”, inclusa nell’aliquota del 2,03% (Circ. INPS 115/2017). Diversamente per i soggetti assicurati ad altre forme di previdenza obbligatoria, l’indennità non spetta.

In particolare, al co.co.co. può essere riconosciuta l’indennità DIS-COLL qualora siano soddisfatti congiuntamente i seguenti requisiti:

  • essere in stato di disoccupazione involontaria al momento di presentazione della domanda;
  • avere almeno un mese di contribuzione in Gestione separata INPS nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno civile precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento.

L’indennità DIS-COLL è rapportata al reddito imponibile ai fini previdenziali risultante dai versamenti contributivi effettuati relativo all’anno civile in cui si è verificato l’evento di cessazione dal lavoro e all’anno civile precedente, diviso per il numero di “mesi di contribuzione, o frazione di essi”(ossia la durata del rapporto di collaborazione), ottenendo così l’importo del reddito medio mensile.

Misura dell’indennità DIS-COLL

L’indennità DIS-COLL, rapportata al reddito medio mensile come sopra determinato, è pari al 75 per cento del suddetto reddito medio mensile nel caso in cui tale reddito sia pari o inferiore a 1.425,21 euro (per l’anno 2024), importo annualmente rivalutato.

Nel caso in cui il reddito medio mensile sia superiore al predetto importo, la misura della DIS-COLL è pari al 75 per cento di 1.425,21 euro, incrementata di una somma pari al 25 per cento della differenza tra il reddito medio mensile e il predetto importo di 1.425,21 euro.

L’indennità DIS-COLL non può in ogni caso superare l’importo massimo mensile di 1.550,42 euro, per l’anno 2024 e si riduce del 3% a partire dal sesto mese. E’ previsto l’accendimento di contribuzione figurativa.

Durata dell’indennità DIS-COLL

La DIS-COLL è corrisposta mensilmente per un periodo pari ai mesi o frazioni di essi di durata del rapporto o dei rapporti di collaborazione presenti nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento.

La prestazione non può, comunque, superare la durata massima di 12 mesi.

Presentazione della domanda dell’indennità DIS-COLL

La domanda va presentata esclusivamente in via telematica entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di collaborazione.

Decadenza o sospensione dell’indennità DIS-COLL

La normativa contempla anche i casi di decadenza o sospensione dal beneficio. In particolare:

  • la perdita dello stato di disoccupazione determina la decadenza del beneficio;
  • in caso di nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato di durata superiore a 5 giorni, il lavoratore decade dal diritto alla DIS-COLL;
  • in caso di nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a 5 giorni, la DIS-COLL è sospesa d’ufficio, con possibilità – al termine del periodo di sospensione – di riprendere a decorrere dal momento in cui era rimasta sospesa;
  • in caso di inizio di lavoro autonomo o di impresa individuale, da cui derivi un reddito che corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti (5.500 euro), il lavoratore deve comunicare all’INPS entro 30 giorni dall’inizio dell’attività il reddito annuo che prevede di trarne. In tal caso, la DIS-COLL è ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno. Nell’ipotesi di mancata comunicazione del reddito previsto, il beneficiario decade dal diritto alla DIS-COLL a decorrere dalla data di inizio dell’attività lavorativa autonoma o della impresa individuale.

Indennità NASPI / DIS-COLL e redditi da lavoro sportivo dilettantistico

La circolare INPS richiamata precisa, infine, come i percettori di NASPI che in corso di fruizione della prestazione esercitano, indipendentemente dal settore professionistico o dilettantistico, attività sportiva in ragione della titolarità di un rapporto di lavoro subordinato, autonomo o di collaborazione coordinata e continuativa, sono tenuti a comunicare all’INPS il relativo reddito annuo presunto.

La predetta comunicazione deve essere effettuata nel termine, legislativamente previsto a pena di decadenza di un mese dall’inizio dell’attività o dalla presentazione della domanda di NASPI se la suddetta attività era preesistente.

Per quanto concerne i percettori della prestazione DIS-COLL, gli stessi sono tenuti alla comunicazione del reddito annuo presunto nel caso di svolgimento di un’attività lavorativa autonoma, di impresa individuale o un’attività parasubordinata, sempre nel rispetto del termine legislativamente previsto a pena di decadenza.

L’obbligo della comunicazione del reddito annuo presunto finalizzato all’abbattimento dell’indennità di disoccupazione sorge tuttavia al superamento dell’importo annuo di 5.000 euro, concorrendo a tale fine i compensi percepiti dalla totalità dei committenti.

Compatibilità attività lavorativa con le prestazioni di disoccupazione NASPI e DIS-COLL

In via generale si ammette, per la NASPI, la possibilità di cumulo parziale con i redditi derivanti da attività lavorativa subordinata, parasubordinata e autonoma, mentre per la DIS-COLL la possibilità di cumulo con i redditi derivanti dalle sole attività di natura parasubordinata e autonoma. In tal caso le indennità NASPI e DIS-COLL sono ridotte di un importo pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di fruizione dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno.

Con il messaggio n. 1414 del 09/04/2024, l’INPS ha comunicato le nuove soglia di compatibilità per l’anno 2024, tra l’attività lavorativa e la percezione delle indennità di disoccupazione NASPI e DIS-COLL, in recepimento delle modifiche fiscali apportate dal d.lgs. 216/2023. In particolare, per il 2024, ai fini della compatibilità:

  • il limite di reddito annuo da lavoro dipendente e parasubordinato è pari a 8.500 euro;
  • il limite di reddito annuo da lavoro autonomo è pari a 5.500 euro (invariato rispetto a quanto previsto in precedenza);

Infine, si ricorda che le prestazioni di lavoro occasionale, di cui all’articolo 54-bis del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, sono compatibili e cumulabili con le prestazioni di disoccupazione NASPI e DIS-COLL nel limite di 5.000 euro e che, in tale ipotesi, il percettore delle predette indennità non è tenuto a effettuare alcuna comunicazione all’Istituto circa il reddito annuo presunto.

Redatto da Alessio Colombo, Consulente del Lavoro – Centro Studi Paserio & Partners

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