Coronavirus – Il distanziamento sociale per prepararci alla Rinascita

Abbiamo iniziato a prendere dimestichezza con due emozioni che dilagano in questo periodo: paura e rabbia.

Due emozioni utili, che ci stanno dando l’opportunità di iniziare un percorso di introspezione.

Un percorso volto a conoscere meglio noi stessi.

Un percorso di ascolto, di libero pensiero e di scoperta, dove il distanziamento sociale è l’occasione per gustarci la solitudine.

Stiamo attraversando un periodo di sofferenza e di incertezza.

Non c’è dubbio.

È sicuramente un momento oscuro.

Ma è anche vero che proprio quando il buio avvolge i nostri pensieri che l’arte, la musica e la creatività vengono in nostro aiuto.

Bussano alla porta del cervello stimolando i pensieri e illuminando il nostro cammino.

Facciamo un tuffo nel passato e ritorniamo alla metà del 1300.

Al periodo in cui l’Europa conobbe una delle più grandi pandemie di tutti i secoli che vide morire 20 milioni di persone: la “Grande Peste Nera”.

Una malattia partita dalla Cina, trasmessa dal ratto all’uomo tramite le pulci, che dilagò nei territori confinanti fino ad arrivare in Europa.

Una malattia letale nel 50% dei casi e che, in alcune zone, come l’Italia portò alla morte di oltre la metà degli abitanti.

Morte. Sofferenza. Devastazioni.

Eventi nefasti che intaccarono lo sviluppo economico e sociale e che, fino a ieri, trasudavano solo dai libri di storia.

Eventi che non ci riguardavano. Leggevamo con distacco.

Ma che oggi guardiamo con gli occhi di chi vive il ripetersi della storia.

Una storia che porta con sé anche un’altra verità.

L’insegnamento che da ogni male nasce sempre qualcosa di buono, proprio come il Rinascimento che ha dato seguito alla Grande Peste Nera.

Un periodo che vide la fioritura artistica e letteraria, il libero sviluppo del pensiero e la rinascita dell’arte.

Un periodo che elevò l’Italia da un punto di vista artistico, letterale e culturale.

Un periodo che oggi associamo al futuro che ci attende.

A una rinascita. A un periodo nuovo, diverso.

Alla storia che si ripete.

Non sappiamo cosa ci aspetta in futuro.

Questo è certo. Ma bisogna prepararsi.

Bisogna riscoprire i nostri punti di forza, l’energia, l’ottimismo e la creatività per affrontare il cambiamento che verrà.

Scopriamo cosa sappiamo fare, cosa ci provoca piacere, cosa possiamo sperimentare di nuovo, come possiamo fare le cose che abbiamo sempre fatto ma in un modo diverso.

Lasciamo libero sfogo alla mente e immaginiamo il futuro.

Chiudiamo gli occhi e domandiamoci:

Se avessi una bacchetta magica e potessi spazzare via tutti i problemi, qual è lo scenario che vedrei davanti ai miei occhi?”

In questo scenario, le persone:

  • Cosa stanno facendo?
  • Come lo stanno facendo?
  • Quali sono le cose che notiamo rispetto alla situazione attuale?
  • Che cosa ci piacerebbe fare nel nostro immaginario?
  • Quale ruolo vorremmo ricoprire?
  • Quali emozioni vorremmo provare?

Domande.

Domande che ci possono aiutare ad allenare la mente.

A trovare la strada in linea con lo scopo della nostra vita, con i nostri valori, le nostre credenze e quello che ci fa star bene.

Riuscire a guardare avanti, mappando uno scenario futuro, ci permette di capire come colmare il gap tra la situazione attuale e quella desiderata, cercando le risorse necessarie e agendo in linea con la nostra identità.

 

 

 

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