Vogliamo essere chiari? Schematizziamo quando parliamo

Quando parliamo, ci aspettiamo che tutto quello che diciamo venga capito e assimilato dal nostro interlocutore.

Non è così?

Sarà capitato anche a voi di dire più volte ad una persona le stesse cose, senza ottenere il risultato sperato.

Stupiti e amareggiati, avrete pensato di non saper comunicare.

La verità è che quello che per noi è chiaro come l’acqua, per il nostro interlocutore non lo è.

Dobbiamo sforzarci quindi di usare strumenti e metodi di comunicazione diversi.

Se continueremo ad usare le stesse parole, dicendole nello stesso modo, probabilmente otterremo sempre lo stesso risultato.

Cosa possiamo fare, quindi, per rendere chiaro e comprensibile quello che diciamo?

Usiamo un linguaggio semplice, cerchiamo di schematizzare e utilizziamo carta e penna per mettere nero su bianco le keywords e i concetti principali.

Tante volte, mentre parliamo con le persone davanti a noi, riusciremo a far capire meglio il concetto che ci frulla in testa, se useremo qualche freccia, un paio di simboli o uno schema dozzinale ma efficace.

Basta poco, ma la persona davanti a noi, soprattutto se visiva, memorizzerà quell’immagine e comprenderà meglio il nostro discorso.

A me è successo proprio questo.

Stavo spiegando ad un cliente dei passaggi per l’applicazione di una norma appena emanata.

Sono partita in quarta e mi sono addentrata a spiegare, per filo e per segno, tutti i passaggi della nuova normativa ma, dopo qualche minuto, mi sono trovata davanti due occhi spalancati che mi guardavano con un punto interrogativo stampato in fronte.

Non ero stata chiara? Non lo so, ma sicuramente il messaggio non era arrivato. Di questo ne ero certa.

É bastato alzarmi, prendere carta e penna per fare il miracolo.

Bene, mi sono detta, ricominciamo da capo e vediamo di schematizzare i concetti essenziali.

Qualche parola scritte qua e là sul foglio, qualche freccia, due cerchi e…voilà, davanti ai miei occhi ho ritrovato un viso un po’ più disteso e un sorriso che accompagnava queste parole: “adesso mi è chiaro! Mi può lasciare i suoi appunti, così, quando torno in azienda, parlo con la dipendente e le spiego il tutto?”.

Mi vergognai a consegnargli quel foglio. Simboli e parole sembravano essere buttati lì, quasi per caso.

Ma ogni parola e ogni simbolo riportato su quel foglio, era stato accompagnato da parole che gli avevano dato vita.

E’ questa la cosa bella. Non erano scarabocchi leggibili da chiunque, era un’immagine che serviva a lui.

Era uno strumento semplice ed efficace che aveva fatto la differenza.

Sandra Paserio – Consulente del Lavoro – HR Problem Solver

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