Smart Working: una soluzione per incrementare la produttività aziendale

Da un’analisi di “The economist” è emerso che, tra le fonti che causano il maggior stress nei lavoratori è la difficoltà a conciliare il proprio lavoro con la vita privata e quindi la famiglia.

Ecco quindi che sta prendendo piede lo “smart working” ossia un modo innovativo di pensare all’organizzazione del lavoro.

E’ stato provato infatti, che un lavoratore che viene responsabilizzato e reso autonomo nella gestione del proprio lavoro, sia in termini di tempo (e quindi di orari di lavoro) che di luogo ove svolgere la propria attività lavorativa, ha permesso di aumentare la produttività aziendale del 35-40% facendocrollare l’assenteismo nelle aziende addirittura del 63%.

Inoltre è stato dimostrato che i lavoratori risultano più motivati e difficilmente cambiano azienda perché il benessere personale acquista un valore maggiore rispetto quello economico.

E allora, perché fino ad oggi è stato preso in considerazione soprattutto dalle multinazionali ma non si è diffuso in Italia nelle piccole e medie imprese?

Direi, per motivi culturali.

Tutti noi facciamo fatica a pensare ad un diverso modo di organizzare l’azienda; spesso veniamo travolti dalla quotidianità e non troviamo il tempo per allenare la nostra mente a soluzioni differenti.

Dobbiamo cercare di pensare quindi in modo più flessibile, dobbiamo cambiare la nostra mentalità perché, se ci pensiamo bene, quello che interessa a tutti noi, come professionisti o come imprenditori, non è il “come” e il “dove” vengono svolte le attività ma il “risultato” che otteniamo.

E se questo è vero e ci interessa il risultato, perché non provare ad adottare un nuovo modo di lavorare tenendo monitorato l’aumento di produttività e quindi il guadagno che ne deriva?

D’altronde, cosa abbiamo da perdere?

Valutiamo all’interno delle nostre aziende se ci sono lavoratori che hanno delle professionalità, o ricoprono dei ruoli, che per la loro caratteristica possiamo far rientrare in questo sistema e incominciamo a parlarne per coinvolgerli in questo nuovo percorso.

Lo “smart working” è un modello organizzativo in cui risultano fondamentali 3 elementi:

Risorse Umane pronte a rivedere il proprio modo di lavorare e cogliere questo “cambiamento” come un’opportunità.  In questi casi i lavoratori dovranno autogestirsi collaborando con le imprese per il raggiungimento degli obiettivi che saranno condivisi con il management;

– Tecnologie, in quanto verrà data la possibilità ai collaboratori di prestare la propria attività da remoto utilizzando strumenti informatici adeguati allo svolgimento dell’attività lavorativa a distanza;

Monitoraggio costante delle attività in modo da valutarne la convenienza a livello aziendale in termini di produttività e quindi, a cascata, in termini economici.

L’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano ha portato a termine delle ricerche interessanti ove si evidenzia che il risparmio economico per le aziende che adotteranno questo nuovo sistema organizzativo raggiungerebbe addirittura i 37 miliardi di euro l’anno.

Si riporta di seguito un’infografica che ha realizzato lo stesso Osservatorio perché l’ho trovata estremamente interessante e da condividere con tutti i lettori.

Sandra Paserio – Consulente del Lavoro – Human Resource Management

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