Rassegna di giurisprudenza – Agg. al 21.11.2018

OFFESE AI COLLEGHI: SÌ AL LICENZIAMENTO, SE LA CONDOTTA È TIPIZZATA NEL CCNL

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 26013/2018, ha ritenuto che, nei confronti del lavoratore che si rivolga ai colleghi con frasi ingiuriose e colme di offese, può scattare sia la mera sanzione conservativa sia il licenziamento.

La discriminante, per decidere quale sanzione irrogare, risiede esclusivamente nella tipizzazione o meno da parte del CCNL della condotta contestata al lavoratore nell’ambito degli illeciti disciplinari e delle relative sanzioni.


La Certificazione dei Contratti PaserioLA VOLONTÀ DELLE PARTI: CRUCIALE IN CASO DI DUBBIO INTERPRETATIVO DEL CONTRATTO

La Corte di Cassazione con sentenza n. 28164/2018, in tema di interpretazione del contratto, ha ribadito che, in caso di difficoltà interpretativa della clausola di un contratto o della sua interezza, risulta applicabile l’articolo 1362 cod. civ., il quale dispone che, il testo contrattuale vada sempre inteso nel senso che le parti gli hanno attribuito.

Si deve indagare quale sia stata la comune intenzione delle parti e non limitarsi al senso letterale delle parole.


CANCELLAZIONE DEI DATI INFORMATICI NON RECUPERABILI DA PARTE DEL LAVORATORE: È REATO

La Corte di Cassazione con sentenza n. 48895/2018 ha deciso che in caso di accesso del lavoratore, dimissionario o licenziato, ad un database informatico, il quale abbia poi provveduto a distruggerne il contenuto (tramite la cancellazione), si configuri il reato di cui all’art. 615 ter c.p. rubricato come accesso abusivo al sistema informatico. La Corte ha motivato la sua sentenza evidenziando, inoltre, che i lavoratori sono tenuti a osservare le disposizioni del datore di lavoro e al rispetto del dovere di eseguire attività che siano in diretta connessione con l’assolvimento della propria funzione.


OMESSO VERSAMENTO CONTRIBUTIVO: IL DATORE DI LAVORO È TENUTO ANCHE AL PAGAMENTO DELLA QUOTA SPETTANTE AI LAVORATORI

La Corte di Cassazione con sentenza n. 25856/2018, ha stabilito che se il datore di lavoro non provvede versamento dei contributi previdenziali, è tenuto al pagamento anche per la quota a carico dei lavoratori, non avendo peraltro diritto di rivalsa.


IL LICENZIAMENTO DISCIPLINARE PRESCINDE DALL’INQUADRAMENTO PENALE DELLA CONDOTTA DEL LAVORATORE

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 28492/2018 conferma il licenziamento intimato al lavoratore che aveva aggredito il collega, sottolineando che per giustificare un licenziamento disciplinare, i fatti addebitati devono rivestire il carattere di grave violazione degli obblighi del rapporto di lavoro, tale da lederne irrimediabilmente l’elemento fiduciario.

Nulla o poco importando in questa valutazione l’inquadramento penale della condotta tenuta dal lavoratore.

Tags:
Condividi questo articolo
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su print
Leggi e ascolta
Categorie
Tags
Articoli che potrebbero interessarti
Iscriviti alla newsletter
Resta sempre aggiornato
Vuoi maggiori informazioni?

Via Piceni 5, 21013, Gallarate (VA) | Via L. Mascheroni 22, 20145, Milano
Telefono:  +39 0331 77 52 20 | +39 0331 77 96 11 | +39 0331 77 52 23
E-Mail: info@paserio.it | PEC: paserio@legalmail.it | P.IVA: IT03654550122

Iscriviti alla newsletter
Resta sempre aggiornato