BUONI PASTO: PRONUNCE GIURISPRUDENZIALI

La Cassazione ricorda come gli orientamenti giurisprudenziali prevalenti (26831/2013, 27063/2013, 14941/2009) riconoscano il diritto ai buoni pasto non solo nel caso in cui durante la fascia concordata il lavoratore sia impegnato al lavoro, ma anche nel caso abbia concluso l’orario di impiego e i tempi di percorrenza non gli consentano di raggiungere la propria abitazione entro l’esaurirsi del lasso temporale. 
In generale si ribadisce il diritto al ricevere i buoni laddove il lavoratore abbia svolto il turno mattutino (6.00-14.00) o quello serale (14.00-22.00), siccome in entrambi i casi l’orario gli impedisce di rientrare a casa per consumare, a seconda dei casi, il pranzo o la cena.
Il dato centrale risiede, quindi, nell’impossibilità per il diretto interessato di consumare il pasto nella propria abitazione a causa dell’orario in cui è impegnato.