Buoni pasto (c.d. Ticket Restaurant)

Tra le forme di retribuzione in natura che il datore di lavoro può corrispondere al dipendente si ritrova il c.d. servizio mensa, realizzabile anche attraverso l’erogazione di buoni pasto – ticket restaurant. 

COSA SONO 

I buoni pasto sono uno strumento di pagamento, il cui valore è caratterizzato da un determinato importo, spendibili presso esercizi convenzionati, per la consumazione dei pasti in pausa pranzo, ma anche, più in generale, per il semplice acquisto di generi alimentari. 

I buoni pasto possono presentarsi sotto forma di tagliandi raccolti in un apposito libretto oppure sotto forma di tessera dotata di microchip.  

CARATTERISTICHE

I buoni pasto: 

  • sono incedibili; 
  • possono essere cumulati per essere utilizzati contemporaneamente fino ad un massimo di 8; 
  • non possono essere commercializzati o convertiti in denaro; 
  • non sono cedibili e sono utilizzabili solo dall’intestatario esclusivamente per l’intero valore facciale. 

BENEFICIARI 

Possono usufruire dei buoni pasto:  

  • i lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che del settore privato, con orario di lavoro a tempo pieno o part-time e anche qualora l’orario di lavoro non preveda una pausa per il pasto; 
  • coloro che sono legati da un rapporto di collaborazione con il datore di lavoro, anche di tipo non subordinato (es. tirocinanti). 

Occorre segnalare alcune particolarità. 

La lavoratrice madre, che nel primo anno di vita del bambino usufruisce dei permessi di allattamento, ha diritto ai buoni pasto solo qualora la prestazione lavorativa da essa svolta abbia una durata superiore alle 6 ore (Cfr. Cass. n. 31137/2019 e risposta del Ministero del Lavoro all’interpello n. 2/2019). 

Per approfondire vedi anche BUONI PASTO: PRONUNCE GIURISPRUDENZIALI

TRATTAMENTO FISCALE E CONTRIBUTIVO DEI BUONI PASTO 

Quando i buoni pasto sono soggetti al regime di imponibilità, quindi risultano “tassabili”?   

Fino al 31 dicembre 2019, era previsto che: 

  • i buoni pasto cartacei fossero esenti da tassazione e imposizione contributiva nel limite di euro 5,29 al giorno; 
  • i buoni pasto elettronici fossero esenti da tassazione e imposizione contributiva nel limite di euro 7,00 al giorno. 

La Legge di Bilancio 2020, per incentivare l’utilizzo dei ticket elettronici e favorire l’utilizzo di strumenti maggiormente tracciabili, ha disposto che: 

  • per i buoni pasto cartacei, la soglia di non imponibilità passerà da euro 5,29 a euro 4,00; 
  • per i buoni pasto elettronici, la soglia di non imponibilità passerà da euro 7,00 a euro 8,00. 

Occorre precisare che l’eventuale concessione dei buoni pasto nei giorni non lavorativi (per esempio, domeniche, permessi, ferie ecc.), anche per cause di sospensione del rapporto di lavoro ex art. 2110 cod. civ. (malattia, infortunio, maternità), rende gli stessi interamente soggetti a tassazione e imposizione contributiva.  

Inoltre, anche se soggetto in parte a contributi e imposte, il valore dei buoni pasto, salvo diversa disposizione dei contratti collettivi (anche aziendali), non è considerato un elemento della retribuzione. 

CORRESPONSIONE DEI BUONI PASTO

È opportuno precisare che, il Ministero delle Finanze, con circolare n. 326/E/1997, ha disposto che la corresponsione dei buoni pasto, deve interessare la generalità dei dipendenti o loro categorie omogenee. 

Non ci sono dubbi circa l’accezione “generalità dei dipendenti”, ma per quanto riguarda la portata dell’espressione “categorie omogenee”, ancora aggi, non esiste un indirizzo interpretativo univoco. 

Pertanto, al fine di una corretta gestione e corresponsione deibuoni pasto, l’ideale sarebbe ricorrere alla redazione di un regolamento aziendale che contenga una sintesi della normativa in materia, l’individuazione della categoria omogenea, le condizioni di utilizzo e il valore del singolo buono, oltre a fornire un’apposita informativa al dipendente all’atto dell’assunzione.