Quanto crediamo in quello che facciamo?

Nella storia ci sono stati casi di persone che hanno lasciato il segno: Enzo Ferrari, i fratelli Wright, Steve Jobs, ecc.

Persone, che credevano in quello che stavano facendo e ci credevano talmente tanto da dedicare tutto il loro tempo e la loro vita per realizzare quello che era il loro sogno.

E la loro passione era talmente contagiosa, che riuscivano a trasmettere anche agli altri una carica positiva che si trasformava in fiducia nei loro confronti.

Ma quanti di noi, hanno la stessa carica?

Quanti di noi, hanno un progetto in cui credono effettivamente?

La verità è che abbiamo delle idee, ci sembrano buone, ma da lì a progettarle, concretizzarle e trasformarle in realtà, c’è un abisso.

Siamo noi stessi, per primi, che ci spaventiamo davanti alle prime difficoltà, ai commenti negativi di chi è intorno a noi, alle porte in faccia che ci vengono sbattute quando andiamo a bussare per la prima volta.

La verità è che non ci crediamo fino in fondo e ci facciamo guidare dalle nostre paure.

Paura di non farcela, paura di aver preso un abbaglio, paura di indebitarci e perdere la tranquillità economica, paura di perdere le nostre certezze e quello che abbiamo ottenuto fino a quel momento.

E’ più facile sicuramente farci guidare dalle nostre paure e abbandonare il “nostro progetto” davanti alle prime avvisaglie, piuttosto che essere lungimiranti e guardare avanti verso il nostro obiettivo, quello che è il nostro punto di arrivo.

Quindi, quando diremo a noi stessi che “non è possibile”, che “ci abbiamo provato ma…”, che “volevamo ma non ci sono state le condizioni per…”, che “mi sarebbe piaciuto ma…”, che “in un altro momento forse avrei potuto…” e… ,chi più ne ha più ne metta, dobbiamo sapere che ci stiamo raccontando un sacco di frottole.

Stiamo cercando di trovare delle scuse a noi stessi per giustificare il fatto che non abbiamo avuto abbastanza coraggio di continuare.

E perché non abbiamo avuto abbastanza coraggio? Perché non ci credevamo abbastanza.

Questi personaggi della storia ci insegnano che se vogliamo veramente qualcosa, possiamo ottenerlo.

Dobbiamo lavorare di più sulle nostre capacità e sul nostro potenziale.

Ognuno di noi può fare tutto quello che vuole, se ci crede veramente.

Non ci sono limiti.

Guardiamo quello che è riuscita a fare Giusy Versace, che è diventata un’atleta nonostante abbia perso l’uso di entrambe le gambe dopo un incidente stradale, oppure Beatrice Vio (Bebe), campione paralimpica di scherma che, nonostante la giovane età e all’amputazione delle braccia e delle gambe in seguito ad una meningite fulminante, riesce a trasmettere un’energia e una positività esemplare, o ancora Lucia Annibali, avvocato sfigurato dall’acido che si rimette in gioco scrivendo libri e comunicando al mondo che oggi si sente più forte, determinata e coraggiosa di prima.

Messaggi di persone che, nonostante le difficoltà, hanno avuto la forza e il coraggio di rialzarsi.

Ma se ce l’hanno fatta loro, perché non possiamo farlo noi?

Perché non possiamo trovare la forza in noi stessi e credere in quello che siamo e in quello che facciamo?

Quando ci sembra impossibile riuscire a compiere “il miracolo” e quindi realizzare il “nostro sogno”, ci dobbiamo guardare davanti ad uno specchio e ci dobbiamo dire: “perché no?”; “cosa non ho io, che gli altri hanno?”.

Crediamo di più nei nostri sogni e il miracolo, sono sicura, si avvererà!!

Sandra Paserio – Consulente del Lavoro – Human Resource Management