Stimoliamo la creatività dei giovani

Leggere l’intervista di HBR (Hardvard Business Review) a Massimo Bottura è stata illuminante.

In ogni risposta ho respirato l’essenza di un genio creativo e ribelle con una grande capacità d guardare la ristorazione con occhi diversi.

Un visionario. Un manager. Un leader eccellente oltre che, chiaramente, un grande chef.

La sua arma vincente è un’innata capacità di stimolare la creatività dei suoi allievi, di imparare da ognuno di loro, di incoraggiare i giovani ad esprimere il proprio talento e di raccontare la propria visione.

Ogni piatto per lui è una sfida. Un mix di entusiasmo e passione che sfociano in pura magia.

Un incanto che dura il tempo di uno sguardo d’amore per poi assimilare, dimenticare e ricreare un nuovo piatto.

Un vortice che si autoalimenta generando innovazione.

Ma cosa c’entra Massimo Bottura con il mondo di noi professionisti e imprenditori?

Tantissimo.

Se riuscissimo anche noi a guardare alle nuove generazioni con gli occhi di un bambino curioso, impareremmo a relazionarci diversamente.

Ma spesso questo non succede. Abbiamo la presunzione di sapere cosa è bene e cosa è male. Cosa è giusto e cosa non lo è.

Ci approcciamo ai giovani dicendo quello che devono fare, senza fermarci a fare domande per capire il loro mondo, il loro modo di vedere le cose, il loro agire quotidiano, i loro valori e le loro emozioni.

Prima di essere dei buoni datori di lavoro, dovremmo imparare quindi ad essere dei buoni coach.

È solo in questo modo che scopriremmo la ricchezza e le risorse dei nuovi talenti.

Ascoltare, domandare e comprendere per poi mischiare gli ingredienti magici della vecchia e della nuova generazione.

Una ricetta nuova per noi imprenditori che spesso cadiamo nella trappola del giudizio, paragonando la nostra generazione con quella dei ragazzi di oggi.

La nuova generazione non quella dettata dal sacrificio e dal senso del dovere, è una generazione libera, veloce, smart che decide dove andare e con chi lavorare.

Non siamo più noi imprenditori a scegliere i nostri collaboratori, sono loro a scegliere noi e se non ci rendiamo conto che il mondo è cambiato, rischiamo di trovarci con un pugno di mosche in mano.

Impariamo quindi da Bottura e crediamo nei giovani.

Sosteniamoli e sproniamoli ad esprimersi liberamente.

Accogliamo le loro idee e la diversità come fonte di arricchimento.

Mettiamo da parte il nostro ego e le nostre convinzioni per dare spazio ai nuovi talenti.

Non perdiamo questa opportunità di integrazione e condivisione.

Sono sicura che ci stupiranno!

Sandra Paserio – Consulente del Lavoro specializzato nella Gestione Strategica delle HR – Paserio & Partners

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