APPRENDISTATO

L’apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione dei giovani.

Si tratta di un contratto a causa mista in quanto il datore di lavoro, a fronte della prestazione lavorativa, si impegna nei confronti dell’apprendista a corrispondere, non soltanto la retribuzione, ma anche adeguata formazione, necessaria per conseguire, a seconda della tipologia di apprendistato, un titolo di studio (apprendistato per la qualifica e il diploma professionale e apprendistato di alta formazione e di ricerca) o una professionalità, cioè competenze specifiche inerenti una determinata attività (apprendistato professionalizzante).

CAMPO DI APPLICAZIONE

DATORI DI LAVORO

In generale, i datori di lavoro, appartenenti a qualunque settore produttivo, possono assumere lavoratori con contratto di apprendistato, nel rispetto dei seguenti limiti numerici:

  • da 0 a 2 dipendenti qualificati, è possibile assumere fino a 3 apprendisti;
  • da 3 a 9 dipendenti qualificati, è possibile assumere un apprendista per ogni lavoratore qualificato;
  • da 10 dipendenti qualificati, è possibile occupare 3 apprendisti ogni 2 lavoratori già qualificati.

È opportuno segnalare alcune particolarità:

  • per i datori di lavoro artigiani, sono previsti ulteriori limiti specifici;
  • per i soli datori di lavoro che occupano almeno 50 dipendenti, l’assunzione di nuovi apprendisti, con contratto di apprendistato professionalizzante, è subordinata alla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, nei 36 mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno il 20% degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro. Dal computo sono esclusi i rapporti cessati per recesso durante il periodo di prova, dimissioni, licenziamento per giusta causa.

In caso di violazione dei suddetti limiti numerici, le assunzioni in apprendistato devono essere ricondotte a normali rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Occorre precisare, tuttavia, che i CCNL, stipulati dai sindacati comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale, possono prevedere limiti diversi da quelli previsti dalla legge.

LAVORATORI

Possono essere assunti con contratto di apprendistato i soggetti di età compresa tra i 15 e i 29 anni e 364 giorni. I limiti di età variano a seconda della tipologia di contratto di apprendistato:

  • per la qualifica e il diploma professionale, dai 15 anni compiuti e fino al compimento dei 25 anni;
  • professionalizzante, tra i 18 (17, se in possesso di una qualifica professionale) e i 29 anni. Occorre precisare che i lavoratori beneficiari di un trattamento di disoccupazione o dell’indennità di mobilità possono essere assunti in apprendistato professionalizzante senza alcun limite di età.
  • di alta formazione e ricerca, tra i 18 e i 29 anni.

DISCIPLINA DEL RAPPORTO

In generale, la disciplina dell’apprendistato è rimessa:

  • alla legge, in particolare, al D.Lgs. n. 81/2015, che disciplina la forma, la durata minima del contratto e il recesso delle parti, e fornisce, alla contrattazione collettiva, i principi direttivi circa l’inquadramento, il trattamento economico e la formazione in apprendistato;
  • ad accordi interconfederali e ai contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

REQUISITI DEL CONTRATTO

La legge richiede la forma scritta del contratto ai fini della prova.

La durata del contratto non può essere inferiore a 6 mesi e varia a seconda della tipologia di apprendistato:

  • per la qualifica e il diploma professionale, la durata massima non può in ogni caso superare 3 anni (per i contratti di questo tipo volti all’acquisizione, oltre che del diploma di istruzione secondaria, di ulteriori competenze tecnico-professionali, la durata massima non può in ogni caso superare 4 anni);
  • per il professionalizzante, nella generalità dei casi, la durata, anche minima, non può essere superiore a 3 anni (a 5 anni, per i profili professionali caratterizzanti la figura dell’artigiano disciplinati dalla contrattazione collettiva di riferimento);
  • per l’alta formazione e ricerca, la durata è definita dalle Regioni (e dalle Province autonome di Trento e Bolzano) sentite le parti sociali, le scuole, le università e le altre istituzioni formative e di ricerca. In assenza di regolamentazione regionale, si osserva la disciplina prevista dal DM del 12 ottobre 2015.

