Gli indici di subordinazione: l’esercizio del potere direttivo è fondamentale

Con la sentenza n. 863 del 16 gennaio 2017, la Corte di Cassazione ha asserito che, ai fini della verifica della sussistenza di indici di subordinazione per la corretta qualificazione del rapporto di lavoro, l’esercizio da parte del potere direttivo da parte del datore di lavoro assume un ruolo fondamentale.

Si ricorda infatti che, elemento fondante del rapporto di lavoro subordinato, nonché criterio distintivo rispetto al lavoro autonomo, è il vincolo di subordinazione, inteso come vincolo di soggezione personale del prestatore al potere direttivo del datore di lavoro, che riguarda le specifiche modalità di svolgimento delle prestazioni lavorative, mentre hanno carattere sussidiario altri elementi del rapporto di lavoro come, ad esempio l’osservanza di un determinato orario, la continuità della prestazione lavorativa, l’inserimento della prestazione medesima nell’organizzazione aziendale e il coordinamento con l’attività imprenditoriale, l’assenza di rischio per il lavoratore e la forma della retribuzione, i quali non possono assumere valore decisivo ai fini della prospettata qualificazione del ma possono essere valutati globalmente, come indizi della subordinazione stessa.