RASSEGNA DI GIURISPRUDENZA – Agg. al 25.07.2018

Limiti Attivazione Tirocini Lombardia 2018 PaserioLICENZIAMENTO DISCIPLINARE IN CASO DI OMESSA INFORMAZIONE ALLA VISITA MEDICA PRE – ASSUNZIONE: È LEGITTIMO?

La Corte di Cassazione con sentenza n. 17504/2018 ha confermato la sentenza della Corte d’Appello di Roma che aveva annullato il licenziamento della dipendente di una azienda municipalizzata addetta alla raccolta dei rifiuti che aveva omesso di rendere noto, in sede di visita medica propedeutica all’assunzione, di aver subito un intervento chirurgico di ernia discale e successivamente aveva omesso la stessa informazione relativa alla sua storia clinica nel corso del successivo rapporto di lavoro.

La lavoratrice, che durante il rapporto di lavoro ha subito una ricaduta, aveva volutamente omesso un dettaglio non secondario, cioè l’operazione chirurgica subita per rimuovere un’ernia discale, in occasione della visita medica propedeutica all’assunzione per la società municipalizzata.

Tuttavia secondo i Giudici dell’appello “la sanzione applicata” dall’azienda risultava essere “sproporzionata rispetto al fatto” contestato alla lavoratrice.

La Cassazione ha statuito che la lavoratrice ha sì omesso di fornire, all’epoca della visita pre-assunzione, dettagliate informazioni sul proprio stato di salute, ma “il comportamento” tenuto di fronte al medico “non è sintomatico di un intento fraudolento”, soprattutto tenendo conto della “funzione di tale visita” e “l’oggettività dei parametri valutativi cui si deve attenere il medico nel formulare il suo giudizio finale” sul futuro dipendente.


INFORTUNIO: DATORE NON RESPONSABILE PENALMENTE PER CONDOTTA IMPREVEDIBILE DEL LAVORATORE

La Corte di Cassazione con sentenza n. 27399/2018, ha stabilito che l’assoluta imprevedibilità della condotta del lavoratore del lavoratore determina l’assenza di qualsivoglia profilo di responsabilità del datore di lavoro nella causazione dell’infortunio.

Il caso è quello di un infortunio occorso nel reparto macelleria di un centro commerciale causato dal fatto che il lavoratore aveva omesso di osservare le istruzioni dei suoi superiori nella lavorazione delle carni.

La circostanza appena descritta considerata anche, e soprattutto, alla luce del fatto che nella macelleria il datore di lavoro aveva effettivamente messo a disposizione dei lavoratori strumentazione adatta a sollevare tali carichi senza pericolo ha portato all’annullamento della sentenza di condanna del datore di lavoro, sollevandolo da ogni responsabilità penale.


DEMANSIONAMENTO LEGITTIMO: L’ONORE DELLA PROVA È A CARICO DEL DATORE DI LAVORO

La Corte di Cassazione con sentenza n. 17978/2018 ha stabilito che in caso di demansionamento spetta al datore di lavoro l’onere di prova circa la correttezza formale e sostanziale del suo diritto di organizzazione del lavoro.

Il predetto onere della prova che può essere soddisfatto, sia attraverso la prova della mancanza in concreto del demansionamento, sia attraverso la prova che fosse giustificato dal legittimo esercizio dei poteri imprenditoriali o disciplinari oppure che il demansionamento del lavoratore derivi da un’impossibilità della prestazione derivante da causa a lui imputabile.

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