Dalla “teoria delle finestre rotte” alla leadership

Un’azienda, una famiglia, una società, sono sistemi aperti e dinamici composti da persone.

Ma, se è vero che sono tutti sistemi e che basta un piccolo cambiamento per variare i sistemi stessi, che insegnamento possiamo trarre da un evento sociale al fine di migliorare la gestione della nostra azienda?

Torniamo indietro negli anni.

New York ebbe un’impennata della criminalità, dalla metà degli anni Sessanta fino agli anni Novanta.

I crimini si intensificarono nel giro di pochi anni raggiungendo una media di 650.000 crimini annui, che venne poi mantenuta per diversi decenni.

Arrivati agli anni Novanta, successe qualcosa. Ci fu un’inversione di rotta.

Il crollo della criminalità fu oggetto di studio da parte di diversi criminologi.

Una delle teorie di maggiore interesse fu la “teoria delle finestre rotte” di due criminologi, James Q. Wilson e George Kelling, tratta dal libro “Il punto critico” di Malcolm Gladwell.


I due sostenevano che la criminalità è l’inevitabile risultato del disordine: se una finestra è rotta e non viene riparata, chi vi passa davanti concluderà che nessuno se ne preoccupa e che nessuno ha la responsabilità di provvedere. Ben presto ne verranno rotte molte altre e la sensazione di anarchia si diffonderà dando il segnale che tutto è possibile.


Per questo, in una città come quella di New York, problemi di minore importanza, come i graffiti, il disordine pubblico e la mendicità aggressiva, sono l’equivalente delle finestre rotte, ossia inviti a crimini più gravi.

Su questa base, vennero messe in atto due interventi che avrebbero agito come piccoli cambiamenti, nell’ambito del sistema dei trasporti:

  • Il primo era quello di agire sui graffiti, che simboleggiavano il collasso del sistema;
  • Il secondo riguardava i biglietti non pagati della rete metropolitana, in quanto si stimava che 170.000 persone al giorno non pagavano il biglietto.

Questi interventi, che sembravano una goccia nell’oceano, contribuirono, insieme ad altri, ad innescare il cambiamento a valanga che fece crollare la criminalità nella città di New York.

Questa è una teoria applicabile anche nelle nostre aziende.


Quando un imprenditore, permette che alcuni collaboratori apportino disordine all’interno dell’organizzazione, senza intervenire in alcun modo, contribuisce lui stesso alla creazione di un sistema che porterà all’anarchia.


È la teoria delle finestre rotte.

Tenerlo a mente è importante.

Permettere che alcuni dipendenti facciano capannello alla macchina del caffè, diffondendo maldicenze che compromettono il buon clima aziendale, oppure evitare di intervenire in caso di mancata osservanza delle regole aziendali, potrebbe far scattare, a lungo andare, il cosiddetto “effetto valanga” dove ognuno si sente autorizzato a far quel che vuole.

Non facciamo quindi come lo struzzo. Non mettiamo la testa sotto la sabbia e interveniamo tempestivamente facendo il nostro dovere, nella massima trasparenza e nel rispetto delle persone che lavorano con noi.

Impariamo a fare, e ad essere, i migliori leader che ci sono sul mercato!

Sandra Paserio – Consulente Strategico del Lavoro – Coach