CCNL FIRMATI DAI SINDACATI COMPARATIVAMENTE PIU’ RAPPRESENTATIVI E MINIMI RETRIBUTIVI

Con sentenza n. 8865 del 7 agosto 2014, la Sezione Terza Bis del TAR del Lazio ha chiarito che in caso di pluralità di contratti collettivi intervenuti per la medesima categoria, la retribuzione da assumere come base per il calcolo dei contributi previdenziali e assistenziali è quella stabilita dai contatti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative nella categoria. 
Nello specifico il Giudice Amministrativo ha respinto il ricorso presentato dall’UNCI e dalla CONFSAL per l’anamento della lettera circolare del Ministero del Lavoro del 1° giugno 2012 prot. n. 37/10310/MA003.A004, concernente i criteri di individuazione dei Ccnl comparativamente più rappresentativi, la quale, oltre ad indicare i criteri da prendere in considerazione al fine di determinare il grado di rappresentatività sindacale, precisa che nel settore di riferimento (nel caso in esame quello delle cooperative), “l’unico contratto da prendere come riferimento ai fini dell’individuazione della base imponibile contributiva ai sensi dell’art. 1, L. 389/1989, …., è il contratto collettivo nazionale sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil/Agci, Legacoop, Confcooperative“.
Pertanto, ancorché la controversia in commento non metta in discussione la maggiore rappresentatività delle organizzazioni sindacali ricorrenti, ciò che continua a non essere adeguatamente supportato da idonea prova è che le stesse siano anche “comparativamente più rappresentative nella categoria“, secondo la normativa vigente, con la conseguenza di non poter ritenere preferibile il contratto collettivo dalle stesse stipulato ai fini dell’individuazione della base imponibile contributiva.