Coronavirus – Paura: l’emozione del momento

In questo periodo emergenziale, due emozioni stanno prendendo il sopravvento: la paura e la rabbia.

Per evitare che queste emozioni dilaghino fino al punto di trasformarsi in qualcosa di più grande, cerchiamo di comprendere cosa sono, come si manifestano e come fare a gestirle.

Cosa sono e come si manifestano

La paura e la rabbia, così come tutte le altre emozioni, sono reazioni chimiche determinate da neuropeptidi, ovvero neurotrasmettitori che hanno il compito di trasportare segnali emotivi attraverso il nostro corpo.

Partono dal cervello, da una ghiandola chiamata ipotalamo e ci comunicano qualcosa di importante.

Ci trasmettono informazioni.

Ecco cosa fanno. Ci stanno avvisando che qualcosa non va per il verso giusto.

In questo articolo vorrei soffermarmi a parlare della paura.

La paura ci avverte di un pericolo. Ci mette in allarme. Ci dice di agire in un certo modo per evitare un danno.

Pensiamo a quando attraversiamo la strada: guardiamo a destra e a sinistra perché abbiamo paura di essere travolti dalle macchine.

Oppure, pensiamo a quando ci avviciniamo ad un fuoco scoppiettante: teniamo le distanze di sicurezza perché abbiamo paura di scottarci.

Quindi, avere paura è un bene. Non è qualcosa da evitare.

Adesso caliamo quello che ci siamo detti in questo contesto di emergenza epidemiologica.

Accendere la televisione e vedere che questa pandemia sta portando via ogni giorno centinaia di vite, ci fa star male, ci rende impotenti, ci spaventa.

Ma, anche se queste emozioni non vorremmo provarle, poniamoci delle domande.

Domandiamoci che cosa ci stanno comunicando.

Ci stanno dicendo che dobbiamo avere un comportamento responsabile, che dobbiamo prendere delle precauzioni, che dobbiamo indossare dei mezzi di protezione individuali, che dobbiamo rimanere isolati per evitare il diffondersi del virus.

Insomma, ci stanno dando informazioni. Informazioni utili a mettere in atto delle azioni per la salvaguardia di noi stessi, delle persone care, dei nostri collaboratori.

Ecco perché la paura va accolta e ascoltata.

Come fare a gestire la paura

La reazione davanti la paura è quella di mettere in atto lo schema: combatti, fermati o fuggi.

Quindi, la reazione è quella di:

  • allontanarla, far finta che non esista o non ci tocchi;
  • oppure quella di rimanere impietriti, inerti;
  • oppure quella di combattere, arrabbiandoci o prendendocela con chi ci capita a tiro.

Qualunque sia la nostra reazione spontanea, non è funzionale.

Perché reagire, vuol dire fare in modo di subire la paura.

Quindi, paradossalmente, più cerchiamo di controllarla o di reagire in modo spontaneo e più la paura si auto-alimenta impossessandosi della nostra vita.

Adesso che sappiamo cosa non dobbiamo fare, vediamo quali sono le azioni che possiamo mettere in atto per gestirla.

Prima di tutto, la paura deve essere accolta e ascoltata, creando un’alleanza con la paura stessa.

Come seconda cosa, dobbiamo imparare a porci delle domande. Possiamo domandarci:

  • Qual è l’insegnamento che posso trarre da questa emozione che sto provando?
  • Cosa mi sta comunicando?
  • Cosa posso fare per trasformarla in coraggio e in energia positiva?
  • Come posso agire davanti a questa situazione?

Tutte domande che funzionano da un punto di vista cognitivo.

Se volessimo invece utilizzare gli insegnamenti della scuola di Palo Alto, andremmo in un altro ambito, quello che il Prof. Giorgio Nardone ci ha insegnato al master di Problem Solving Strategico Aziendale, l’utilizzo di tecniche e stratagemmi basati su una logica “non ordinaria,” che consistono nel fare esattamente il contrario di quella che è la nostra reazione spontanea, ossia:

  • evocare la paura
  • utilizzare la tecnica del “come peggiorare”, una tecnica che consiste nel pensare a quello che possiamo dire o non dire, fare o non fare, pensare o non pensare per peggiorare la situazione.

In questo modo la paura prenderà il largo e gli scheletri non danzeranno nella notte.

Saremo consapevoli di quello che possiamo mettere in atto per navigare le emozioni e trasformare la paura in coraggio e i pensieri in un’azione funzionale.

 

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