Si precisa, inoltre, che il contratto di apprendistato deve contenere, anche in forma sintetica, il piano formativo individuale, ovvero il documento nel quale sono precisati i contenuti del percorso formativo che l’apprendista dovrà svolgere.

FORMAZIONE

A seconda della tipologia di contratto di apprendistato, sono previste diverse modalità di realizzazione del percorso formativo. Tuttavia, valgono alcuni principi di carattere generale, comuni a tutti i tipi di apprendistato, in particolare:

  • l’obbligo di individuare un tutor o referente aziendale;
  • la possibilità di finanziare i percorsi formativi aziendali tramite i fondi paritetici interprofessionali, anche attraverso accordi con le regioni;
  • l’obbligo di registrare la formazione effettuata e la qualifica professionale a fini contrattuali eventualmente acquisita nel fascicolo elettronico del lavoratore.

Per approfondire vedi anche “Nell’apprendistato l’addestramento professionale è essenziale”; “Apprendistato: impugnativa del licenziamento e prova dell’avvenuta formazione”; “Apprendistato – periodo formativo: cosa accade in caso di licenziamento?”. 

RETRIBUZIONE

È vietato remunerare a cottimo l’apprendista.

L’ammontare della retribuzione è stabilito dalla contrattazione collettiva. Si precisa che, nelle ipotesi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale e di apprendistato di alta formazione e di ricerca:

  • per le ore di formazione svolte nell’istituzione formativa, il datore di lavoro è esonerato da ogni obbligo retributivo;
  • per le ore di formazione a carico del datore di lavoro, è riconosciuta al lavoratore una retribuzione pari al 10% di quella che gli sarebbe spettata.

È possibile riconoscere apprendistato elementi retributivi variabili legati al risultato aziendale e del reparto, compresi i premi di produzione.

ORARIO DI LAVORO

Agli apprendisti maggiorenni si applicano le disposizioni in materia di orario di lavoro previste per la generalità dei lavoratori subordinati.

Per gli apprendisti minorenni sono previste alcune particolarità:

  • l’orario massimo di lavoro giornaliero è fissato in 8 ore, mentre quello settimanale in 40 ore;
  • vige il divieto di lavoro notturno.

Per approfondire vedi anche “Orario di lavoro dei minori nell’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale”.

COPERTURA PREVIDENZIALE

Per gli apprendisti sono previste le seguenti coperture assicurative:

  • IVS;
  • infortuni sul lavoro e malattie professionali (INAIL);
  • malattia;
  • maternità;
  • assegni per il nucleo famigliare (ANF);
  • disoccupazione (NASPI).

CESSAZIONE DEL RAPPORTO

Al termine del periodo di apprendistato (o, se diverso, del periodo formativo) le parti possono recedere liberamente dal contratto nel rispetto del preavviso decorrente dal medesimo termine (ad eccezione del contratto di apprendistato professionalizzante di lavoratori beneficiari del trattamento di disoccupazione o dell’indennità di mobilità). Si tratta di un’ipotesi di recesso “ad nutum”, che non richiede per la sua legittimità, la presenza di una giusta causa o di un giustificato motivo (Per approfondire vedi Recesso al termine del periodo di apprendistato: sì alle dimissioni telematiche).

Qualora nessuna delle parti eserciti tale facoltà, il rapporto di lavoro prosegue come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Durante il periodo di apprendistato, il datore di lavoro può recedere dal contratto soltanto in presenza di una giusta causa o di un giustificato motivo (Per approfondire vedi anche “Licenziamento illegittimo di un apprendista: qual è la tutela prevista?”). 

QUALI INCENTIVI IN CASO DI ASSUNZIONE DI UN APPRENDISTA?

Per incentivare l’utilizzo dell’apprendistato, sono previste alcune agevolazioni in favore dei datori di lavoro che ricorrono a tale tipologia contrattuale:

