Coronavirus – Il mondo V.U.C.A. al tempo della pandemia

Questo periodo di distanziamento sociale ci sta aiutando a comprendere meglio il contesto in cui viviamo.

Un contesto che non ha niente a che vedere col passato.

Un tempo la nostra vita familiare e lavorativa seguiva il ritmo di azioni ripetute, semplici, scontate (se vogliamo) e questo ci creava una sensazione di tranquillità e di serenità.

Avevamo il controllo della nostra vita e tutto era più lineare.

I cambiamenti c’erano, ma al rallentatore.

Avevamo il tempo di comprenderli, emotivamente e razionalmente, farli diventare nostri e agire in simbiosi con quello che il mercato chiedeva.

Oggi tutto questo non è possibile perché è cambiato il fattore “tempo”.

Oggi il contesto in cui viviamo è guidato dalla globalizzazione, dalla tecnologia e dall’informazione che viaggiano alla velocità della luce.

Una velocità che le strategie che conosciamo, che abbiamo messo in atto nel passato e che ci hanno regalo il successo, oggi non funzionano più.

La pandemia è l’ennesima dimostrazione di questo cambiamento.

Di qualcosa che è arrivato all’improvviso, spazzando via le poche certezze che ci portavamo dietro.

Oggi più che mai questo evento ci ha fatto capire quanto siamo fragili e quanto siamo ciechi.

Teniamo strette le nostre strategie, rifiutando di vedere il mondo per quello che è.

Un mondo che ci chiede di convivere con la volatilità, l’incertezza, la complessità e l’ambiguità.

Dobbiamo essere noi a cambiare le nostre abitudini, ad abbandonare il nostro zaino colmo di convinzioni, di successi passati e di strategie tradizionali, che sono diventati ormai sassi.

Sassi che ci portiamo dietro. Zavorre che rallentano il nostro cammino.

Certo, non è semplice liberarci da questo zaino.

È molto più facile lamentarci, puntare il dito contro chiunque ci capiti a tiro, chiuderci a riccio o nasconderci dietro a scuse ed alibi.

Ma la verità è che, se dovessimo scegliere di continuare a subire questa situazione, saremo sempre dei perdenti.

L’unico modo per cambiare il nostro destino è quello di cambiare strategia.

Vedere questo mondo come un alleato.

Cercare di comprenderlo, capirne le dinamiche per iniziare a vivere un’esperienza nuova.

Una sfida nel mondo V.U.C.A., quindi, per diventare meno fragili.

V.U.C.A., un acronimo che significa:

  • V=Volatility

VOLATILITA’

Un mondo volatile è un mondo soggetto a cambiamenti rapidi e imprevisti, dove l’unica costante è il cambiamento stesso.

Un mondo dove la strategia viene guidata dalla flessibilità, dall’adattabilità e da un’agilità continua.

  • U= Uncertainty

INCERTEZZA

Un mondo dove il controllo e la prevedibilità non è possibile a causa della non linearità degli eventi e del gran numero di fattori che incidono sul risultato ottenibile.

Un’incertezza da comprendere, allenando la propria mente e azzerando le aspettative collegate ad una logica ordinaria e lineare.

Un mondo dove la diversità deve diventare fonte di arricchimento e di stimolo per una strategia più evoluta.

  • C= Complexity

COMPLESSITÀ

Il mondo non è solo volatile e incerto, ma è anche complesso.

Un sistema interconnesso che si sforza sotto il peso della propria complessità. Complessità che si riferisce al fatto che molte parti sono interconnesse e interdipendenti allo stesso tempo.

Gestire la complessità significa abbandonare i concetti tradizionali di strategia e di leadership, per assumere il ruolo di imprenditore concentrato su quello che serve per soddisfare i bisogni del momento.

  • A= Ambiguity

AMBIGUITÀ

Un mondo V.U.C.A è anche un mondo ambiguo.

L’ambiguità si traduce in una realtà nebulosa, aperta a diverse interpretazioni, a fraintendimenti.

Per rispondere ad un mondo ambiguo bisogna essere aperti, guardare le cose da punti di vista diversi, saper cogliere le diverse sfaccettature abbandonando la propria mappa mentale.

Il mondo V.U.C.A. non è un mondo semplice.

È il mondo dove navigano i coraggiosi.

Quelli pronti a rimettersi in gioco.

Il mondo di chi riuscirà, ancora una volta, ad adattarsi a un cambiamento perpetuo.