Come creare soddisfazione all’interno di un’azienda

Apriamo la porta di un’azienda e proviamo ad entrare.

Da una parte, ci sono i lavoratori; dall’altra, c’è l’imprenditore.

Sembrano due categorie distinte, ma la verità è che entrambi fanno parte di un unico mondo: quello dell’azienda nella sua unicità.

Ognuno, quando varca la soglia, porta con sé la scia del suo vissuto, delle sue emozioni e della sua visione della vita.

Conoscere “le leve” che animano ognuno di loro è importante per arrivare a stabilire un rapporto di fiducia, rispetto e complicità reciproca.

Ma, quali sono le aspettative e le esigenze che li contraddistingue?

Andiamo ad analizzarle.

I lavoratori, come tutti gli esseri umani, hanno bisogno di sicurezza che, come sappiamo, è uno dei bisogni primari.

Quindi, da una parte l’esigenza è quella di percepire una retribuzione adeguata al lavoro svolto per garantire una vita dignitosa per sé e la propria famiglia.

Dall’altra, però, c’è l’aspettativa di vivere in un contesto sereno, dove la motivazione e la condivisione di obiettivi (certi e misurabili), permette di sentirsi parte integrante di quel sistema.

Gli imprenditori, dal canto loro, hanno la necessità di contenere i costi, aumentando, altresì, la produttività aziendale nel rispetto di una buona qualità del servizio offerto.

Numeri. Solo numeri che scandiscono la vita dell’azienda in un mercato sempre più agguerrito.

Ma come può l’imprenditore soddisfare le esigenze dei lavoratori mantenendo quei numeri che ricordano questa competitività?

Per uscire dall’impasse, l’azienda può lavorare su due fronti:

  • Da una parte, il contenimento dei costi, utilizzando quei pochi strumenti che lo stato mette a disposizione delle aziende per contrarre la pressione contributiva, fiscale e assicurativa (es. assunzioni agevolate, flexible benefits, ecc.)
  • Dall’altra, l’aumento della produttività tramite la pianificazione di azioni indirette. Migliorare la comunicazione e la motivazione dei lavoratori, rivedere i processi organizzativi, automatizzare le attività ripetitive con basso valore aggiunto, sono solo alcune delle idee da mettere in atto per far scattare l’effetto butterfly. Un effetto che avrà ripercussioni positive sia sul contenimento dell’assenteismo che sul turnover aziendale.

Esigenze contrapposte che, se ben studiate e finalizzate ad obiettivi mirati, convoglieranno in un rapporto vincente per tutte le parti coinvolte.

Le tecniche di problem solving strategico aziendale, sono un ottimo strumento per pianificare, in modo strategico, le azioni da mettere in campo.

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