Dimissioni

Durante il corso del rapporto di lavoro, il lavoratore può decidere di recedere unilateralmente dallo stesso, rassegnando le proprie dimissioni:

  • tramite apposita procedura telematica messa a disposizione dal Ministero del Lavoro;
  • senza particolari motivi o vincoli (salvo che il CCNL o il contratto individuale di lavoro prevedano diversamente), salvo il rispetto del preavviso;
  • senza la necessità di un’accettazione delle stesse da parte del datore di lavoro.

Procedura telematica

A pena di inefficacia, le dimissioni devono essere formalizzate telematicamente, utilizzando appositi moduli resi dal Ministero del Lavoro da trasmettere al datore di lavoro e all’ITL competente.

La procedura telematica si applica per tutti i rapporti di lavoro subordinato, eccetto per le dimissioni rassegnate:

  • nelle sedi protette o avanti alle commissioni di certificazione;
  • durante il periodo di prova;
  • nel lavoro domestico;
  • da genitori lavoratori;
  • nel lavoro marittimo.

Il modulo telematico delle dimissioni può essere trasmesso:

  • direttamente dal lavoratore dimissionario, se in possesso di PIN INPS o credenziali SPID;
  • rivolgendosi agli intermediari abilitati, quali Patronati, organizzazioni sindacali, Enti Bilaterali, ITL, Commissioni di Certificazione.

La revoca delle dimissioni telematiche è possibile entro 7 giorni dalla trasmissione.

In caso di dimissioni rassegnate in modalità diversa da quella telematica, è opportuno che il datore di lavoro segnali al lavoratore la scorrettezza. Se il dipendente, nonostante i solleciti, non procede con la compilazione del modulo telematico e non si presenta al lavoro, il datore di lavoro può decidere di licenziarlo (Cfr. Nota Ministero del Lavoro n. 2028 del 6 aprile 2016).

Vedi anche VIDEO TUTORIAL – Dimissioni Online

Preavviso

Tra la comunicazione delle dimissioni e il momento effettivo della cessazione del rapporto di lavoro deve intercorrere un lasso di tempo, il c.d. preavviso, durante il quale il contratto di lavoro viene eseguito regolarmente.

Qualora il preavviso non venga lavorato, la parte che recede immediatamente deve compensare l’altra con un’indennità sostitutiva. In particolare, occorre distinguere:

  • se il lavoratore non dà il preavviso, il datore di lavoro potrà decidere di applicargli sul cedolino una trattenuta di importo pari all’indennità sostitutiva;
  • se il datore di lavoro rifiuta il preavviso e il lavoratore accetta il recesso immediato, l’azienda dovrà corrispondere al dipendente l’indennità sostitutive del preavviso.

L’obbligo di preavviso non è previsto in caso di:

  • dimissioni per giusta causa;
  • dimissioni della lavoratrice madre e del lavoratore padre;
  • libera recedibilità.

Per approfondire vedi anche PERIODO DI PREAVVISO PER LICENZIAMENTO O DIMISSIONI

Ipotesi particolari

Dimissioni per giusta causa

Si verifica in presenza di un grave inadempimento del datore di lavoro tale da non consentire la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto di lavoro.

Il lavoratore che rassegna le dimissioni per giusta causa ha diritto:

  • di recedere immediatamente dal rapporto, senza obbligo di dare preavviso;
  • all’indennità sostitutiva di preavviso;
  • a richiedere l’indennità di disoccupazione, qualora sussistano i presupposti;
  • al reddito di cittadinanza, qualora sussistano i presupposti.

In caso di dimissioni per giusta causa, il datore di lavoro deve:

  • versare il contributo aziendale di recesso;
  • corrispondere al lavoratore l’indennità sostitutiva del preavviso.

Dimissioni genitori lavoratori

Per essere efficaci, le dimissioni rassegnate dai genitori lavoratori durante il c.d. “periodo protetto” (durante il periodo di gravidanza o durante i primi 3 anni di vita del bambino), per essere efficaci, necessitano di convalida da parte della ITL competente.

L’istituto della convalida ha la funzione di accertare la genuinità delle dimissioni, ovvero che le stesse non siano imposte dal datore di lavoro.

In caso di dimissioni in periodo protetto, il lavoratore:

Per approfondire vedi anche Convalida dimissioni lavoratore padre: i chiarimenti della ITL

Dimissioni in caso di matrimonio

Anche le dimissioni rassegnate dalla lavoratrice nel periodo intercorrente tra la richiesta delle pubblicazioni del matrimonio e un anno dopo la celebrazione dello stesso, necessitano di convalida presso la ITL competente, pena la nullità delle stesse.

Si precisa che la nullità del licenziamento a causa di matrimonio è prevista solo per le lavoratrici donne. Secondo la giurisprudenza,  la previsione normativa non vuole essere discriminatoria, ma risponde ad esigenze connesse alla tutela della maternità.

Dimissioni incentivate

Il datore di lavoro può incentivare le dimissioni del lavoratore, invitandolo a dimettersi in cambio di un incentivo economico.

In presenza di dimissioni incentivate, al lavoratore non spettano i trattamenti previsti in caso disoccupazione.

Per approfondire vedi anche Coronavirus – Dimissioni/risoluzioni consensuali in periodo protetto: disponibile modulo di convalida “a distanza”