Impegno sociale – Progetto KIVA

Per ogni contratto professionale concluso dallo Studio con una nuova azienda, P&P, in qualità di portatore di opportunità, destinerà un contributo per il finanziamento di un’iniziativa dall’altra parte del mondo.

Perché nasce il progetto Kiva

Negli ultimi anni sono sempre di più i datori di lavoro che si sentono “imprenditori zen”, ossia imprenditori che, seppur animati da scopi economici ben precisi, intendono contribuire alla sostenibilità dell’ecosistema del pianeta, sentendosi parte integrante di qualcosa di più grande.

Ed è per questo che nasce il progetto dell’imprenditorialismo sociale nei paesi in via di sviluppo: una mano tesa da imprenditore a imprenditore.

Un aiuto concreto sotto forma di microcredito a sostegno di progetti lavorativi in Paesi dove ricevere un prestito bancario per avviare una nuova attività o una nuova iniziativa è estremamente difficile a causa dell’assenza o dell’inadeguatezza delle garanzie offerte dai richiedenti.

Kiva è un’organizzazione no profit fondata a San Francisco nel 2005 sulla scia dell’iniziativa intrapresa nel passato da Muhammad Yunus, insignito del Premio Nobel per la pace nel 2006, che nel 1974 fece un prestito a delle donne dopo che il Bangladesh fu colpito da una violenta inondazione a cui seguì una grave carestia. Le donne producevano cesti di bambù e grazie al prestito, che restituirono integralmente, riuscirono a dare slancio alla loro attività e a riprendersi in modo dignitoso. Da quella prima esperienza, nacque la Grameen Bank, che a tutt’oggi, concede microcrediti per sostenere l’imprenditoria e l’inclusione sociale e dal cui esempio nacquero altre iniziative, tra le quali, quello di Kiva.

Come vengono gestiti i finanziamenti da Kiva

Il 100% di ogni dollaro che viene prestato a Kiva è destinato al progetto finanziato. Kiva copre i costi principalmente attraverso donazioni opzionali, nonché attraverso il sostegno di sovvenzioni e sponsor. L’organizzazione no profit concede prestiti a mutuatari presenti in oltre 80 Paesi che sono spesso esclusi finanziariamente e non possono accedere ad altre fonti di credito eque e convenienti. I mutuatari lavorano in molti settori. Possono essere agricoltori, artigiani, studenti, commercianti, costruttori o proprietari di ristoranti. Molti mutuatari di Kiva lavorano in più posti di lavoro per generare entrate sufficienti a sostenere le loro famiglie.

Perché il prestito e non la donazione 

Kiva ha scelto il prestito e non la donazione come mezzo per aiutare queste persone a realizzare il loro sogno perché è considerato uno dei modi più potenti e sostenibili per creare un bene economico e sociale che crea una partnership di mutua dignità e rende facile toccare più vite con lo stesso dollaro perché, una volta finanziato un prestito e rimborsato, se ne può finanziare subito un altro.

Ecco alcuni progetti finanziati grazie al tuo contributo

La storia di Shorena

Shorena è nata e cresciuta nella Repubblica di Georgia, ex URSS.
Ci ha raccontato di come la sua vita è stata difficile, soprattutto quando era più piccola, quando sotto il regime sovietico tutto era proibito. Sua madre passava da un lavoro all’altro per cercare di nutrire la sua famiglia, nonostante gli ostacoli non si è mai arresa, riuscendo a fare bellissimi fiori a mano che ha poi venduto a vari negozi al dettaglio.
Shorena ha imparato molto da sua madre, le sue strategie di marketing, il modo in cui ha pubblicizzato i suoi prodotti e come li ha poi distribuiti nei vari negozi.
Da lei ha imparato la determinazione e il coraggio, che le ha permesso di distinguersi.
Grazie agli insegnamenti di sua madre è diventata anche lei imprenditrice da giovane.
Grazie ai prestiti riescono, insieme, a portare avanti questo business.

La storia di Mettie

Mattie è nato e cresciuto sulla grande isola delle Hawaii, in una piccola città di montagna chiamata Holualoa.
Fin da piccolo l’arte e la natura erano le due sue più grandi passioni.
Ha sempre amato il suo ambiente, ma nel tempo l’ha visto degradarsi sempre di più.
Ha quindi deciso di unire le due sue grandi abilità: la creatività e la sua sensibilità verso l’ambiente.
Ha quindi iniziato a lavorare su quello che considerava una soluzione al problema: l’upcycling.
Attraverso l’upcycling ha iniziato a riciclare e riutilizzare tutto ciò che le persone gettavano, per poter creare qualcosa di ancora più bello.
Questo prestito l’ha aiutato a far crescere la sua attività di upcycling, portando un cambiamento travolgente nella vita delle persone.

La storia di Abed Al Kareem

Abed è un ragazzo di 21 anni e vive con la sua famiglia a Qalqilia, in Cisgiordania.
È molto ambizioso e studia amministrazione aziendale presso l’università locale.
Studia molto duramente e sogna di trovare un buon lavoro, in futuro, per poter aiutare la sua famiglia.
Suo padre è un muratore e guadagna appena sufficientemente per coprire tutte le esigenze della famiglia.
Abed è andato in Palestina per potersi procurare il prestito necessario per pagare le sue tasse scolastiche.