INTERPOSIZIONE DI MANODOPERA E VALIDITÀ DEI VERBALI ISPETTIVI
Con la sentenza del 14 maggio 2014 n. 10427 la Corte di Cassazione si è espressa in merito all’interposizione di manodopera. 
Se le dichiarazioni dei lavoratori rese in sede ispettiva risultano univoche sulle circostanze di fatto inerenti lo svolgimento dei rapporti di lavoro, il giudice può anche esimersi dal richiedere prove testimoniali degli stessi.
Sussisteva, infatti, una cartella di pagamento validamente emessa dall’Ufficio INPS territorialmente competente, sulla base di iscrizione a ruolo dei contributi a seguito di verbale ispettivo che aveva accertato l’interposizione di manodopera in relazione a rapporti di lavoro formalmente istaurati con cooperative e riconducibili invece alla società.; in particolare, la corte ha fondato la decisione sul verbale ispettivo, sulle dichiarazioni agli ispettori dei lavoratori e sulle risultanze di tre precedenti sentenze del tribunale che aveva accertato la fattispecie interpositoria vietata dalla legge nei confronti di tre lavoratori. 
In ordine all’efficacia probatoria dei verbali ispettivi, deve rilevarsi che l’esclusione di un’efficacia diretta fino a querela di falso del contenuto intrinseco delle dichiarazioni rese agli ispettori dai lavoratori non implica che le stesse siano priva di qualsivoglia efficacia probatoria in difetto di una loto conferma in giudizio; ove le dichiarazioni dei lavoratori siano univoche infatti, il giudice può ben ritenere superflua l’escussione dei lavoratori in giudizio mediante prova testimoniale, tanto più se il datore di lavoro non alleghi e dimostri eventuali contraddizioni delle dichiarazioni rese agli ispettori in grado di inficiarne l’attendibilità. 
Infatti, i verbali redatti dai funzionari degli enti previdenziali e assistenziali o dell’Ispettorato del lavoro fanno piena prova dei fatti che i funzionari stessi attestino avvenuti in loro presenza, mentre, per le altre circostanze di fatto che i verbalizzanti segnalino di avere accertato, il materiale probatorio è liberamente valutabile e apprezzabile dal giudice, il quale può anche considerarlo prova sufficiente delle circostanze riferite al pubblico ufficiale, qualora il loro specifico contenuto probatorio o il concorso d’altri elementi renda superfluo l’espletamento di ulteriori mezzi istruttori. 
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