Lavoro notturno

La prestazione lavorativa può essere svolta durante l’orario notturno.

In questo caso, la Legge prevede in capo al datore di lavoro il rispetto di determinati limiti e l’adempimento di obblighi ben precisi.

La disciplina del lavoro notturno è integrabile, poi, dalla Contrattazione Collettiva, che può prevedere, ad esempio, ulteriori limiti di orario oppure indennità economiche ai lavoratori prestanti lavoro notturno.

Definizione

Per periodo notturno si intende l’arco di tempo di almeno 7 ore consecutive comprendenti l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino.

È considerato lavoratore notturno chiunque svolga:

  • normalmente almeno 3 ore del suo tempo giornaliero durante il periodo notturno;

oppure

  • se il lavoro notturno non è prestato in maniera sistematica, una parte del suo orario di lavoro durante il periodo notturno secondo le norme definite dai contatti collettivi o in mancanza di disciplina collettiva, chi svolge per almeno tre ore di lavoro durante il periodo notturno per un minimo di 80 giorni lavorativi all’anno (riproporzionati in caso di lavoro a tempo parziale).

Per approfondire, confronta anche Lavoro notturno: i chiarimenti dell’INL

Durata

L’orario di lavoro notturno non può superare le 8 ore in media nell’arco delle 24 ore, calcolare dal momento di inizio dell’esecuzione della prestazione lavorativa.

Tale limite costituisce una media fra le ore lavorate e non lavorate, pari ad 1/3, che in mancanza di un’esplicita previsione normativa, può essere applicato su di un periodo di riferimento pari alla settimana lavorativa (6 giorni). La Contrattazione Collettiva può comunque individuare un periodo più ampio sul quale calcolare il predetto limite.

Nel computo della media su cui calcolare il limite delle 8 ore non si deve tenere conto del periodo di riposo minimo settimanale, quando questo ricade nell’arco temporale di riferimento stabilito dai CCNL.  

Limiti

E’ vietato adibire le donne al lavoro, dalle ore 24 alle ore 6, dall’accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino.

Non sono obbligati a prestare lavoro notturno:

  • la lavoratrice madre di un figlio di età inferiore a 3 anni o, in alternativa, il lavoratore padre convivente con la stessa;
  • la lavoratrice o il lavoratore che sia l’unico genitore affidatario di un figlio convivente di età inferiore a 12 anni;
  • la lavoratrice o il lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto disabile.

I CCNL, inoltre, hanno la facoltà di individuare i requisiti dei lavoratori che possono essere esclusi dall’obbligo.

Per quanto riguarda i minori, in generale, il lavoro notturno è vietato. Tuttavia, i minori possono essere adibiti al lavoro notturno:

  • quando si verifica un caso di forza maggiore che ostacola il funzionamento dell’azienda, in presenza delle seguenti condizioni: temporaneità del lavoro che non ammette ritardi; indisponibilità di lavoratori adulti; concessione al minore di periodi equivalenti di riposo compensativo entro 3 settimane. In questi casi, tuttavia, il minore deve aver compiuto i 16 anni.

Inoltre, il datore di lavoro deve effettuare una comunicazione immediata all’ITL, indicando la causa ritenuta di forza maggiore, il nominativo dei minori e le ore in cui sono stati occupati.

  • nell’ambito delle attività di carattere artistico, culturale, sportivo o pubblicitario e nel settore dello spettacolo. In tali casi, la prestazione lavorativa non può protrarsi oltre le 24 e, a prestazione compiuta, il minore ha diritto ad un periodo di riposo di almeno 14 ore consecutive.

Adempimenti del datore di lavoro

Prima di introdurre il lavoro notturno, il datore di lavoro ha l’obbligo di consultare le rappresentanze sindacali aderenti alle organizzazioni firmatarie del CCNL applicato. La consultazione deve essere effettuata e conclusa entro 7 giorni.

Inoltre, il datore di lavoro deve:

  • valutare lo stato di salute dei lavoratori notturni attraverso controlli preventivi e periodici (almeno ogni 2 anni). Se sopraggiungono condizioni di salute comportanti l’inidoneità al lavoro notturno, è possibile trasferire il dipendente al lavoro diurno (qualora sia disponibile un posto di lavoro per mansioni equivalenti), altrimenti il datore di lavoro può licenziare il lavoratore per giustificato motivo oggettivo.
  • garantire, previa informativa alle rappresentanze sindacali, un livello di servizi o di mezzi di prevenzione o di protezione adeguato ed equivalente a quello previsto per il turno diurno;
  • disporre, previa consultazione delle rappresentanze sindacali, appropriate misure di protezione personale e collettiva per i lavoratori notturni che svolgono lavorazioni che comportano rischi particolari;
  • inviare alla ITL, entro il 31 marzo di ogni anno (salvo eventuali proroghe del termine), la denuncia lavori usuranti, tra i quali rientrano particolari regimi di lavoro notturno. Per approfondire, consulta anche Lavori usuranti 2021: comunicazione entro il 31 marzo

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