Coronavirus – Bonus 100 euro ai lavoratori dipendenti: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Il Decreto “Cura Italia” ha previsto che ai lavoratori, con un reddito complessivo da lavoro dipendente relativo all’anno precedente di importo non superiore a euro 40.000, spetta un premio di euro 100 da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro durante il mese di marzo.

Occorre precisare che:

  • i lavoratori, che a fronte dell’emergenza Coronavirus, hanno svolto il proprio lavoro in smart-working, non potranno beneficiare del premio;
  • il bonus verrà riparametrato ai giorni svolti presso la sede di lavoro, ma non verrà riproporzionato in caso di lavoro part-time;
  • il premio non concorre a formare reddito da lavoro dipendente, pertanto non verrà assoggettato ad alcuna imposta;
  • si parla di reddito da lavoro dipendente e non anche di reddito assimilato a lavoro dipendente. Pertanto, resta inteso che il bonus spetterà esclusivamente ai lavoratori subordinati e non anche ai pensionati e ai collaboratori.

I datori di lavoro sostituti di imposta sono tenuti a riconoscere tale incentivo a partire dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile, o comunque entro le operazioni di conguaglio di fine anno.

A tal proposito, per consentire ai datori di lavoro sostituti di imposta di recuperare in compensazione il premio erogato ai dipendenti, l’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 17/E del 31 marzo 2020, ha disposto l’istituzione dei seguenti codici tributo:

  • per i modelli F24, il codice “1699”. Tale codice è esposto nella sezione “Erario” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”;
  • per i modelli F24 “enti pubblici” (F24 EP), il codice “169E”. Tale codice è esposto nella sezione “Erario” (valore F) in corrispondenza delle somme indicate nel campo “importi a credito compensati”.

Si ricorda che, ai fini del recupero in compensazione di tali somme erogate ai dipendenti, in quanto crediti, i modelli F24 dovranno essere presentati esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento.