Psicogeografia: come influenza i rapporti interpersonali

Cos’è la psicogeografia?

È lo studio degli effetti che l’ambiente geografico ha sul comportamento dell’individuo.

Quindi, vuol dire, che i rapporti spaziale tra le persone (in piedi, seduto, il posto occupato intorno ad un tavolo, la distanza che si mantiene con l’interlocutore, ecc.) influenzano i rapporti tra i diversi soggetti.

Perché è importante conoscerla?

Perché è una componente che gioca e influenza il raggiungimento del nostro obiettivo nel momento in cui è prevista un’interazione tra diverse persone o tra i membri di un gruppo.

Pensiamo ad alcune situazioni che si possono verificare e in cui probabilmente ci siamo imbattuti nella nostra vita lavorativa:

  • Trovarsi davanti ad un ipotetico cliente al quale offrire i nostri servizi;
  • Coinvolgere i collaboratori nel raggiungimento di un obiettivo o nello sviluppo di un nuovo prodotto;
  • Raffrontarsi sui diversi punti di vista, alimentando il brainstorming;
  • Supportare un collaboratore in un percorso di crescita;
  • Incontrare un futuro partner.

Bene, quando ci siamo trovati in queste situazioni:

  • Siamo stati noi a organizzare l’incontro?
  • Abbiamo pensato dove sederci al tavolo?
  • Dove abbiamo fatto accomodare i nostri interlocutori?

E se l’incontro non l’abbiamo organizzato noi:

  • Dov’ erano posizionate le persone che ci hanno convocato?
  • Abbiamo analizzato la psicogeografia per capire, ad esempio, chi era il leader, chi era a supporto o che tipo di comunicazione non verbale volevano trasmetterci?

Se non l’abbiamo fatto, è bene soffermarci su alcuni punti.

DUE INDIVIDUI CHE STANNO INTERAGENDO

A che distanza sono uno dall’altro?

La prossemica è lo studio della distanza che intercorre tra due persone nel momento in cui stanno interagendo. Tanto per intenderci:

  • Se la distanza tra due soggetti è fino a 45 cm., si parla di “distanza intima”;
  • Se la distanza è tra 45 cm. e 120 cm., si parla di “distanza personale”;
  • Da 120 cm. a 3,50 mt. si chiama “distanza sociale”;
  • Oltre, si passa alla “distanza pubblica”.

Quindi, a seconda della tipologia del messaggio che stiamo dando, occorre far attenzione al mantenimento di una distanza congrua con l’interlocutore, altrimenti si rischia un irrigidimento o addirittura una chiusura che influenzerà negativamente l’esito della comunicazione.

Una volta verificata la distanza, è importante capire la posizione degli individui che si stanno relazionando:

  • Una persona davanti all’altra con distanza ravvicinata (distanza intima), stanno instaurando una relazione diretta o di confronto (io versus te);
  • Una persona davanti all’altra con distanza sociale, stanno instaurando una relazione meno diretta;
  • Due persone, una di fianco all’altra, che guardano entrambe nella stessa direzione, stanno comunicando il senso di appartenenza e quindi del “noi”;
  • Una persona con a fianco un altro soggetto che guarda nella stessa direzione ma che si trova ad un passo dietro di lui, sta trasmettendo un messaggio di supporto/sostegno.

Guardiamo adesso qualche immagine relativa all’ INTERAZIONE TRA I MEMBRI DI UN GRUPPO per avere qualche spunto su come organizzare una riunione.

PSICOGEOGRAFIA A SEMICERCHIO:

secicerchio 1

Le persone vengono considerate alla pari ma rimangono concentrate su un punto preciso ossia su “A”; in questo modo non viene data importanza alle mansioni di ognuno, ma l’attenzione viene focalizzata al raggiungimento di un obiettivo comune.

Questa disposizione è consigliata:

  • quando si vuole realizzare un sogno o realizzare un progetto;
  • quando si vuole che le azioni siano volte in un’unica direzione.

PSICOGEOGRAFIA A CERCHIO:

cerchio 2

Tutti i partecipanti, compreso il soggetto “A”, hanno pari status e tutte le idee che emergono dall’incontro hanno ugual valore.

Questa disposizione è consigliata nel brainstorming.

PSICOGEOGRAFIA IN FILA (A SCHIERAMENTO):

fila verso a 3

I partecipanti sono seduti uno di fianco all’altro (con pari importanza) ma la loro disposizione non incentiva un’interazione tra di loro. Ciascuno interagisce con “A” in base al proprio punto di vista disinteressandosi del punto di vista delle altre persone sedute accanto.

Questa disposizione è consigliata quando i soggetti  devono esprimere un giudizio o dare una propria valutazione.

Adesso che abbiamo messo qualche strumento in più nella nostra cassetta degli attrezzi, come affronteremo la prossima riunione per raggiungere l’obiettivo prefissato?

Sandra Paserio – Consulente aziendale e del lavoro – HR Problem Solver – Coach Professionista