GIURISPRUDENZA: IN CASO DI CESSAZIONE DELL’APPALTO E RIASSUNZIONE DA PARTE DELLA NUOVA IMPRESA AL LAVORATORE SPETTA L’INDENNITÀ DI PREAVVISO

La Corte di cassazione, con sentenza 7 ottobre 2014, n. 21092, ha affermato che in caso di licenziamento effettuato a seguito di cessazione di appalto, al lavoratore spetta l’indennità sostitutiva del preavviso, nonostante sia intervenuta la riassunzione da parte della nuova impresa subentrante, come previsto dall’intesa sindacale. 
Nelle motivazioni della sentenza la Corte ha ricordato che l’art. 2118 c.c. prevede l’obbligo per il datore di lavoro di corrispondere l’indennità sostitutiva del preavviso in ogni caso di licenziamento in cui non ci sia stato un preavviso senza eccettuare l’ipotesi in cui il lavoratore licenziato abbia immediatamente trovato un’altra occupazione lavorativa e la stessa ha affermato che tale indennità spetta al lavoratore licenziato anche in caso di passaggio diretto del lavoratore dall’azienda che cessa dall’appalto a quella che subentra nello stesso appalto, mancando nella norma richiamata una previsione espressa che escluda la corresponsione dell’indennità. 
Infatti la circostanza di fatto della soluzione di continuità tra il primo rapporto di lavoro con l’impresa cedente e quello successivamente instaurato con l’impresa subentrante non esclude l’applicazione della regola generale posta dall’art. 2118 c.c. in ordine al pagamento in ogni caso dell’indennità di preavviso, atteso che il nuovo rapporto è pur sempre nuovo e si costituisce a seguito di procedure svolte dalle parti sociali. 
Va altresì sottolineato che nel caso di specie, nell’accordo sindacale tra la il datore di lavoro e le organizzazioni sindacali, con cui veniva convenuto il passaggio diretto dei dipendenti, non era contenuta alcuna espressa previsione di deroga al pagamento dell’indennità di preavviso spettante ai lavoratori.