Coinvolgiamo i lavoratori anziani per passare “il testimone” alla nuova generazione

Con la firma del decreto interministeriale del 13 aprile 2016 è stata data attuazione al contenuto della Legge di Stabilità 2016, che prevedeva la possibilità di agevolare i lavoratori che erano vicini alla pensione.

Ma, andiamo con ordine. Quali sono i lavoratori interessati?

Sono tutti i lavoratori a tempo indeterminato in forza presso aziende del settore privato che, entro il 31/12/2018 matureranno il requisito anagrafico (ovvero i 20 anni di contribuzione) per poter richiedere la pensione di vecchiaia.

Quindi, questi lavoratori hanno la possibilità di accordarsi con il proprio datore di lavoro per richiedere la riduzione dell’orario di lavoro tra il 40% e il 60% mantenendo una situazione retributiva e contributiva sostanzialmente coincidente.

Mi spiego meglio.

Da un punto di vista contributivo, l’INPS interviene coprendo le ore perse, con la copertura previdenziale figurativa; da un punto di vista retributivo, il datore di lavoro eroga in busta paga al lavoratore, un importo esentasse pari a quello che l’azienda avrebbe pagato all’INPS per la differenza di orario.

Il vantaggio quindi per il dipendente è evidente. Andiamo però ad analizzare il vantaggio che ne trarrebbe il datore di lavoro.

Partiamo dal presupposto che il costo del lavoro, così come illustrato nei commi precedenti, è sicuramente più elevato rispetto al costo sostenuto per un “normale part time” ma è anche vero che, se questo periodo “cuscinetto” lo utilizziamo per investire in una nuova risorsa a cui tramandare le abilità e le conoscenze del nostro lavoratore esperto, questa soluzione non è da scartare a priori.

In questo periodo infatti: da una parte si potrà investire sulla formazione della nuova risorsa in modo da evitare che il passaggio generazioni costituisca un problema per l’organizzazione aziendale; dall’altra, si riuscirà a contenere il maggior costo pagato per il lavoratore anziano utilizzando le nuove agevolazioni previste in caso di assunzione del giovane.

Il risparmio retributivo e contributivo che deriva da una nuova assunzione infatti impatta in maniera rilevante nelle tasche dell’imprenditore il quale, potrà pagare una retribuzione più bassa rispetto quella erogata al lavoratore esperto utilizzando le agevolazioni normative e/o economiche messe a disposizione dal legislatore (a titolo esemplificativo pensiamo all’apprendistato, all’esonero contributivo previsto dalla legge di stabilità, alla garanzia giovani o alle agevolazioni collegate ai giovani genitori).

Sandra Paserio – Consulente del Lavoro – HR Problem Solver

Per approfondimenti puoi consultare anche:

Invecchiamento attivo – Part-time per i lavoratori prossimi alla pensione: pubblicato il decreto

Invecchiamento attivo: firmato il decreto per il contratto di lavoro a tempo parziale agevolato in prossimità della pensione

Part-time agevolato per i lavoratori prossimi alla pensione: dal 2 giugno sarà possibile presentare le istanze