I servizi di welfare aziendale

I servizi di welfare aziendale sono una soluzione sempre più diffusa tra le aziende e apprezzata dai lavoratori che permette di offrire un paniere di beni e servizi esente da contribuzione e tassazione.

Il piano welfare aziendale (o pacchetto welfare) può essere disciplinato dalla contrattazione collettiva che, in alcuni casi, ne ha previsto l’erogazione ma, generalmente, sono un trattamento migliorativo rispetto al trattamento retributivo e normativo previsto dal contratto nazionale.

Che cosa sono?

Il welfare aziendale è costituito dall’insieme dei beni che il datore di lavoro mette a disposizione di tutti i lavoratori dell’azienda o di categorie omogenee di lavoratori. Il paniere di beni e servizi non è convertibile in denaro, quindi non è monetizzabile dai lavoratori che non intendono fruirne, ma è un sistema che mette a disposizione dei propri dipendenti una serie di benefits aziendali aumentando il potere d’acquisto degli stessi grazie ai vantaggi fiscali previsti dal testo unico delle imposte sui redditi (TUIR).

Come si attiva il welfare aziendale?

Come attivare un piano di welfare aziendale? I servizi di welfare aziendale possono essere introdotti tramite due distinti percorsi:

  • un piano di welfare aziendale tramite accordo e regolamento aziendale (come confermato dall’Agenzia delle Entrate con la Risposta ad Interpello n. 10/E del 25 gennaio 2019);
  • un premio di risultato convertibile.

Cosa sono i piani welfare?

I piani di welfare possono essere adottati attraverso dei regolamenti aziendali aventi obbligo negoziale (ovvero dei regolamenti che, una volta adottati impegnano l’azienda e non possono essere disdettati o disattesi unilateralmente) oppure attraverso un contratto di secondo livello sottoscritto con le organizzazioni sindacali.

Con i piani di welfare per dipendenti vengono disciplinati:

  • l’importo stanziato (ovvero il controvalore dei benefici a disposizione dei dipendenti);
  • il pacchetto welfare per dipendenti ovvero l’elenco dei beni e servizi che possono essere fruiti dai dipendenti;
  • le regole per la fruizione (tempistiche, modalità di comunicazione con l’ufficio del personale, il divieto di monetizzazione, ecc.);
  • l’eventuale utilizzo di una piattaforma per la fruizione dei benefici;
  • le categorie omogenee di lavoratori che possono beneficiare del pacchetto welfare;
  • la durata del welfare aziendale.

Quali servizi rientrano nel welfare aziendale?

Possono ricomprendere, ad esempio:

  • l’erogazione di buoni spesa e buoni pasto (buoni pasto), con esenzione nei limiti di importo previsti dal TUIR;
  • il rimborso delle rette per la frequenza di asili nido e di istituti scolastici e universitari per i figli;
  • il rimborso delle spese sostenute per l’acquisto dei libri di testo scolastici;
  • il rimborso degli strumenti necessari per la didattica a distanza (c.d. DAD);
  • l’assistenza sanitaria integrativa;
  • la previdenza complementare;
  • il rimborso delle spese sostenute per l’assistenza a persone non autosufficienti;
  • convenzioni con palestre, centri sportivi, agenzie di viaggio e centri medici;
  • il rimborso delle spese sostenute in abbonamento per il trasporto pubblico locale (c.d. TPL);
  • assicurazioni sulla vita e polizze LCT (Long Term Care).

Alcuni servizi in azienda non posso essere rimborsati ma devono essere fruiti a fronte della sottoscrizione di una convenzione aziendale, come ad esempio la frequentazione di palestre e centri sportivi. Ma cosa sono le convenzioni aziendali?

Si tratta di accordi di natura commerciale tra il datore di lavoro e soggetti gestori di servizi con i quali viene disciplinato il trattamento riservato ai dipendenti dell’azienda sottoscrittrice che potranno fruire dei servizi offerti dal gestore che saranno pagati direttamente dal datore di lavoro.

Welfare aziendale in busta paga: i servizi e benefits aziendali che prevedono il rimborso della spesa sostenuta, verranno indicati direttamente nel cedolino paga del lavoratore che ha richiesto il rimborso e che abbia presentato delle attestazioni di spesa valide.

Chi ha diritto al welfare?

Il diritto alla fruizione è disciplinato nel regolamento o nell’accordo aziendale che può prevedere l’estensione del diritto a tutta la popolazione aziendale oppure a determinate “categorie omogenee” di dipendenti (ad esempio: impiegati, operai, lavoratori a tempo indeterminato, lavoratori che hanno superato il periodo di prova, lavoratori con un’anzianità aziendale almeno pari a 24 mesi, ecc.).

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i welfare possono essere estesi anche agli amministratori purché risultino percettori di un reddito assimilato a quello da lavoro dipendente. Quindi, la portata del welfare diventa molto ampia e non si tratta solo di un welfare per dipendenti.

Qualora l’azienda decida, per ragioni di natura organizzativa, di ricorrere ad una piattaforma per l’erogazione dei servizi di welfare aziendale, l’azienda “acquista” dalla società di benefits aziendali, che gestisce la piattaforma, un controvalore di beni e servizi che viene messo a disposizione dei propri dipendenti all’interno di un’area riservata.

Attraverso la piattaforma (caricando pezze giustificative di spesa per riceverne il rimborso e fruendo delle convenzioni sottoscritte dalla società di benefits aziendali) il lavoratore potrà consumare il controvalore messo a disposizione dal datore di lavoro, cioè spendere i servizi welfare aziendale.

Come viene tassato il welfare per dipendenti?

Welfare aziendale vantaggi: i servizi welfare aziendale disciplinati con regolamento aziendale o con accordo di secondo livello sono esenti da contribuzione previdenziale e da imposizione fiscale. Ciò significa che, a differenza degli elementi tradizionali della retribuzione su cui il datore di lavoro e il dipendente devono pagare le imposte e i contributi, l’importo messo a disposizione dall’azienda è totalmente a disposizione del dipendente.

Ciò significa che con il welfare in azienda, grazie ai vantaggi fiscali, oltre a mettere a disposizione servizi che permetto di conciliare vita privata e lavoro di realizza un aumento del potere d’acquisto per i dipendenti e un miglioramento del clima aziendale e della soddisfazione dei lavoratori.

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