Affrontare le nostre paure vuol dire riconquistare la libertà

Tutti noi abbiamo delle paure.

Paure che nascono, si formano e vivono nella nostra mente.

Passiamo anni interi a camminare con questa enorme palla al piede, che ci limita nelle nostre azioni.

Appena si ripresenta una certa situazione, ecco che riaffiorano in noi quelle paure: paura di non farcela, paura di non essere abbastanza preparati, paura di parlare in pubblico.

Ognuno ha la sua.

Ma da dove nascono queste paure?

Possono nascere da esperienze del passato, da tentativi fallimentari ridondanti, da esperienze mai vissute. Possono essere “n” i fattori interni e/o esterni da cui derivano queste paure.

La cosa importante non è tanto capirne le origini, ma cercare di lavorare sul nostro presente per crearci i presupposti di un futuro migliore.

Riuscire a toglierci di dosso queste catene, significa conquistare la libertà.

Iniziamo a pensare che ogni paura è formata da tanti piccoli tasselli e che, se lavoriamo su ogni singolo tassello, tutto ci risulterà più semplice da affrontare.

Pensiamo ad uno sciatore alle prime armi che è lì, in cima alla montagna.

Dopo qualche lezione di sci, ha avuto il coraggio di salire con la funivia, prendere la seggiovia e affrontare le piste “dei grandi”.

Mentre tutti gli passano accanto sorridenti ed eccitati perché non vedono l’ora di iniziare la discesa, lui è davanti alla pista che guarda il paese in fondo alla valle con i tetti delle case che gli sembrano miniature.

È un attimo. La paura inizia a prendere il sopravvento. La respirazione è breve, i muscoli sono contratti e la prima cosa che gli esce dalla bocca è: “non ce la farò mai”.

Il nostro sciatore alle prime armi però non vuole arrendersi.

Vuole affrontare la sua paura e vuole arrivare fino a valle senza nulla di rotto.

Ecco che si dimentica del paesino che vede in fondo alla valle e si concentra su un obiettivo più vicino. Adocchia una baita che è poco più giù, forse a 200 metri, e dice a sé stesso che la sua sfida è arrivare fino a quella baita.

La guarda, vede le persone che sono a prendere il sole.

Si rende conto che può farcela; che quella pista è esattamente come la pista che ha fatto il giorno prima con il maestro di sci.

Prende coraggio e inizia la discesa.

Una volta arrivato alla baita, focalizza la sua attenzione su un altro punto visibile ai suoi occhi e si lancia verso il suo secondo obiettivo.

Passo dopo passo, ecco che, senza accorgersene, ha raggiunto la valle.

Cosa ha fatto il nostro sciatore?

Ha scomposto la sua paura e ha lavorato su obiettivi facilmente raggiungibili.

Questo gli ha dato fiducia e ha scoperto che, tutto sommato, non era così impossibile.

Si ricorda le parole dette in cima alla montagna: “non ce la farò mai”.

Riguarda in alto, sorride contento e si avvia verso casa.

Bene.

Adesso tocca a noi: “Qual è la prima azione che possiamo fare oggi per liberarci dalle catene delle nostre paure?

Se l’abbiamo identificata, facciamola subito. Non aspettiamo domani.

La paura più grande è racchiusa nella nostra mente. Non dimentichiamolo!

Sandra Paserio – Consulente del Lavoro – HR Problem Solver

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