La mia azienda sta fallendo

“La mia azienda sta fallendo”. È così che la mia amica ha esordito, guardandomi con uno sguardo triste e rassegnato.

“Ho trascorso in quest’azienda 32 anni della mia vita. Ero solo una ragazzina quando sono arrivata. Avevo voglia di imparare ma, adesso, no. Con più di 50 anni sulle spalle, non ho voglia di rimettermi in gioco”.

Un momento difficile che accomuna diverse persone in questo periodo di crisi profonda.

Concordati preventivi, fallimenti, procedure di mobilità, cassa integrazione, ristrutturazioni, chiusure aziendali. Chi più ne ha, più ne metta.

Momenti di crisi che travolgono strutture e risorse. Persone, che vedono barcollare le loro sicurezze.

Uomini e donne che per anni hanno vissuto la vita dando per scontato il loro tran tran quotidiano.

Persone che, ogni mattina, hanno raggiunto la loro azienda e, come degli automi, hanno svolto in modo responsabile il lavoro assegnato, senza fermarsi a pensare al loro futuro.

Ma oggi è diverso.

Oggi, si è spezzato uno schema.

Qualcuno o qualcosa è entrato prepotentemente nella loro vita sconvolgendola.

Queste persone sono davanti ad un bivio: lasciare che gli eventi guidino la loro vita o iniziare a gestirla mettendo in atto azioni consapevoli senza colpe, scuse ed alibi di ogni sorta.

Questo, permetterà di:

Pensare ai propri obiettivi e al perché “facciamo quello che facciamo”
Mappare la situazione aziendale
Valutare i propri punti di forza e di debolezza
Analizzare le competenze possedute
Cercare le professionalità richieste dal mercato
Analizzare i gap da colmare
Individuare: strumenti, tempi e modalità di attuazione per lo sviluppo delle competenze
Lavorare su sé stessi per allargare gli orizzonti ed abbattere i propri limiti

ma soprattutto, cogliere questo uragano come un’opportunità di crescita e di svolta della propria vita.

È questo a cui ha pensato la mia amica dopo un momento di smarrimento:

“Sai, non è proprio così. Non è vero che non voglio mettermi in gioco. La verità è che ho paura. Paura di iniziare una nuova sfida. Paura di non essere all’altezza. Paura di non trovare lavoro”.

“Nello stesso tempo, però, ho la possibilità di pensare a quello che mi piacerebbe fare, a quello che mi farebbe star bene. È strano. Da una parte ho paura e dall’altra mi sento libera di scegliere”.

Provare paura è normale.

Ma la trappola da evitare è quella di scappare e non gestire la propria vita.

Frasi tipo “Beh, meglio così. Avrò più tempo per me e la mia famiglia. Potrò svegliarmi quando mi pare. Potrò iscrivermi ad un corso di pittura o di cucito”, possono essere un autoinganno.

Un modo per evitare di mettersi in gioco ed uscire dalla propria zona di confort.

Quindi, va bene qualsiasi scelta, basta che sia una vera scelta e non un semplice autoinganno.

Scegliamo in modo consapevole e riappropriamoci della nostra vita. Una cosa semplice ma non così scontata.

Sandra Paserio – Consulente Strategico del Lavoro – Coach