Fringe benefit – buono mobilità: quale regime fiscale?

L’Agenzia delle Entrate, con Risposta n. 293 del 31 agosto 2020, ha fornito chiarimenti circa il trattamento fiscale applicabile al buono mobilità corrisposto ai dipendenti.

Trattasi di voucher prepagati validi per l’acquisto di beni e servizi di mobilità sostenibili, quali biciclette, abbonamenti di car sharing o bike sharing, titoli di viaggio sul trasporto pubblico locale oppure di incentivi accessori allo stipendio percepito dal dipendente riproporzionati ai chilometri percorsi con modalità di trasporto sostenibile.

L’Agenzia delle Entrate chiarisce che il buono mobilità concorre alla formazione della base imponibile del reddito da lavoro dipendente in forza del principio di onnicomprensività ex art. 51  co.1 TUIR.

Ai fini dell’esenzione non è sufficiente che il valore annuo del buono mobilità sia inferiore di per sé all’importo di euro 258,23. L’art. 51, comma 3 del TUIR, infatti, richiede che tale soglia non venga superata con riferimento all’insieme di tutti i beni e servizi di cui il lavoratore ha fruito a titolo di fringe benefit nello stesso periodo d’imposta, tenuto conto di tutti i redditi percepiti. Pertanto, qualora il valore dei fringe benefit, complessivamente erogati nel periodo d’imposta, superi il citato limite, lo stesso concorre interamente a formare il reddito.