Change Management aziendale

La gestione del cambiamento organizzativo è sempre stato un punto cruciale per le aziende ma, dal 31 gennaio 2020, quando a Roma due turisti provenienti dalla Cina sono risultati positivi al virus SARS-Co V-2, la necessità e l’urgenza di trasformare ed evolvere la propria organizzazione ha assunto un’importanza e un’urgenza senza precedenti.

Travolti da un’ondata di incertezza e ambiguità, manager e imprenditori hanno dovuto affrontare situazioni e contesti mai visti prima.

Change management cos’è

Il change management aziendale può essere definito come l’insieme delle attività pianificate per guidare un processo di cambiamento all’interno di un’azienda.

Un percorso volto ad accompagnare le persone da un processo di cambiamento pensato ad uno realizzato.

Una nuova realtà, che parte dai vertici e coinvolge tutta la forza lavoro, sviluppando una cultura di:

  • Apprendimento, creatività e innovazione;
  • Adattabilità e resilienza;
  • Collaborazione e comunicazione.

Nuove capacità che Alvin Toffler, futurista americano, racchiude nella sua frase storica “gli analfabeti del 21° secolo non saranno gli incapaci di leggere e scrivere, bensì gli incapaci di imparare, disimparare e reimparare”.

Cosa fare prima di partire

Per guidare con successo un processo di cambiamento, manager e imprenditori dovranno:

  • Mappare il contesto e la situazione iniziale della propria organizzazione, valutando con attenzione:
    • le abitudini ricorrenti;
    • gli schemi messi in atto dalle persone;
    • le convinzioni sottostanti;
    • le best practice da rafforzare;
  • Definire il punto di arrivo, l’obiettivo e i risultati tangibili che intendono perseguire;
  • Valutare le risorse necessarie, i rischi e le opportunità del processo di cambiamento;
  • Stabilire un piano d’azione concreto e raggiungibile;
  • Mettere in atto il piano, adottando un approccio lean, una comunicazione efficace e un ascolto volto a sostenere e motivare le persone;
  • Mantenere, con azioni pianificate e tempificate, il cambiamento nel tempo.

Facile sulla carta, complesso nella realtà, visto che alla base si parla di cambiamento culturale.

Cosa si intende per cultura?

Per cultura si intende il modo di pensare e di agire delle persone all’interno di un’organizzazione.

Abitudini radicate e convinzioni limitanti che, per produrre risultati eccellenti, devono essere individuate, analizzate, decostruite e ricostruite.

Per comprenderne l’intensità, pensiamo alla nostra organizzazione:

  1. Quando varchiamo la porta qual è l’immagine che appare davanti a nostri occhi?
    • Vediamo persone sedute in silenzio con facce tristi e occhi diffidenti o persone sorridenti che si scambiano idee e lavorano in team?
  2. Quando parliamo con le persone, ci rendiamo conto che sono orientati al compito o al risultato?
    • Cosa si richiede ai collaboratori, la quantità o la qualità del lavoro?
    • Gli errori sono demonizzati o sono un punto di partenza per un miglioramento continuo?
  3. L’ambiente è sereno con possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero o regna la lamentela e il pettegolezzo?

Nel libro “Cambia la cultura, cambia i giochi” i due autori, Roger Connors e Tom Smith, enfatizzano questo passaggio. 

Per ottenere risultati tangibili, occorre:

  • comprendere le convinzioni limitanti;
  • trovare il coraggio di cambiarle;
  • energizzare l’organizzazione e creare accountability.

Cosa serve per la gestione del Change Management aziendale

Per guidare il cambiamento organizzativo ci vuole:

  • visione, ossia la capacità di guardare al futuro e di farlo vivere negli occhi e nel cuore delle persone;
  • una buona intelligenza emotiva, per imparare a comprendere le emozioni, gestirle e indirizzarle verso obiettivi eccellenti;
  • agilità;
  • capacità comunicative e di influenzamento;
  • capacità di ascolto e azzeramento del giudizio per comprendere e intervenire:
    • sugli schemi disfunzionali, facendo vivere alle persone esperienze emozionali correttive che modifichino il punto di vista e, quindi, il loro modo di pensare e di agire;
    • sugli schemi funzionali, rafforzando i comportamenti positivi per raggiungere i risultati desiderati;
  • centratura ed equilibrio personale;
  • focus sull’obiettivo;
  • mantenimento del livello di motivazione ed energia all’interno del team;
  • resilienza;
  • strumenti per agevolare il processo di change management;
  • un percorso definito e ben strutturato.

Per gestire con successo il cambiamento in azienda, i leader, inoltre, dovranno:

  • monitorare il livello di emotività delle persone attraverso una misurazione costante;
  • valorizzare i contributi positivi, riconoscendo i successi e gratificando le persone;
  • istituire la delega fiduciaria;
  • accompagnare le persone a rispondere personalmente del risultato;
  • definire e condividere con chiarezza gli obiettivi;
  • dare feedback in modo aperto e tempestivo;
  • adottare una comunicazione aperta, basata sulla fiducia;
  • essere un esempio;
  • adottare una leadership basata sulla condivisione e il confronto costruttivo;
  • mantenere un’apertura mentale volta all’apprendimento continuo e alla sperimentazione;
  • comprendere, valutare e gestire i rischi organizzativi, gestionali, culturali, tecnico applicativi, tecnologici ed esterni all’organizzazione stessa.

L’ultimo punto è probabilmente il più ostico, soprattutto per quanto concerne la gestione dei meccanismi di difesa che le persone mettono in atto ogni volta che si chiede loro di cambiare.

Pensiamo alla:

  • paura dell’ignoto;
  • paura di abbandonare le vecchie abitudini;
  • desiderio di stabilità;
  • difficoltà di visione;
  • difesa dei privilegi acquisiti nel tempo;
  • individualismo;
  • insufficiente comprensione del proprio ruolo;
  • frustrazioni causate da evocazione di eventi passati;
  • paura di non essere all’altezza.

Resistenze che il leader deve gestire mettendo il cappello da facilitatore e coach.

Un leader:

  • carismatico, creativo, orientato al risultato, innovativo
  • ma anche, attento ai bisogni individuali, sensibile, comprensivo, capace di creare relazioni positive e stimolare l’intelletto.

Un leader trasformazionale, in grado di guidare le persone a sperimentare e inoltrarsi nel buio dell’ignoto senza paura di fallire.

*****

Strumenti che possono facilitare l’acquisizione o il rafforzamento delle nuove competenze richieste a manager e imprenditori:

  • Assessment per la misurazione della leadership;
  • Coaching;
  • Analisi del clima aziendale;
  • Storytelling;
  • Feedback strutturati;
  • Corso change managemet;
  • Interventi di problem solving strategico;
  • Comunicazione efficace;
  • Supporto consulenziale esterno;
  • E… un promemoria messo in bella vista sulla scrivania con le parole di Deepak Chopra “ogni volta che sei tentato di reagire nello stesso vecchio modo, chiediti se vuoi essere un prigioniero del passato o un pioniere del futuro”, così avrai la forza e il coraggio di continuare il percorso di cambiamento senza scivolare nei vecchi schemi.
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