La somministrazione di lavoro dopo il Decreto Dignità

Un altro istituto che, insieme al contratto a termine, ha subito importanti modifiche a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Dignità è la somministrazione di lavoro.
Analizziamo le novità.

Le proroghe

In considerazione del fatto che il Decreto Dignità non ha abrogato quanto disposto dell’art. 34 c. 2 del D.Lgs. n. 81/2015, si potrebbe anche ipotizzare che il numero massimo di proroghe possa considerarsi ancora ancorato alle previsioni del CCNL delle Agenzie di somministrazione; quindi un massimo di  6 proroghe per singolo contratto.
Tuttavia, sul punto, è opportuno attendere i dovuti chiarimenti.

La durata

Anche al contratto a tempo determinato in somministrazione può essere apposto un termine di durata non superiore a 12 mesi senza l’indicazione di alcuna ragione giustificatrice (contratto acausale).
Il contratto può avere una durata superiore, comunque non eccedente i 24 mesi, solo in presenza di una causale.

Le causali

L’obbligo di indicazione delle causali è stato esteso, al pari di quanto previsto per il contratto a termine, anche al contratto di somministrazione a tempo determinato.
Ricordiamo che, al momento, si tratta di causali definite in termini generali dalla norma e non vi è alcun rimando alla loro individuazione da parte della contrattazione collettiva. Le stesse risultano così declinate:

  • esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività, ovvero esigenze sostitutive di altri lavoratori;
  • esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria.

Stop and go

Siccome il decreto è intervenuto prevedendo l’applicazione anche ai rapporti a termine istaurati tra agenzie e lavoratori della disciplina del contratto a termine, trova applicazione anche alla somministrazione la necessità di prevedere una pausa tra un contratto e l’altro (c.d. stop and go).

Cosa è escluso dall’applicazione della disciplina del contratto a termine?

Posto che, come già visto, al rapporto a termine in somministrazione si applica la disciplina del contratto a termine, resta comunque esclusa l’applicazione:

  • del contingentamento (obbligo di rispetto dei limiti numerici da parte dell’agenzia di somministrazione);
  • del diritto di precedenza.

Leggi anche: Decreto Dignità: dal 14 luglio novità per i contratti a termine, somministrazione e licenziamenti

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