PER IL DECESSO IN CANTIERE DEL LAVORATORE NEOASSUNTO SENZA FORMAZIONE LA RESPONSABILITÀ È DEL DATORE DI LAVORO
Con la sentenza n. 24616 dell’11 giugno 2014 la Corte di Cassazione conferma la sentenza con la quale il Tribunale aveva dichiarato colpevole del delitto di cui all’art. 589 c.p., comma 2, per avere, quale legale rappresentante di una società edile, cagionato, per colpa generica e specifica, la morte di un dipendente; per questo il titolare dell’impresa è stato condannato alla pena (sospesa) di 10 mesi di reclusione, oltre che al risarcimento dei danni in favore delle parti civili. 
Secondo la ricostruzione operata il sinistro si era verificato in un cantiere, nel corso di lavori di rifacimento, ristrutturazione e riqualificazione di preesistente edificio: in tale contesto il lavoratore, assunto in periodo di prova il giorno stesso dell’infortunio, senza alcuna preventiva formazione circa i rischi specifici dell’attività che andava a svolgere, stava demolendo una struttura quando, salito sul tetto, il cui accesso non era interdetto da alcun cartello, per porre una protezione all’area di cantiere cui era addetto, precipitava nel vuoto da un’altezza di circa 23 metri . 
Al datore di lavoro si rimproverava la violazione del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626, artt. 21 e 22, perché aveva disposto, consentito o, comunque, non impedito che il proprio dipendente eseguisse l’attività di manovale, in modo autonomo, ancorché assunto in pari data dell’infortunio, senza avere provveduto a che il medesimo ricevesse un’adeguata informazione circa i rischi specifici connessi all’attività da svolgere nel cantiere e, inoltre, per non essersi assicurato che il predetto lavoratore avesse acquisito una adeguata formazione in materia di sicurezza e salute relativa al proprio posto di lavoro e alle proprie mansioni. Gli si contestava, altresì, la violazione del D.Lgs. 14 agosto 1996, n. 494, art. 9, comma 1, lett. a), D.Lgs. n. 626 del 1994, art. 4, D.P.R. 7 gennaio 1956, n. 164, artt. 16 e 24, per non aver garantito idonee condizioni di sicurezza del luogo di lavoro, consentendo, in particolare, che il lavoratore operasse con libero accesso e in prossimità del luogo dell’infortunio, nonostante lo stesso risultasse privo delle opere di sbarramento necessarie ad impedire la caduta di persone. 
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