Cambio generazionale: problema o opportunità?

Difficile rispondere a questa domanda.
 
Sicuramente il cambio generazionale è un momento delicato a cui dare la giusta attenzione e importanza perché altrimenti si rischia di fare danni.
 
Da una parte c’è l’imprenditore, colui che ha costruito l’azienda, l’ha vista nascere, ha dedicato tempo, energie e sacrificio.
 
Dall’altra ci sono i figli, i giovani, coloro che dovranno prendere in mano l’attività, che si trovano con un’azienda già strutturata, con le sue regole, le sue procedure e con lavoratori che magari sono lì, prima che loro nascessero.
 
Quindi, come potete immaginare non è una situazione facile, sia per gli imprenditori senior che per quelli junior.
 
E’ per questo che bisogna pianificare con attenzione questo momento, facendosi assistere magari da professionisti che, non essendo coinvolti emotivamente, possono aiutare i soggetti interessati a muoversi con cautela.
 
Il passaggio dovrà avvenire in modo naturale evitando che vengano attribuiti incarichi di “alto livello” a figli e/o nipoti che non sono ancora pronti ad assumere determinati ruoli.
 
E’ importante quindi che si lavori insieme, per il bene dell’azienda, affinchè la successione si trasformi in una vera e propria opportunità.
 
E’ giusto pensare all’innovazione, alla tecnologia e ai nuovi fabbisogni dei clienti, ma è importante farlo nel rispetto di quello che è il passato dell’azienda, delle sue tradizioni, dei suoi valori, della cultura e della credibilità acquisita con il tempo.
 
Bisogna mantenere un equilibrio. Questa è la vera sfida. 
 
Riuscire a mettere insieme il sapere e la saggezza dei “senior” con l’energia e le nuove idee degli “junior”.
 
E per fare questo bisogna fare in modo di traghettare il sapere e la saggezza dei vecchi imprenditori a figli o nipoti. 
 

Solo chi nella vita “ha fatto e ha sbagliato sulla propria pelle” si porta dietro un bagaglio di esperienze che diventa il vero valore di cui i giovani successori dovrebbero cibarsi giorno per giorno camminando a fianco dei saggi che i “mattoni” li hanno messi, uno sopra l’altro, sporcandosi le mani e dando l’anima per quell’azienda.A mettersi in gioco però non sono solo i vecchi imprenditori, ma anche i giovani i quali, prima di essere messi al comando, dovrebbero toccare con mano tutti i lavori, anche quelli più umili, svolti all’interno dell’azienda.

Solo lavorando potranno capire quello che c’è dietro alla produzione di un prodotto o all’offerta di un servizio.

Come si fa a dare disposizioni ad altre persone senza sapere quello che c’è dietro ad ogni passaggio, compreso le difficoltà, i tempi di realizzazione o quant’altro?

Bisogna quindi insegnare alle “nuove leve” ad avere l’umiltà di partire dal basso, a chiedere, capire, mettere passione e impegno in tutto quello che fanno per poi passare, solo in un secondo momento, alla fase successiva che è quella del comando.

Con i soldi si possono comprare tante cose, ma non il fatto di essere riconosciuti dei leader.

Io personalmente credo nei giovani e penso che oggi, forse più che mai, i nostri ragazzi hanno la possibilità di essere quello che vogliono e di realizzare “sogni” che un tempo era più difficile realizzare.

Internet è diventato uno strumento “democratico” perché tutti hanno la stessa opportunità:

  • può essere usato dal giovane imprenditore che si ritrova per un cambio generazionale a dover dirigere l’azienda di famiglia
  • ma lo può usare anche il giovane ingegnere o informatico squattrinato che ha idee brillanti senza avere un soldo in tasca.

Quindi, è importante far capire ai giovani imprenditori che hanno la fortuna di partire da una posizione già costruita dal papà o dal nonno, ma che quella è solo la prima mano della partita che stanno giocando perché, man mano che andranno avanti nel gioco, si inseriranno nuovi giocatori, di tutte le nazionalità e razze, che arriveranno preparati, agguerriti e con la voglia di vincere e il gioco si farà duro ed è lì, che la tenacia e le capacità dovranno venire fuori più forti che mai.

Sandra Paserio – Consulente del Lavoro – HR Problem Solver