Welfare aziendale: nuove opportunità per le imprese

La legge di stabilità per il 2016 ha apportato modifiche interessanti per le aziende, le quali hanno la possibilità di offrire alla generalità dei lavoratori o ad una categoria di essi, un paniere di servizi che risultano esenti da tassazione.
 
L’opportunità diventa interessante per le aziende in due casi:
 
IL PRIMO CASO, riguarda la possibilità di offrire ai dipendenti la conversione, totale o parziale, del premio di produttività in servizi di welfare che risulteranno interamente esenti da tassazione  (in luogo dell’applicazione della tassazione agevolata al 10% attualmente prevista nel caso di erogazione sotto forma di emolumenti retributivi).
 
Cosa è necessario tenere in considerazione?
 
1) L’azienda deve essere in possesso di un contratto collettivo territoriale o aziendale stipulato da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o di un contratto collettivo aziendale stipulato da rappresentanze sindacali aziendale o da rappresentanze sindacali unitarie;
 
2) Nel contratto deve essere disciplinato un premio di risultato la cui misurazione risulta collegata a indici di produttività, redditività, qualità ,efficienza ed innovazione la cui definizione risulterà individuata da un decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali di prossima emanazione;
 
3) Il rispetto dei limiti previsti dalla norma, ossia, per i lavoratori che hanno avuto nell’anno precedente un reddito di lavoro dipendente non superiore a 50.000 euro, la possibilità di convertire tutto o parte del premio di risultato in servizi welfare. Il limite è di 2.000 euro lordi (importo elevato a 2.500 euro lordi nel caso in cui i lavoratori risultino coinvolti nell’organizzazione del lavoro);
 
4) Il deposito dell’accordo presso la DTL competente.
 
IL SECONDO CASO, riguarda la possibilità per il datore di lavoro di offrire (al di fuori del premio di risultato), alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti e familiari, sia volontariamente che in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, una pluralità di servizi per fini di culto, assistenza sanitaria, ricreazione, istruzione o educazione.
 
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Con la modifica dell’art.51, 2° comma, lett. f-bis) del Tuir e con l’introduzione dell’ f-ter), le somme, i servizi e le prestazioni che il datore di lavoro può mettere a disposizione dei lavoratori, possono essere molteplici: borse di studio, servizi di educazione e istruzione anche in età prescolare (es. servizi o rimborso di rette per asili nido e scuola materna, università, palestre,ecc.), la frequenza di ludoteche e di centri estivi e invernali, la fruizione di servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti,ecc.
 
Fino allo scorso anno i piani di welfare sono stati presi in considerazione solo da grandi aziende o da multinazionali; oggi bisogna guardarli con occhi diversi e cogliere le opportunità che la legge di Stabilità sta offrendo dal 1° gennaio 2016.
 
Solo così si riuscirà ad ottimizzare i costi delle aziende aumentando contemporaneamente il potere d’acquisto dei lavoratori.
 
Gli strumenti vincenti sono quelli che vedono entrambe le parti “win” “win”, non dimentichiamolo!
 
Per un approfondimento sulla Legge di Stabilità si rimanda alla Circolare n.1 della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro.
 
Sandra Paserio – Consulente del Lavoro – HR Problem Solver

Per approfondimenti sull’argomento vedi anche: VIDEO TG – Welfare Aziendale – I chiarimenti della circolare 28/E del 15/6/2016 INFOGRAFICA – Piano di Welfare Detassazione premi di produttività e piani di welfare: l’Agenzia delle Entrate pubblica la circolare Welfare aziendale: l’Agenzia delle Entrate chiude il cerchio WELFARE AZIENDALE: I CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE