10 mosse strategiche per uscire dalla crisi

Conosciamo il vero significato della parola “crisi”?

Nelle organizzazioni siamo soliti ad associare questa parola ad un periodo di recessione dove gli standard produttivi risultano più bassi rispetto alla media e dove la disoccupazione ha la punta rivolta verso l’alto.

Se, però, andiamo a guardare l’etimologia della parola “crisi”, scopriamo che deriva dal greco e vuol dire “decidere”. Se, inoltre, scaviamo ancora un po’ più a fondo, risulta che negli ideogrammi cinesi, la parola “crisi”, viene rappresentata con due simboli grafici: pericolo e opportunità.

Quindi, se vogliamo guardarla in un modo diverso, la crisi diventa un momento in cui l’imprenditore si trova a navigare nel binomio pericolo-opportunità.

Sono le decisioni che verranno prese, quindi, che faranno la differenza.

Ma quali sono le mosse strategiche che l’imprenditore può mettere in atto in questo momento di forte cambiamento?

  1. Essere coscienti che il cambiamento parte da noi stessi e che è necessario elevare la nostra mentalità prima di elevare la nostra azienda;
  2. Essere consapevoli che il cambiamento è l’unica costante che abbiamo per crescere, evolverci e raggiungere i nostri obiettivi;
  3. Rafforzare la resilienza, ossia la capacità di rialzarsi in piedi rimettendosi in gioco, senza dimenticarci che l’unico modo per resistere con successo è quello di resistere con una giusta dose di flessibilità;
  4. Gestire le proprie emozioni che fanno da barriera ad un cambiamento interiore e che non ci permettono di trovare le risorse necessarie per affrontare nuove sfide;
  5. Dedicare del tempo per scoprire qual è la nostra vera identità, sia come imprenditore che come azienda, identificando i nostri valori e il motivo per cui facciamo quello che facciamo;
  6. Aver chiaro lo stato attuale ossia la mappatura dello stato di partenza per capire esattamente come è posizionata l’azienda rispetto l’ambiente circostante. Sarebbe utile, in questo caso, valutare esattamente i punti di forza e debolezza al fine di rimanere ancorati alla massima oggettività;
  7. Aver chiaro lo stato desiderato e quindi il punto di arrivo, in quanto, come disse Lucio Anneo Seneca “non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”;
  8. Aver valutato i rischi effettivi e potenziali, per poter navigare evitando gli ostacoli che si potrebbero interporre nel nostro cammino;
  9. Aver scoperto le opportunità da cogliere, per distinguerci ed innovarci;
  10. Creare una pianificazione dettagliata delle azioni da compiere, monitorando il risultato ottenuto durante il percorso di cambiamento per mettere in atto eventuali azioni correttive che ci portano lontano dal nostro obiettivo (stato desiderato).

Definite le 10 mosse strategiche da mettere in atto, non c’è altro da fare, che trovare il coraggio che, come dice sempre il Prof. Giorgio Nardone, altro non è che la paura vinta.

Sandra Paserio – Consulente del Lavoro -Coach – Problem Solver

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