Decreto Agosto: quali novità?

Con il D.L. n. 104/2020, c.d. Decreto Agosto, recante “misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia” sono state introdotte importanti novità per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 ancora in corso.

Di seguito riportiamo le misure principali.

Ulteriore rateizzazione dei versamenti sospesi

I versamenti sospesi nei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno 2020 (ex Decreto Rilancio), possono essere effettuati, senza applicazione di interessi e sanzioni, per un importo pari al 50% delle somme oggetto di sospensione, in un un’unica soluzione entro il 16/09/2020 o mediante rateizzazione fino ad un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16/09/2020.

Il versamento del restante 50% delle somme dovute, può essere effettuato, senza applicazione di interessi e sanzioni, mediante rateizzazione, fino a un massimo di 24 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16/01/2021.

Nuovi trattamenti di CIGO, FIS e CIG in deroga

Sono previste 9 settimane di CIGO, FIS e CIG in deroga, incrementate di ulteriori 9 settimane.

Le complessive 18 settimane devono essere collocate nel periodo 13/07/2020 – 31/12/2020.

I periodi di integrazione precedentemente richiesti e autorizzati ex Decreto Cura Italia, collocati anche parzialmente in periodi successivi al 12/07/2020, sono imputati, ove autorizzati, alle prime 9 settimane previste dal Decreto Agosto.

Le ulteriori 9 settimane previste dal Decreto in questione sono riconosciute esclusivamente ai datori di lavoro ai quali sia già stato interamente autorizzato il precedente periodo di 9 settimane, decorso tale periodo.

I datori di lavoro che richiedono le ulteriori 9 settimane sono tenuti a versare un contributo addizionale determinato sulla base del raffronto tra il fatturato aziendale del primo semestre 2020 e quello del corrispondente semestre 2019, pari al:

  • 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la CIG, per le aziende che hanno avuto una riduzione del fatturato inferiore al 20%;
  • 18% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la CIG, per le aziende che non hanno avuto alcuna riduzione del fatturato.

Il contributo addizionale non è dovuto dai datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20% e per coloro che hanno avviato l’attività di impresa successivamente al 01/01/2019.

Cfr. anche messaggio INPS n. 3131 del 21/08/2020

Esonero dal versamento dei contributi previdenziali

Ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, che non richiedono i nuovi trattamenti di CIGO, FIS e CIG in deroga previsti dal Decreto Agosto, e che abbiano già fruito, nei mesi di maggio e giugno 2020, dei trattamenti di integrazione salariale ex Decreto Cura Italia, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, è riconosciuto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico per un periodo massimo di 4 mesi, fruibili entro il 31/12/2020, nei limiti del doppio delle ore delle ore di integrazione salariale già fruite nei predetti mesi di maggio e giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, riparametrato e applicato  su base mensile.

L’esonero può essere riconosciuto anche ai datori di lavoro che hanno richiesto periodi di integrazione salariale ex Decreto Cura Italia, collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 12/07/2020.

Al datore di lavoro che abbia beneficiato dell’esonero si applicano i divieti di licenziamento per motivi economici. La violazione di tale divieto comporta la revoca dall’esonero contributivo concesso con efficacia retroattiva e l’impossibilità di presentare domanda dei nuovi trattamenti di CIG.

Esonero contributi previdenziali per assunzioni a tempo indeterminato

Ai datori di lavoro, con esclusione del settore agricolo, che assumono lavoratori subordinati a tempo indeterminato, con esclusione dei contratti di apprendistato e dei contratti di lavoro domestico, successivamente al 15/08/2020 e fino al 31/12/2020, è riconosciuto, fermo restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche,l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico per un periodo massimo di 6 mesi decorrenti dall’assunzione, con esclusione dei premi e dei contributi INAIL, nel limite massimo di un importo di esonero pari a 8.060 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile.

Dall’esonero sono esclusi i lavoratori che abbiano avuto un contratto a tempo indeterminato nei 6 mesi precedenti l’assunzione presso la medesima azienda.

L’esonero è riconosciuto anche nei casi di trasformazione del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato in contratto di lavoro a tempo indeterminato successiva al 15/08/2020.

Proroghe o rinnovi di contratti a termine

Fino al 31/12/2020, ferma restando la durata massima complessiva di 24 mesi, è possibile rinnovare o prorogare per un periodo massimo di 12 mesi e per una sola volta i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, anche in assenza delle causali ex D. Lgs. n. 81/2015.

E’ abrogata la proroga automatica e obbligatoria del termine dei contratti di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale e per l’alta formazione e ricerca e dei contratti di lavoro a tempo determinato, anche in regime di somministrazione, per la durata pari al periodo di sospensione dell’attività lavorativa in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Raddoppio limite welfare aziendale anno 2020

Limitatamente al periodo di imposta 2020, l‘importo del valore dei beni ceduti e dei servizi prestati dall’azienda ai lavoratori dipendenti che non concorre alla formazione del reddito (ex art. 51 co. 3 TUIR), è elevato a 516,46 euro.

Licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo

Ai datori di lavoro, che non abbiano integralmente fruito dei nuovi trattamenti di integrazione salariale riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid-19 ovvero del nuovo esonero dal versamento dei contributi previdenziali, resta precluso l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo e sono sospese le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23/02/2020, salve le ipotesi di appalto.

Alle condizioni di cui sopra, resta preclusa al datore di lavoro, indipendentemente dal numero dei dipendenti, la facoltà di recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo.

Le preclusioni e le sospensioni non si applicano nelle ipotesi di:

  • licenziamenti motivati dalla cessazione definitiva dell’attività di impresa, conseguenti alla messa in liquidazione della società senza continuazione dell’attività;
  • accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono a tale accordo;
  • fallimento, qualora non sia disposto l’esercizio provvisorio dell’impresa, ovvero quando sia disposta la cessazione della stessa.

Il datore di lavoro, che indipendentemente dal numero dei dipendenti, nell’anno 2020, abbia proceduto al recesso del contratto di lavoro per giustificato motivo oggettivo, può anche oltre il termine di 15 giorni dall’impugnazione del licenziamento, revocare in ogni tempo il recesso purché contestualmente faccia richiesta del trattamento di CIG ex Decreto Cura Italia, a partire dalla data in cui ha efficacia il licenziamento. In tal caso, il rapporto di lavoro si intende ripristinato senza soluzione di continuità, senza oneri e sanzioni per il datore di lavoro.