Strategie di attacco del mercato: conoscersi per conoscere

“Ottenere cento vittorie in cento battaglie non è prova di suprema abilità. Sottomettere l’esercito nemico senza combattere è prova di suprema abilità”
Una pugnalata ben sferzata del grande stratega  Sun Tzu.
Se pensiamo all’esercito nemico come al mercato da conquistare, dobbiamo studiare una strategia per vincere senza combattere.
“E così, è di suprema importanza sconvolgere la strategia del nemico. In secondo luogo spezzare le sue alleanze, In terzo luogo attaccare il suo esercito. La cosa peggiore è assediare le città fortificate”.
Sconvolgere la strategia del nemico, vuol dire trarre un vantaggio competitivo da un mercato destabilizzato. Quando un mercato è nel caos, cerca normalità e sicurezza e noi dobbiamo essere lì, pronti a intervenire. Così come dobbiamo essere pronti ad intervenire quando un nostro concorrente è in difficoltà da un punto di vista economico, finanziario od organizzativo per assicurarci un sorpasso che ci porta in pole position.
Spezzare le sue alleanze, vuol dire spezzare gli schemi del mercato, avendo il coraggio di guardare le cose con occhi diversi.
Attaccare il suo esercito, vuol dire agire nel momento giusto. Conoscere i nostri punti di forza e di debolezza così come conoscere il mercato e i nostri concorrenti, ci permetterà di monitorare gli eventi e valutare il momento di entrare in azione.
Evitare di assediare città fortificate, sembra una cosa scontata ma non lo è. Spesso vediamo che c’è richiesta di un certo prodotto o di un certo servizio e ci accodiamo ai nostri concorrenti per poi trovarci con un pugno di mosche in mano. Il mercato è un biscione che si sposta velocemente. Non si può inseguire, bisogna anticiparlo. Steve Jobs insegna. Quindi, evitiamo di assediare mercati ormai saturi che ci porterebbe a una sconfitta certa e mettiamo gli occhiali da visionari per anticiparne il futuro.

Per vincere senza combattere, ricordiamoci che:

  • se conosciamo il nemico e conosciamo noi stessi, nemmeno 100 battaglie ci metteranno in pericolo;
  • se conosciamo il nemico ma non conosciamo noi stessi, le nostre possibilità di vittoria saranno pari a quelle della sconfitta;
  • se non conosciamo il nemico e non conosciamo noi stessi, ogni battaglia significherebbe una sconfitta certa.

Impariamo quindi a conoscerci per conoscere.

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Sandra Paserio – Consulente Strategico del Lavoro – Problem Solver