  • RETRIBUZIONE: il lavoratore apprendista può essere inquadrato fino a due livelli inferiori rispetto a quello stabilito dal CCNL per le mansioni alle quali è finalizzato l’apprendistato. In alternativa, il CCNL può prevedere la possibilità di retribuire il lavoratore in percentuale rispetto al livello di destinazione finale. Il meccanismo del sotto-inquadramento e della percentualizzazione sono tra loro alternativi e non possono mai essere applicati congiuntamente.
  • AGEVOLAZIONI CONTRIBUTIVE: nell’apprendistato i contributi previdenziali e i premi assicurativi sono previsti in misura ridotta. Il regime di contribuzione ridotta viene mantenuto per un anno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, con esclusione dei contratti stipulati con lavoratori beneficiari di un trattamento di disoccupazione o in mobilità (Per approfondire, vedi anche Contratto di apprendistato: incentivi e contribuzione Inps);
  • NON COMPUTABILITÀ A FINI DEI LIMITI NUMERICI: fatte salve specifiche previsioni di legge o di contratto collettivo, i lavoratori assunti in apprendistato sono esclusi dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi per l’applicazione di particolari normative e istituti.

TIPOLOGIE DI APPRENDISTATO: APPRENDISTATO PER LA QUALIFICA E IL DIPLOMA PROFESSIONALE 

L’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale rappresenta la tipologia di contrattuale volta a coniugare la formazione effettuata in azienda con la formazione impartita dalle istituzioni formative nell’ambito dei sistemi regionali di istruzione e formazione. 

È uno degli istituti mediante i quali è possibile realizzare alternanza tra scuola e lavoro. 

Per approfondire, vedi anche “L’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale e alternanza scuola-lavoro: siglata l’intesa; “FIRMATO IL DECRETO INTERMINISTERIALE PER L’APPRENDISTATO COME FORMA DI ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO”. 

A CHI SI RIVOLGE 

Possono essere assunti con contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, i lavoratori di età compresa fra i 15 e i 25 anni, in tutti i settori di attività. 

Questa tipologia di apprendistato si rivolge anche ai giovani inseriti nei percorsi di istruzione secondaria superiore, a partire dal secondo anno di frequenza, con durata del contratto non superiore a 4 anni, ai fini dell’acquisizione di competenze tecnico-professionali aggiuntive rispetto a quelle previste dall’ordinamento scolastico e utili per il conseguimento del certificato di specializzazione tecnica superiore.  

È possibile, inoltre, stipulare contratti di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale di durata biennale con giovani frequentanti il corso annuale integrativo che si conclude con l’esame di stato. 

DURATA DEL CONTRATTO 

La durata del contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale è determinata in considerazione della qualifica o del diploma da conseguire.
In ogni caso, non può essere superiore a 3 anni, o 4 anni nel caso di diploma professionale quadriennale. 

In particolare, il Decreto Interministeriale del 12 ottobre 2015 ha precisato che la durata massima sia così articolata: 

  • tre anni, per il conseguimento della qualifica di istruzione e formazione professionale; 
  • quattro anni, per il conseguimento del diploma di istruzione e formazione professionale; 
  • quattro anniper il conseguimento del diploma di istruzione secondaria superiore; 
  • due anni, per la frequenza del corso annuale integrativo per l’ammissione all’esame di Stato;  
  • un anno, per il conseguimento del diploma di istruzione e formazione professionale per coloro che sono in possesso della qualifica di istruzione e formazione professionale nell’ambito dell’indirizzo professionale corrispondente; 
  • un anno, per il conseguimento del certificato di specializzazione tecnica superiore. 

PROROGA DEL CONTRATTO 

Il contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale può essere soggetto a proroga di 1 anno: 

  • ai fini del consolidamento e dell’acquisizione di ulteriori competenze tecnico-professionali e specialistiche, utili anche ai fini dell’acquisizione del certificato di specializzazione tecnica superiore o del diploma di maturità professionale, per i giovani che hanno concluso positivamente percorsi formativi; 
  • nel caso in cui il giovane non abbia conseguito, al termine dei percorsi formativi, la qualifica, il diploma, il certificato di formazione tecnica superiori o il diploma di maturità. 

TRASFORMAZIONE IN APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE 

Il contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale può essere trasformato in apprendistato professionalizzante dopo il conseguimento della qualifica, del diploma professionale o del diploma di istruzione secondaria superiore, per consentire all’apprendista di ottenere la qualificazione professionale a fini contrattuali. 

Si precisa che la durata massima complessiva dei due periodi di apprendistato non può superare quella definita daCCNL applicato al rapporto di lavoro.  

