Riforma lavoro sportivo: le novità del decreto correttivo bis 

Dopo tanta attesa è stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. 120/2023 c.d. “Decreto correttivo-bis” della Riforma dello Sport che ha apportato interessanti modifiche alla disciplina (D.Lgs.36/2021). Si tratta di numerose novità, in parte già anticipate dal Comunicato Stampa dell’08/06/2023 a firma dei Ministri di Sport e Lavoro che ha fatto da apripista al provvedimento. Analizziamone di seguito le modifiche più rilevanti. 

La figura di “lavoratore sportivo” 

Il provvedimento apporta una modifica all’art. 25 del d.lgs. 36/2021, correggendo il tiro rispetto all’elencazione dei soggetti qualificabili come lavoratori sportivi. A tal proposito, accanto alle già previste figure di atleta, allenatore, istruttore, direttore tecnico, direttore sportivo, preparatore atletico e direttore di gara, il decreto correttivo bis considera ora “lavoratore sportivo” anche ogni altro tesserato che svolge, a favore degli enti sportivi e verso un corrispettivo, le mansioni rientranti, sulla base dei regolamenti tecnici della singola disciplina sportiva, tra quelle necessarie per lo svolgimento di attività sportiva. Tali mansioni, al fine di garantire una omogena applicazione, devono tuttavia essere approvate con decreto dell’Autorità di Governo delegata in materia di sport, sentito il Ministro del lavoro e delle politiche sociali. 

Viene inoltre espressamente previsto che non rientrano tra le mansioni sportive quelle di carattere amministrativo-gestionale, nonché le prestazioni svolte nell’ambito di una professione la cui abilitazione professionale è rilasciata al di fuori dell’ordinamento sportivo e per il cui esercizio occorre essere iscritti in appositi albi o elenchi tenuti dai rispettivi ordini professionali 

Collaborazioni coordinate e continuative di carattere sportivo 

Come già anticipato in sede di comunicato stampa dell’08/06/2023, il decreto correttivo innalza da 18 a 24 ore settimanali (ad esclusione delle ore dedicate alla partecipazione a manifestazioni sportive), il limite entro il quale si può beneficiare della presunzione legale circa la genuinità della collaborazione coordinata e continuativa sportiva. Si ricorda infatti che la co.co.co. rimane la forma tipica di lavoro in ambito dilettantistico. A tal proposito è bene rilevare che la presunzione in oggetto opera solo per le co.co.co. sportive e non già per quelle di carattere amministrativo-gestionale. In ogni caso è sempre possibile la riconversione in rapporto di lavoro subordinato, qualora sussistenti gli elementi tipici della subordinazione, tanto in sede ispettiva che giudiziale. 

Lavoro occasionale 

Il provvedimento, introducendo all’art. 25 il comma 3-bis, prevede la possibilità per gli enti sportivi, di avvalersi, in presenza dei presupposti, di prestatori di lavoro occasionale. Dovrà tuttavia essere chiarito, se le prestazioni sportive occasionali potranno essere utilizzate nella forma del contratto di prestazione occasionale ai sensi dell’art. 54 bis D.L. 50/2017 (c.d. “PresTo”) oppure anche nella forma della collaborazione autonoma occasionale ai sensi dell’art. 2222 c.c. 

Dipendenti di pubbliche amministrazioni 

I dipendenti pubblici possono prestare la propria attività in favore di enti sportivi dilettantistici al di fuori dell’orario di lavoro, fatti salvi gli obblighi di servizio, in qualità di volontari, previa semplice comunicazione all’amministrazione di competenza. Qualora l’attività prestata preveda l’erogazione di un corrispettivo, e quindi si è considerati lavoratori sportivi, è necessaria l’autorizzazione dell’amministrazione di competenza, che deve rilasciarla o negarla entro 30 giorni dalla ricezione della richiesta. Il decreto correttivo introduce tuttavia la disposizione secondo la quale, qualora, entro il termine di 30 giorni dalla ricezione della domanda, non pervenga alcuna risposta, l’autorizzazione deve intendersi accordata nella forma del silenzio-assenso

Assicurazione INAIL 

Come già anticipato e richiesto a gran voce, viene disposta l’esclusione dalla contribuzione e dagli adempimenti ai fini INAIL per le collaborazioni coordinate e continuative di carattere sportivo. A tali lavoratori si applica soltanto la copertura assicurativa obbligatoria legata al tesseramento sportivo (art. 51 L. 289/2002). 

Non sono pertanto comprese nell’esclusione le collaborazioni coordinate e continuative di carattere amministrativo gestionale, per le quali continua a permanere l’obbligo assicurativo INAIL. 

Regime dei volontari 

In relazione alle attività svolte dai volontari potranno essere rimborsate le spese: 

  • effettivamente sostenute e documentate su base analitica
  • a fronte di autocertificazione, purché le stesse non superino l’importo di 150 euro mensili e l’organo sociale competente deliberi sulle tipologie di spese e le attività di volontariato per le quali è ammessa questa modalità di rimborso. 

