Un primo piccolo cambiamento per una svolta decisiva

In qualità di consulente di processo, sono entrata in un’azienda.

L’intervento è stato chiesto su segnalazione del commercialista che, dall’alto della sua professionalità, dopo un’attenta analisi dei dati di bilancio, si è reso conto che il problema andava al di là dei numeri indicati.

Mi sono seduta al tavolo e, accanto, avevo due generazioni che rappresentavano i vertici aziendali:

  • La generazione dei padri, che per oltre 30 anni avevano portato avanti egregiamente la loro attività senza però evolversi mentalmente e professionalmente;
  • La generazione dei figli, con splendidi percorsi scolastici alle spalle ma senza alcuna esperienza lavorativa, posizionati ai vertici di un’azienda che non li riconosceva come leader.

Tramite l’utilizzo di domande ad alternativa di risposta, è stato individuato e concordato il problema limitante.

Il passo successivo è stato quello di analizzare le tentate soluzioni disfunzionali messe in atto sia dai padri che dai figli. Tentate soluzioni che àncoravano il problema senza dargli la possibilità  di uscire da quella fossa, da loro stessi creata.

È così che è iniziato il percorso di consapevolezza.

La presa di coscienza che qualcosa andava fatto.

Qualcosa di diverso dal passato, ormai catalogato come comportamento disfunzionale.

L’intervento si è quindi concluso concordando un primo piccolo cambiamento da mettere in atto proprio il giorno successivo.

Qualcosa che non stravolgesse (almeno in apparenza) le loro abitudini, ma che potesse essere ritenuto possibile da entrambe le generazioni.

I padri proposero di iniziare ad istituire all’interno della loro azienda la delega fiduciaria, visto che fino a quel momento ruotava ancora molto su di loro. Individuarono quindi un’attività, che etichettarono come “urgente ma non importante”, per iniziare questo percorso di cambiamento all’interno della loro organizzazione.

I figli, dal canto loro, si impegnarono a capire meglio il funzionamento dell’azienda. Per entrare nel vivo dei processi e delle attività dei singoli reparti, gli stessi si sarebbero recati dai responsabili per chiedere loro un aiuto prezioso. Avrebbero umilmente chiesto  di collaborare per costruire insieme una realtà migliore.

I giochi ebbero inizio.

Tra una partita e l’altra, l’azienda si è quindi trovata ad apportare continui piccoli cambiamenti che l’hanno indirizzata verso una radicale evoluzione sia da un punto di vista organizzativo che di approccio del mercato.

Oggi, a quel tavolo sono sempre presenti le due generazioni che, però, sono cambiate.

Grazie al loro impegno, sono riuscite a dare una svolta decisiva a quell’ azienda che sembrava ormai volta alla fine.

Sandra Paserio, consulente strategico del lavoro, business coach

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