DISCIPLINA DELLA FORMAZIONE 

Per quanto concerne la formazione all’interno dell’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, la regolamentazione dei profili formativi è rimessa alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano.  

In assenza di regolamentazione regionale, l’attivazione è rimessa al Ministero del Lavoro, che ne disciplina l’esercizio con propri decreti.  

In particolare, il Decreto Interministeriale del 12 ottobre 2015 ha fornito indicazioni circa la stesura dello schema di protocollo tra datore di lavoro e istituzione formativa, riportante: 

  • il contenuto e la durata degli obblighi formativi;  
  • i criteri generali per la realizzazione dei percorsi di apprendistato;  
  • i requisiti delle imprese in cui si svolge l’apprendistato;  
  • il monte ore massimo che può essere svolto in apprendistato;  
  • il monte ore da effettuare in azienda. 

Il datore di lavoro che intende utilizzare questa tipologia di apprendistato, deve per prima cosa, verificare di essere in possesso dei requisiti minimi per impartire la formazione (capacità strutturali, capacità tecniche e capacità formative).  

Successivamente, deve sottoscrivere un protocollo con l’istituzione formativa a cui lo studente è iscritto, che stabilisce il contenuto e la durata degli obblighi formativi del datore di lavoro.  

Il piano formativo individuale, da allegare al contratto di apprendistato, è predisposto dall’Ente di formazione presso cui il dipendente è iscritto. 

I periodi di formazione interna ed esterna sono articolati secondo le esigenze formative e professionali dell’impresa e le competenze tecniche e professionali correlate agli apprendimenti. Le rispettive percentuali rispetto al monte ore di formazione complessivo sono stabilite nel Decreto Interministeriale del 12 ottobre 2015. 

Con riferimento all’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale che si svolge nell’ambito del sistema di istruzione e formazione professionale regionale, la formazione esterna all’azienda è impartita nell’istituzione formativa a cui lo studente è iscritto e non può essere superiore al 60% dell’orario ordinamentale per il secondo anno e al 50% per il terzo e quarto anno, nonché per l’anno successivo finalizzato al conseguimento del certificato di specializzazione tecnica.  

QUALI SONO I VANTAGGI DI QUESTA TIPOLOGIA DI APPRENDISTATO? 

  • Per le ore di formazione impartite dal datore di lavoro, all’apprendista viene riconosciuta una retribuzione pari al 10% di quella che gli sarebbe dovuta. 
  • Per le ore di formazione esterna, il datore di lavoro non è tenuto a corrispondere alcuna retribuzione e, di conseguenza, è esonerato dall’obbligo di versamento contributivo. 
  • La retribuzione riconosciuta all’apprendista è calcolata in percentuale rispetto a quella prevista per i dipendenti qualificati dello stesso livello di inquadramento finale. La stessa aumenta ogni anno e va da un minimo del 45% fino al 70%. 
  • Non trova applicazione il contributo di licenziamento in caso di mancata conferma in servizio al termine del periodo formativo. 
  • L’aliquota contributiva applicata sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali è, per tutti i datori di lavoro, pari al 5%. 
  • È riconosciuto lo sgravio totale dell’aliquota di finanziamento della NASPI, nonché dell’aliquota di finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua. 

Per approfondire, vedi anche PASSAGGIO DA APPRENDISTATO DI  LIVELLO A PROFESSIONALIZZANTE: QUALE REGIME CONTRIBUTIVO?”. 

APPRENDISTATO PER LA QUALIFICA E IL DIPLOMA PROFESSIONALE PER LAVORATORI STAGIONALI 

È prevista la possibilità per la Contrattazione Collettiva di prevedere la stipula di contratti di apprendistato, anche a tempo determinato, per le attività stagionali, purché le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, abbiano attivato un sistema di alternanza scuola-lavoro.  

TIPOLOGIE DI APPRENDISTATO: APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE

L’apprendistato professionalizzante è un contratto pensato per far sì in modo che l’apprendista, attraverso una formazione di tipo trasversale e professionalizzante, possa conseguire una qualifica professionale ai fini contrattuali.

È la tipologia di apprendistato più diffusa.

DURATA DEL CONTRATTO

La legge prevede che il contratto di apprendistato professionalizzante abbia una durata minima di 6 mesi e una durata massima di 3 anni (5 per le figure professionali dell’artigianato), lasciando alla contrattazione collettiva il compito di determinare l’effettiva durata.

