Assetti proprietari coincidenti: lavoratori in mobilità ricollocati e mancato riconoscimento dei benefici contributivi

Con la sentenza n. 13583 del 2 luglio 2015, la Corte di Cassazione ha confermato il mancato riconoscimento dei benefici contributivi in favore dell’impresa che assume lavoratori collocati in mobilità, nel caso in cui ricorrano assetti proprietari sostanzialmente coincidenti tra l’impresa che ha proceduto ai licenziamenti e quella che effettua le nuove assunzioni.
La corresponsione dei benefici è condizionata alla inesistenza di assetti proprietari sostanzialmente coincidenti fra l’impresa che licenzia e quella che assume, così come alla inesistenza di un rapporto di collegamento o controllo.
Con l’accezione “assetti proprietari sostanzialmente coincidenti” possono essere indicati tutti quelli che facciano presumere la presenza di un comune nucleo proprietario, in grado di ideare e fare attuare un’operazione coordinata di ristrutturazione, comportante il licenziamento di taluni dipendenti da una azienda, e la loro assunzione da parte dell’altra.