Creare la magia del cambiamento culturale

È possibile apportare un cambiamento culturale all’interno di un’organizzazione?

Se dovessimo porre questa domanda a degli imprenditori, l’espressione dei loro volti anticiperebbe il suono di queste parole:

  • “se crede alle favole…”;
  • “un’impresa titanica”;
  • “bello, ma impossibile da realizzare”

Ma è veramente impossibile apportare un cambiamento radicale?

La risposta è “no”,  a condizione che i leader facciano i leader.

Il cambiamento culturale, infatti, a differenza di altre attività, fa parte della strategia d’impresa e non è delegabile.

È un qualcosa che deve essere voluto dall’alto e guidato nei dettagli con estrema cura e maestria.

In qualità di facilitatore e problem solver strategico aziendale, ho avuto l’opportunità di assistere al cambiamento culturale di alcune aziende e di testare sul mio team la magia di questa impresa titanica.

Le persone risvegliano le potenzialità dormienti per poi canalizzare la propria energia verso azioni volte al raggiungimento dell’obiettivo condiviso.

Lasciano alle spalle il proprio orticello per dirigersi verso un terreno più ampio, che assume una sua identità, facendo scoprire:

  • il piacere di lavorare con altre persone;
  • un clima sereno;
  • l’arricchimento dello scambio di informazioni con i colleghi;
  • i vantaggi percepiti nell’ottimizzazione dei tempi di lavoro;
  • l’innovazione alimentata da feedback costruttivi e mirati;
  • il valore competitivo guadagnato dal miglioramento organizzativo e specialistico.

Ma, come facciamo a creare la magia?

Sicuramente partendo dalla consapevolezza da parte della direzione aziendale dell’importanza strategica dell’operazione, del ruolo degli attori di processo e della definizione dei risultati da conseguire.

Per il salto del Rubicone, occorrerà poi:

  • focalizzare l’attenzione alle modalità comunicative e al dialogo interno;
  • dare la giusta importanza allo sviluppo e all’implementazione della dichiarazione delle convinzioni;
  • creare delle esperienze emozionali correttive;
  • dare dei feedback mirati;
  • utilizzare lo storytelling;
  • servirsi dei riconoscimenti per rafforzare il cambiamento.

Passaggi da studiare a tavolino, con la consapevolezza che non saranno le parole a far abbandonare le vecchie convinzioni, ma le esperienze emozionali correttive delle persone coinvolte nel progetto.

Infatti, come “la bellezza è nell’occhio di chi guarda”, così “le convinzioni sono nella mente di chi osserva”.

Non dimentichiamolo!

Se vuoi coinvolgerci nella tua pianificazione strategica, CONTATTACI.

Sandra Paserio – Consulente Strategico del Lavoro