Occorre precisare che la durata dell’apprendistato professionalizzante può essere limitata in presenza di pregressi rapporti di lavoro ed esperienze formative in capo all’apprendista.

In particolare:

  • è possibile instaurare un successivo rapporto formativo qualora il precedente contratto di apprendistato abbia avuto una durata inferiore alla metà di quella prevista dalla contrattazione collettiva e il nuovo rapporto di apprendistato preveda, all’interno del piano formativo individuale, un percorso didattico volto ad arricchire le competenze di base trasversali e tecnico professionali del lavoratore (Cfr. Circolare del Ministero del Lavoro n. 5/2013);
  • qualora l’apprendista sia già in possesso di un titolo di studio attinente alla qualifica che si intenda conseguire con il rapporto di apprendistato, la contrattazione collettiva può riproporzionare la durata dell’apprendistato. Se, a tal proposito, il CCNL non preveda nulla, sarebbe bene che il datore di lavoro compia un’attenta valutazione circa le competenze già possedute dall’apprendista.

SOSPENSIONE DEL CONTRATTO

Durante lo svolgimento dell’apprendistato, la durata inizialmente prevista per il contratto può subire variazioni, dovuta alla possibilità, prevista per legge, di prolungare il periodo formativo in caso di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria disposta dalla contrattazione collettiva, di durata superiore a 30 giorni.

Alcune precisazioni:

  • il periodo di sospensione dovrà essere continuativo e fare riferimento ad un unico periodo di durata superiore a 30 giorni;
  • le parti possono decidere di non prolungare il periodo formativo, se ritengono che, nonostante il periodo di sospensione, gli obiettivi indicati nel piano formativo individuale, sono comunque stati raggiunti;
  • durante l’ulteriore periodo di recupero della formazione non effettuata a causa della sospensione, valgono le agevolazioni previste per l’apprendistato.

DISCIPLINA DELLA FORMAZIONE

Il Piano Formativo Individuale (PFI), che deve essere redatto per iscritto al momento dell’assunzione, ha il compito di definire il percorso formativo dell’apprendista in coerenza con la qualifica che deve raggiungere e considerando le competenze di cui è già in possesso.

In caso di apprendistato professionalizzante, la formazione si distingue tra:

  • professionalizzante, ovvero quella erogata dai tutor e dai referenti aziendali, il cui contenuto è demandato agli accordi interconfederali e ai CCNL stipulati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, che ne disciplinano durata, modalità di erogazione e competenze tecniche, in base al tipo di qualifica professionale da conseguire al termine del periodo di apprendistato.
  • di base e trasversale, disciplinata dalle Regioni attraverso un’offerta formativa pubblica, che viene esternamente all’azienda da enti e agenzie formative accreditate, convenzionati con i Centri per l’Impiego territorialmente competenti. Questo tipo di formazione integra quella professionalizzante e ha l’obiettivo di fornire all’apprendista le competenze basilari in ambito relazione, organizzazione ed economia, disciplina del rapporto di lavoro e sicurezza sul lavoro, competenze queste che ogni lavoratore dovrebbe conoscere, a prescindere dal settore presso cui presta la propria attività lavorativa.

In base al titolo di studio posseduto dall’apprendista, è previsto un diverso monte ore formativo:

  • 120 ore, per gli apprendisti privi di titolo o in possesso di licenza elementare e/o della sola licenza di scuola secondaria di I grado;
  • 80 ore, per gli apprendisti in possesso di diploma di scuola secondaria di II grado o di qualifica o diploma di istruzione e formazione professionale;
  • 40 ore, per gli apprendisti in possesso di laurea o titolo almeno equivalente.

APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE LAVORATORI STAGIONALI

L’apprendistato professionalizzante previsto per i lavoratori stagionali presenta alcune peculiarità.

I contratti di apprendistato professionalizzante per lavoratori stagionali sono esclusi dal limite minimo di durata di 6 mesi.

