Leggete questa storia al cliente che non paga e fa pure il risentito

Essere professionisti o aziende non cambia.

Ognuno di noi offre servizi o vende prodotti in cambio di un controvalore in denaro.

Cosa succede se una delle due parti non ottempera al contratto?

Focalizziamoci sul caso in cui il professionista o l’azienda offre il suo servizio o il suo prodotto nei modi e nei termini concordati ma, dall’altra parte, il cliente non paga.

Chi ha un’attività lo sa bene. Non è un caso tanto raro.

Prima o poi tocca a tutti.

Ecco una storia…

Arriva un cliente e chiede a un consulente del lavoro una prestazione, supponiamo l’elaborazione delle paghe che, spiega, devono essere consegnate entro il 10 di ogni mese per pagare gli stipendi.

Bene, il professionista consegna le paghe nei termini concordati, i lavoratori vengono pagati ma il professionista no.

Il consulente del lavoro invia un sollecito al cliente ma, il cliente non paga e non si fa vivo.

Il professionista rimugina un po’, poi invia un secondo sollecito.

Dall’altra parte, il nulla. Il nulla più totale. Nessuno si fa sentire.

Il professionista sospira, è deluso.

Invia un altro sollecito comunicando che, in caso di mancato pagamento, sospenderà il servizio.

Ancora il nulla.

Il professionista non si sente considerato, solleva le spalle e, con un altro sospiro, preme il tasto di “invio” sulla tastiera per spedire la sospensione del servizio.

Ancora il nulla?

No, passano pochi minuti e il cliente invia una mail con un tono risentito e stupito per il comportamento del consulente.

Ma come, pensa il professionista, ma non era stato stipulato un contratto commerciale che, a fronte della prestazione di un servizio, doveva essere pagato nei termini il relativo controvalore in denaro?

Il professionista ci pensa un po’. Chiama il suo cliente e gli chiede:

Professionista: ”Mi spiega quali erano le sue aspettative nei miei confronti?

Cliente: “Quello di consegnarmi le paghe entro il 10 di ogni mese

Professionista: “E se il giorno 10 non avesse ricevuto le paghe, cosa avrebbe fatto?

Cliente: “Le avrei mandato una mail sollecitando la consegna

Professionista: “E se non avessi risposto, cosa avrebbe fatto?

Cliente: “Mi avrebbe causato un bel problema, quindi le avrei mandato un sollecito chiedendo di ottemperare entro il giorno successivo

Professionista: “E se ancora una volta non avessi risposto alla sua mail, a quel punto cosa avrebbe fatto?

Cliente: “A parte arrabbiarmi tantissimo, le avrei detto che bloccavo immediatamente il pagamento delle sue spettanze. Un comportamento del genere sarebbe stato inaccettabile!

Professionista: “E se davanti ad una comunicazione di questo genere, le avessi risposto in modo risentito che non capivo tutto questo “cancan” visto che al giorno d’oggi prendere lo stipendio è già un lusso e che prendere i soldi il 12 (o il 14 o il 16) non cambia molto… E se poi, avessi aggiunto, che con tutto quello che mi frullava nella testa, le sue paghe erano l’ultimo dei miei problemi, lei cosa avrebbe risposto?”

Cliente: “Che c’era un accordo e che a me non interessa se esistono altre aziende che non pagano i dipendenti o li pagano quando vogliono. Anche se la mia non è una multinazionale, mi sono assunto un impegno con i miei lavoratori e per me questo basta. E poi, sinceramente, le avrei chiesto il motivo per cui non aveva neanche risposto alle mie mail. Se aveva dei problemi, poteva almeno parlarmene, così avremmo trovato una soluzione insieme. Ad esempio potevamo concordare il pagamento parziale degli stipendi; il pagamento di acconti mi avrebbe evitato di rimetterci la faccia con i miei collaboratori!

Professionista: “Capisco. Un’ultima domanda, mi scusi, ma cosa cambia se sono io o se è lei a non adempiere agli accordi presi e a non gestire correttamente il flusso della comunicazione?

Cliente: non risponde. La consapevolezza aveva fatto il suo corso.

Il Professionista aveva accompagnato il suo Cliente in un viaggio dove, per la prima volta, le cose erano state viste in un modo diverso.

Il rapporto professionale continua, arricchito dei valori che erano alla base del rapporto: stima, fiducia e rispetto.

Sandra Paserio – Consulente del Lavoro – Coach Professionista – HR Problem Solver

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