DESIGNAZIONE DI RSPP PRIVO DEI REQUISITI: RESPONSABILITA’ DEL DATORE DI LAVORO

La designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione rientra tra gli obblighi non delegabili dal datore di lavoro, in modo analogo alla valutazione dei rischi, inoltre Il datore di lavoro è penalmente responsabile per la nomina di un responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) privo dei requisiti richiesti in violazione dell’art. 17 c 1, lett. b) D.Lgs. 81/2008.
Il compito principale richiesto all’RSPP è quello di agire come un consulente tecnico interno o esterno incaricato nelle fasi di valutazione dei rischi e nell’adozione delle misure di prevenzione e protezione. 
Si tratta di un ruolo particolarmente delicato dato che il RSPP, a giudizio della Corte di Cassazione, anche se privo di poteri decisionali e di spesa, può essere ritenuto comunque corresponsabile del verificarsi di un infortunio, ogni volta che l’evento sia oggettivamente riconducibile ad una situazione di pericolo che egli avrebbe avuto il dovere di rilevare e segnalare.
Lo stesso datore di lavoro può anche decidere di svolgere direttamente tali funzioni, a condizione che sia in
possesso dei requisiti richiesti e che le dimensioni dell’organizzazione rientrino in parametri prestabiliti. 
In merito risulta particolarmente significativa la sentenza n. 20862/2014 emessa dalla III° sezione penale della
Corte di Cassazione, che ha stabilito che la nomina di un RSPP privo dei requisiti soggettivi prescritti risulta di fatto a in quanto inidonea a garantire la tutela che legittimamente il lavoratore si aspetterebbe di ricevere sul proprio luogo di lavoro.
Nella designazione del soggetto occorre verificare il possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore, dell’attestato di frequenza a specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi ed aver sostenuto l’aggiornamento periodico secondo gli indirizzi definiti dall’Accordo Stato Regioni o di disporre dei titoli e delle esperienze alternativi contemplati dal decreto.
Per quanto la sanzione applicata, con riferimento all’art. 55, c. 1, lett. b) del Testo Unico, che punisce con l’arresto da 3 a 6 mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 Euro il datore di lavoro che non provvede alla nomina o autonomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, è stata ritenuta congruente, equiparando a tutti gli effetti la designazione di un soggetto privo di requisiti ad un’omessa nomina.