In particolare, sul tema dei rimborsi spese per i volontari, il decreto Correttivo bis appena entrato in vigore prevede che potranno essere rimborsate esclusivamente le spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio e al trasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale di residenza del percipiente; quale misura alternativa, viene ammessa, come sopraindicato, la possibilità del rimborso anche a fronte di autocertificazione, purché le stesse non superino l’importo di 150 euro mensili e l’organo sociale competente deliberi sulle tipologie di spese e le attività di volontariato per le quali è ammessa questa modalità di rimborso. 

Gli enti dilettantistici che si avvalgono di volontari devono assicurarli per la responsabilità civile verso i terzi.  Si applica infatti l’articolo 18, comma 2, del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117. 

Arbitri e direttori di gara 

Ai direttori di gara e similari, oltre ad erogare il compenso per l’attività prestata, è possibile rimborsare le spese sostenute e documentate, in generale e non esclusivamente riferite alle trasferte compiute fuori dal comune di residenza, entro limiti e modalità che ciascun ente sportivo potrà deliberare.  

Tali spese possono essere rimborsate anche se sostenute nel comune di residenza e a fronte di autocertificazione, purché non superino l’importo di € 150 mensili. In entrambi i casi i rimborsi di spesa sono esenti dal punto previdenziali e fiscale. 

Sempre per tali soggetti sono previste alcune semplificazioni in merito agli adempimenti relativi alla comunicazione del rapporto al centro per l’impiego attraverso il RAS, a carico degli enti affilianti, federazioni o enti di promozione sportiva. 

Adempimenti a carico degli enti sportivi 

Relativamente alle collaborazioni coordinate e continuativedi carattere sportivo (sono quindi escluse dalla disciplina sotto riportata le collaborazioni amministrative gestionali), gli enti sportivi sono tenuti a porre in essere i seguenti adempimenti: 

  • comunicazioni “preventive” al centro per l’impiego, attraverso il Registro delle Attività Sportive (RAS), entro il 30° giorno del mese successivo all’inizio del rapporto di lavoro
  • tenuta del Libro Unico del Lavoro (LUL), attraverso il RAS, in un’unica soluzione, entro 30 giorni dalla fine di ciascun anno di riferimento (30/01/2024 per l’anno 2023); 
  • comunicazione mensile all’INPS dei dati retributivi e informativi utili al calcolo dei contributi previdenziali dovuti (UNIEMENS), attraverso il RAS. 

Con riferimento al secondo e terzo adempimento si precisa che, ad oggi, non è possibile la gestione di tali obblighi attraverso il RAS in quanto trattasi di funzionalità non ancora implementate. Pertanto, a tal fine, gli enti sportivi dovranno procedere attraverso le consuete modalità previste per la generalità delle collaborazioni coordinate e continuative e quindi, verosimilmente con l’ausilio di un intermediario (Consulente del Lavoro, ecc.). 

Nel caso in cui il compenso annuale (dal 01/01 al 31/12) sia pari o inferiore a € 15.000 non sussiste obbligo di emissione del prospetto paga. Su tale punto occorre tuttavia precisare che, a fronte degli adempimenti previsti a livello contributivo, è opportuno comunque procedere alla periodica tenuta del Libro Unico al fine di gestire correttamente tutti gli adempimenti previdenziali previsti (trattenute, invio del flusso Uniemens e versamento dei contributi).  

Con riferimento al 2023, per il calcolo del limite dei 15.000,00 €, occorre tenere conto anche delle somme eventualmente già percepite, fino al 30/06/2023, ex art. 67, c. 1 lett. m), TUIR (c.d. redditi diversi). 

Gli adempimenti e i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti per le co.co.co. sportive, relativamente ai periodi da luglio a settembre 2023 possono essere effettuati entro il 31/10/2023

Tali semplificazioni non si applicano in relazione ai rapporti di lavoro sportivo di natura subordinata né nei confronti dei rapporti di co.co.co. amministrativo-gestionali, per i quali restano valide le modalità ordinarie 

Trattamento previdenziale e fiscale 

Il correttivo non apporta sostanziali modifiche a quanto già disposto dal D.Lgs. 36/2021 in materia, cioè: 

  • esenzione fiscale per i compensi fino al limite di € 15.000 annui
  • concorso alla formazione del reddito secondo le disposizioni del TUIR per i compensi superiori alla soglia esente; 
  • per il 2023, al raggiungimento del limite esente di cui sopra concorrono anche i compensi percepiti fino al 30/06/2023 ai sensi dell’art. 67, c. 1 lett. m), TUIR, fino alla soglia esente (€ 10.000); 
  • esenzione da assoggettamento a contribuzione INPS per i compensi assoggettati a gestione separata fino al limite di € 5.000 annui; 

Viene introdotta l’esenzione dalla base imponibile IRAP di tutti i compensi erogati a co.co.co. nell’area del dilettantismo inferiori all’importo di € 85.000 annui

Tra le novità del correttivo è stato infine previsto un nuovo contributo per gli enti sportivi con ricavi non superiori a 100 mila euro, commisurato ai contributi previdenziali versati per i compensi delle co.co.co. nei mesi da luglio a novembre 2023. 

Per ulteriori apprendimenti leggi: 

Riforma lavoro sportivo: a che punto siamo? 

Riforma lavoro sportivo 2023: cosa cambia nello sport dilettantistico 

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