Inoltre, per questa forma di apprendistato, è prevista la possibilità di stipulare rapporti a tempo determinato. Sono i CCNL che stabiliscono la durata massima entro la quale si deve concludere l’apprendistato. Sostanzialmente, la durata complessiva dell’apprendistato, viene spalmata su diversi anni, in quanto il percorso formativo si realizza per sommatoria, cumulando le differenti prestazioni rese nelle stagioni e fruendo delle aliquote ridotte previste per gli apprendisti.

Si precisa che i contratti di apprendistato professionalizzante a tempo determinato per lavoratori stagionali non soggiacciono alla disciplina generale prevista per i contratti a tempo determinato (proprio come i normali contratti a termine per lavoratori stagionali).

Per approfondire vedi anche:
WEBINAR – Apprendistato Professionalizzante;
Apprendistato professionalizzante: obbligo di versamento contributivo in favore dei fondi di solidarietà

TIPOLOGIE DI APPRENDISTATO: APPRENDISTATO DI ALTA FORMAZIONE E RICERCA 

DURATA DEL CONTRATTO 

La durata del periodo di apprendistato, per i soli profili che attengono alla formazione, è rimessa alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano sentite le associazioni territoriali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, le università, gli istituti tecnici superiori e le altre istituzioni formative o di ricerca.  

In assenza di regolamentazione regionale, l’attivazione di questa tipologia di apprendistato è disciplinata dalle disposizioni del DM 12 ottobre 2015 che individua gli standard professionali e formativi. 

Sono fatte salve, fino alla regolamentazione regionale, le convenzioni stipulate dai datori di lavoro (o dalle loro associazioni) con le università, gli istituti tecnici superiori e le istituzioni formative o di ricerca.  

DISCIPLINA DELLA FORMAZIONE 

Il datore di lavoro, che intende stipulare un contratto di apprendistato di questo tipo, deve sottoscrivere un protocollo con l’istituzione formativa a cui lo studente è iscritto o con l’ente di ricerca, che stabilisce la durata e le modalità, anche temporali, della formazione a carico del datore di lavoro. Il protocollo stabilisce il numero dei crediti formativi riconoscibili a ciascuno studente per la formazione a carico del datore di lavoro in ragione del numero di ore di formazione svolte in azienda.  

La regolamentazione dei profili formativi è rimessa alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano, sentite le associazioni territoriali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, le università, gli istituti tecnici superiori e le altre istituzioni formative o di ricerca. In assenza di regolamentazione regionale dei profili formativi, l’attivazione di questa tipologia di apprendistato è disciplinata dalle disposizioni del DM del 15 ottobre 2015, che individua gli standard professionali e formativi. Sono fatte salve fino alla regolamentazione regionale le convenzioni stipulate dai datori di lavoro (o dalle loro associazioni) con le università gli istituti tecnici superiori e le istituzioni formative o di ricerca.  

La formazione esterna all’azienda è svolta nell’istruzione formativa a cui lo studente è iscritto e nei percorsi di istruzione tecnica superiore e non può, normalmente, essere superiore al 60% dell’orario previsto. 

QUALI SONO I VANTAGGI DI QUESTA TIPOLOGIA DI APPRENDISTATO? 

Attraverso il contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca, le aziende hanno la possibilità di inserire, all’interno del proprio organico, alte professionalità, con competenze specialistiche, che possono contribuire all’innovazione e alla crescita della produttività aziendale. 

Oltre ai vantaggi previsti, in generale, per tutte le forme di apprendistato, è opportuno segnalare alcune peculiarità proprie dell’apprendistato di alta formazione e ricerca.   

Come nel caso dell’apprendistato per la qualifica e il diploma professionaleper le ore di formazione: 

  • svolte all’interno dell’istituzione formativa, il datore di lavoro è esentato da qualsiasi obbligo retributivo; 
  • a carico del datore di lavoro, è riconosciuta al lavoratore una retribuzione pari al 10% di quella che gli sarebbe dovuta.  

Sono fatte salve le diverse previsioni dei contratti collettivi. 

Inoltre, le aziende con più di 50 dipendenti che assumono con contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca, non sono soggette all’obbligo di confermare gli apprendisti in azienda, come, invece, previsto in caso di assunzione in apprendistato professionalizzante.  

