Welfare aziendale: l’importanza delle categorie omogenee

In tema di costruzione di un piano di welfare aziendale, la corretta individuazione delle categorie omogenee di lavoratori cui rivolgere l’offerta di beni e servizi diventa fondamentale, oltre che ai fini della buona riuscita del piano, anche e soprattutto affinché i beni, i servizi e le eventuali somme erogate a rimborso risultino esenti da contribuzione e tassazione ovvero non concorrano alla determinazione del reddito da lavoro dipendente.

Cosa dice la norma?

L’articolo 51 comma 2 lettera f) e seguenti del TUIR, dispone che non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente i beni e i servizi (e in alcuni casi, ben precisi, anche le somme di denaro) riconosciuti dal datore di lavoro volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto, accordo o di regolamento aziendale, offerti alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti oltre che e ai familiari dei lavoratori (quelli indicati nell’articolo 12 del TUIR).

Le indicazioni dell’agenzia delle entrate

In merito all’individuazione delle categorie omogenee, l’Agenzia delle Entrate, già con la circolare n. 5/E/2018 e successivamente con la Risposta ad Interpello n. 10/E/2019, ha precisato che a prescindere dall’utilizzo dell’espressione “alla generalità dei dipendenti” ovvero a “categorie di dipendenti”, non è riconosciuta l’esenzione da imposte e contributi (e dunque il welfare erogato costituisce retribuzione a tutti gli effetti) ogni qual volta le somme o servizi ivi indicati siano rivolti ad personam ovvero costituiscano dei vantaggi solo per alcuni e ben individuati lavoratori.

È stato altresì chiarito che in merito alla nozione di “categoria di dipendenti” che tale espressione non va intesa soltanto con riferimento alle categorie “legali” previste nel codice civile (dirigenti, quadri, impiegati e operai), bensì a tutti i dipendenti di un certo tipo (ad esempio, tutti i dipendenti di un certo livello o di una certa qualifica, ovvero tutti gli operai del turno di notte ecc.), purché tali inquadramenti siano sufficienti a impedire in senso teorico, come detto, che siano concesse erogazioni ad personam in esenzione totale o parziale da imposte.

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