ENPALS: ASSOGGETTAMENTO DEL LAVORO ARTIGIANALE PER UNO SPETTACOLO

Con la sentenza n. 21829 del 15 ottobre 2014, la Corte di Cassazione di è espressa in ordine alla produzione di manufatti e oggetti destinati ad una rappresentazione o ad uno spettacolo; la stessa non è da considerarsi attività artigianale ma attività da assoggettare a contribuzione Enpals. 
Secondo la cooperativa destinataria dell’accertamento a seguito di ispezione ciò che rilevava era la circostanza che l’attività della società era quella di produrre oggetti artigianali commissionati da fiere, teatri e mostre e che l’attività svolta dai lavoratori per la preparazione di componenti di stands per mostre e fiere non fosse attività di spettacolo ma artigianale. La stessa osservava che presupposto per l’iscrizione è l’appartenenza ad una delle categorie professionali previste dalla normativa, non dovendo aversi riguardo solo al rapporto di lavoro subordinato, ma all’adibizione dei lavoratori a determinate mansioni ed attività assimilate a quelle di spettacolo, e rilevando il concetto di professionalità e non quello di stabilità, per cui non era ostativa all’iscrizione la saltuarietà della prestazione o la mancanza di esclusività della stessa, essendo elemento spesso ricorrente nel settore quello della discontinuità della occupazione. 
Le persone indicate nel verbale ispettivo rientravano nelle categorie delle maestranze teatrali, arredatori, scenografi, tecnici, sicché non era rilevante la breve durata della prestazione. 
Ha premesso la suprema Corte che, in tema di assicurazione ENPALS la qualità di lavoratori dello spettacolo, inteso come attività diretta alla rappresentazione di tipo teatrale, cinematografico o televisivo, oppure alla realizzazione di un prodotto destinato ad essere visto o ascoltato da un pubblico presente o lontano, è, per un primo gruppo di detti lavoratori, insita nel tipo di attività svolta; per questi vi è la presunzione assoluta, di
appartenenza al settore dello spettacolo, con la conseguenza che il giudice del merito deve accertare soltanto la qualifica rivestita dai lavoratori e la loro inclusione nell’elenco degli assistiti in virtù di fonte normativa. 
Esistono però altri lavoratori (c.d. del secondo gruppo) i quali hanno qualifiche professionali generiche e fanno parte dei lavoratori dello spettacolo, con conseguente obbligo retributivo a carico dell’azienda, soltanto se la loro attività sia funzionale allo spettacolo realizzato dai lavoratori del primo gruppo; ne consegue che il giudice di merito, oltre al precedente accertamento, deve anche verificare se l’attività in concreto svolta sia funzionale, o meno, alla attività di spettacolo svolta dai primi, o alla realizzazione del prodotto destinato ad essere visto od ascoltato, non sussistendo, in caso contrario, obbligo assicurativo ENPALS.