Coronavirus – Congedo parentale straordinario: quale disciplina?

Il Decreto “Cura Italia” ha introdotto una forma di congedo parentale straordinario a sostegno dei genitori lavoratori di durata non superiore a 15 giorni lavorativi, da usufruire in modo continuativo o frazionato in modalità giornaliera.

Il congedo può essere fruito da un solo genitore per nucleo familiare per il periodo intercorrente dal 5 marzo alla data di fine sospensione delle attività scolastiche, che ad oggi è stata fissata per il 3 maggio 2020 (Cfr. anche messaggio n.1648 del 16 aprile 2020).

E’ possibile identificare tre forme di congedo parentale straordinario:

  • Congedo straordinario per figli di età non superiore ai 12 anni;
  • Congedo straordinario per figli di età compresa tra i 12 e 16 anni;
  • Congedo straordinario per figli con disabilità grave.

Congedo straordinario per figli di età non superiore ai 12 anni

Il congedo straordinario per i figli di età non superiore ai 12 anni comporta un’indennità pari al 50% della retribuzione.

Per avere diritto all’indennità, l’altro genitore appartenente al nucleo famigliare:

– non deve beneficiare di strumenti di sostegno al reddito per sospensione o cessazione dell’attività lavorativa;

– non deve risultare disoccupato o inoccupato.

Queste condizioni dovranno essere autocertificate dal richiedente:

  • al momento della presentazione telematica della domanda all’INPS;
  • in fase di richiesta al proprio datore di lavoro.

I lavoratori, che hanno già in corso un congedo parentale ordinario, non dovranno presentare una nuova domanda, in quanto l’INPS provvederà d’ufficio alla conversione in congedo Covid-19. Tuttavia, per poter beneficiare di questa conversione, il lavoratore dovrà comunque informare il proprio datore di lavoro in merito al rispetto del requisito inerente la condizione del proprio coniuge.

Il periodo di congedo risulta coperto da una contribuzione figurativa ai fini pensionistici.

Congedo straordinario per figli di età compresa tra i 12 e 16 anni

Per tale forma di congedo, l’indennità non è prevista.

Non è previsto nemmeno il riconoscimento di una contribuzione figurativa ai fini pensionistici.

La richiesta deve essere inoltrata esclusivamente al proprio datore di lavoro.

Anche in questo caso, la domanda deve essere corredata da un’autocertificazione del soggetto richiedente che attesti il possesso dei requisiti previsti dalla normativa.

Per i requisiti si rimanda alla lettura della circolare INPS n. 45 del 25 marzo.

Congedo straordinario per figli con disabilità grave

I genitori che hanno figli con disabilità grave accertata ai sensi della Legge 104, iscritti a scuole di ogni ordine e grado oppure ospiti in centri diurni con carattere assistenziale, possono richiedere, in modo alternato, un periodo di congedo di 15 giorni lavorativi indennizzati al 50%, a prescindere dall’età dei figli.

I giorni di congedo sono cumulabili con i permessi retribuiti ex Legge 104, compresi i 12 giorni aggiuntivi previsti dal Decreto “Cura Italia”.

Come nel caso di congedo parentale ordinario, qualora si abbia già fatto richiesta di congedo parentale, non occorre presentare una nuova domanda all’INPS, in quanto l’Istituto provvederà d’ufficio alla conversione in congedo Covid-19.

Per le condizioni di accesso al congedo si rimanda alla lettura della circolare INPS n. 45 del 25 marzo.

Quali istituti sono compatibili con il congedo straordinario?

L’INPS, con messaggio n. 1621 del 15 aprile 2020, ha chiarito le situazioni di incompatibilità e compatibilità del congedo Covid-19 con i vari istituti.

In particolare, il congedo straordinario è incompatibile con:

  • il bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting;
  • il congedo parentale per lo stesso figlio da parte dell’altro genitore;
  • la contemporanea fruizione da parte dell’altro genitore dei riposi giornalieri per allattamento.

Il congedo, invece, risulta compatibile nel caso in cui l’altro genitore risulti:

  • in malattia;
  • in ferie;
  • in smart working;
  • in aspettativa non retribuita;
  • lavoratore part-time o intermittente;
  • lavoratore autonomo attualmente in sospensione forzata per l’emergenza Coronavirus;
  • in congedo di maternità/paternità per accudire un altro figlio rispetto quello per cui si richiede il congedo Covid-19.

 

 

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