TIPOLOGIE DI APPRENDISTATO: APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE SENZA LIMITI DI ETÀ PER I PERCETTORI DI UN TRATTAMENTO DI DISOCCUPAZIONE 

L’articolo 47 comma 4 del D. Lgs. n. 81/2015 ha introdotto una “quarta tipologia” di apprendistato, ovvero l’apprendistato professionalizzante rivolto ai soggetti over 29 percettori di un trattamento di disoccupazione. 

La norma prevede che, con finalità di qualificazione o riqualificazione professionale, sia possibile assumere in apprendistato professionalizzante, senza limiti di età, i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione (Cfr. Circolare INPS n. 2243/2017). 

È opportuno precisare che, per questi lavoratoriè prevista una deroga rispetto alla normativa in materia di apprendistato, con riguardo alla disciplina dei licenziamenti individuali. 

CHI SI RIVOLGE  

I soggetti che possono essere assunti con questa tipologia di contratto sono coloro che risultano beneficiari di una delle seguenti tipologie di trattamento di disoccupazione: 

  • NASpIASpI o MINIASpI; 
  • Indennità speciale di disoccupazione edile; 
  • DIS-COLL. 

Si ricorda che, il Ministero del Lavoro, in risposta all’interpello n.19/2016, ha precisato come, tale forma peculiare di apprendistato professionalizzante, non trovi applicazione nei confronti di soggetti disoccupati che siano beneficiari di assegno di ricollocazione o parti del contratto di ricollocazione, qualora gli stessi non siano percettori anche di un trattamento di disoccupazione. 

Inoltre, l’INPS, con circolare n. 108/2018, ha specificato che l’assunzione agevolata si riferisce ai soli beneficiari (percettori) di un trattamento di disoccupazione, e non anche ai soggetti che, avendo inoltrato istanza per il riconoscimento abbiano titolo alla prestazione pur non avendola ancora percepita. Il contratto di apprendistato professionalizzante, pertanto, deve ritenersi validamente stipulato solo a seguito dell’accoglimento della domanda del lavoratore e a far data dalla decorrenza della prestazione. 

PECULIARITA’ DI QUESTA TIPOLOGIA DI APPRENDISTATO 

All’apprendistato professionalizzante, rivolto ai percettori di un trattamento di disoccupazione, sono applicabili le riduzioni contributive tipiche dell’apprendistato, rapportate ai limiti dimensionali del datore di lavoro.  

Le peculiarità di tale forma di apprendistato sono le seguenti: 

  • durante il periodo formativo (della durata massima di 3 anni, fatte salve le qualifiche dell’artigianato, per l’acquisizione delle quali, la durata può essere di 5 anni) l’aliquota contributiva è pari al 10%. Tuttavia, nelle aziende con un organico fino a 9 addetti, è pari all’1,5% per i primi 12 mesi, al 3% a partire dal  anno ed al 10% dal 3°; 
  • il datore di lavoro è tenuto al pagamento dell’1,61% destinato al finanziamento della NASpI e dei fondi interprofessionali per la formazione continua; 
  • l’aliquota contributiva IVS a carico dell’apprendista è pari al 5,84%; 
  • alla fine del periodo formativo, in caso di conferma in servizio, non è prevista l’applicazione della contribuzione agevolata per i successivi 12 mesi. 

N.B. Il datore di lavoro è altresì tenuto al versamento dell’aliquota di finanziamento della NASpI nella misura dell’1,31% e del contributo integrativo destinabile al finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua pari allo 0,30%. 

DISCIPLINA IN CASO DI LICENZIAMENTO 

Diversamente dalle altre forme ordinarie, in caso di apprendistato professionalizzante per i soggetti “over 29”, le parti, al termine del periodo formativo, non possono recedere liberamente dal contratto nel rispetto del preavviso (cd. recesso “ad nutum”). A tale forma di apprendistato professionalizzante, infatti, non si applica la disciplina speciale sui licenziamenti prevista per gli apprendisti, ma quella generale in materia di licenziamenti individuali, dettata dall’art. 3 D.Lgs. n. 23/2015. Il rapporto di lavoro, pertanto, potrà essere risolto per: 

  • giustificato motivo oggettivo; 
  • giustificato motivo soggettivo; 
  • giusta causa. 

Si ricorda, infine, che il licenziamento dell’apprendista “over 29” comporta il pagamento del ticket licenziamento.