Infortunio sul lavoro

Nel corso del rapporto di lavoro, i lavoratori possono subire un infortunio.

Cosa si intende per infortunio?

Per infortunio sul lavoro si intende ogni lesione del lavoratore originata, in occasione di lavoro, da una causa violenta da cui può derivare un’inabilità al lavoro permanente o temporanea oppure la morte del lavoratore.

Per occasione di lavoro si intende che il lavoro ha determinato il rischio dell’infortunio, anche se questo è avvenuto al di fuori dell’orario lavorativo.

Deve sussistere un nesso causale (quantomeno mediato e indiretto) tra l’attività lavorativa e il sinistro: non è sufficiente la sola circostanza che l’infortunio avvenga durante e sul luogo di lavoro.

La causa violenta consiste in un fattore esterno che, con azione intensa e concentrata nel tempo, arreca un danno o una lesione all’organismo del lavoratore.

Obblighi del datore di lavoro

In generale, il datore di lavoro deve:

  • nell’esercizio della sua impresa, adottare tutte le misure necessarie a tutela dell’integrità fisica e della personalità morale del lavoratore (Cfr. ordinanza Cassazione n. 10404/2020; sentenza Cassazione n. 12178/2016; sentenza Cassazione n. 24798/2016);
  • assicurare presso l’INAIL la generalità dei lavoratori con i quali intrattengono un rapporto di lavoro subordinato per la tutela in caso di infortunio.

In caso di infortunio, il lavoratore è tenuto a informare immediatamente il datore di lavoro, indicando il numero identificativo del certificato medico, la data di rilascio e i giorni di prognosi indicati nel certificato stesso.

Il datore di lavoro, a seguito della comunicazione di infortunio del lavoratore:

  • in caso di infortunio con prognosi superiore a 3 giorni, deve effettuare una denuncia all’INAIL esclusivamente in via telematica, entro 2 giorni dalla ricezione del certificato medico oppure, in caso di morte o pericolo di morte del lavoratore, entro 48 ore dall’evento;
  • per gli infortuni sul lavoro che comportano l’assenza del lavoratore per almeno 1 giorno e fino a 3 giorni, è tenuto a effettuare una comunicazione telematica all’INAIL, e per suo tramite al SINP, entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico.  Nel caso in cui la prognosi di infortunio venga prolungata oltre i 3 giorni, il datore di lavoro può convertire la comunicazione già inviata integrandola con le informazioni necessarie.

Cfr. anche Nota INL n. 10202/2019.

Durante l’assenza del lavoratore per infortunio, il datore di lavoro deve:

  • garantire al lavoratore non in prova la conservazione del posto di lavoro per il tempo previsto dai CCNL (Cfr. sentenza Cassazione n. 13667/2015);
  • corrispondere al dipendente un trattamento economico integrativo dell’indennità INAIL nella misura indicata dalle legge e dai CCNL.

Prestazioni INAIL

Il lavoratore infortunato, qualora l’infortunio venga riconosciuto come indennizzabile, ha diritto a prestazioni di natura sanitaria ed economica a carico dell’INAIL.

Prestazioni sanitarie

Le prestazioni sanitarie comprendono le cure mediche e chirurgiche, inclusi i soccorsi di urgenza, gli accertamenti clinici e la fornitura degli apparecchi di protesi (talvolta possono essere disposte anche le cure termali per finalità terapeutiche).

Prestazioni economiche

Il trattamento economico è strettamente collegato alle conseguenze derivanti dall’infortunio.

Beneficiari dell’indennità economica sono il lavoratore assicurato e, in caso di morte, i suoi superstiti.

Per inabilità temporanea assoluta

In caso di inabilità temporanea assoluta al lavoro, al lavoratore deve essere corrisposta la retribuzione:

  • dal datore di lavoro, per il giorno dell’infortunio (100% del guadagno medio giornaliero) e per i 3 giorni successivi (60% del guadagno medio giornaliero);
  • dall’INAIL, dal 4° giorno successivo all’infortunio fino a guarigione (fino al 90° giorno, 60% della retribuzione media giornaliera; dal 91° giorno alla guarigione, 75% della retribuzione media giornaliera). Resta ferma, la previsione dei CCNL circa l’obbligo del datore di lavoro di integrare l’indennità INAIL.

Per inabilità permanente

In caso di inabilità permanente, a partire dal 25 luglio 2020, si applica il sistema indennitario per danno biologico, determinato senza riferirsi alla retribuzione dell’infortunato ed erogato sotto forma di capitale o in rendita.

In particolare, è previsto che:

  • gli infortunati senza postumi o con postumi inferiori al 6%, non hanno diritto ad indennizzo (c.d. franchigia);
  • per gli infortunati con postumi di grado pari o superiore al 6%, ma fino al 16%, hanno diritto soltanto all’indennizzo in capitale;
  • gli infortunati con postumi di grado pari o superiore al 16% hanno diritto ad una rendita vitalizia.

Per gli infortuni sul lavoro che si sono verificati fino al 25 luglio 2020, si applica la disciplina della rendita diretta.

Per morte

In caso di morte del lavoratore, ai superstiti spetta una rendita rapportata alla retribuzione annua del lavoratore deceduto.

Oltre alla rendita, l’INAIL eroga un assegno c.d. “funerario” ai superstiti deceduti per infortunio o a chiunque dimostri di aver sostenuto le spese funerarie.

Infortunio in itinere

L’assicurazione INAIL comprende anche l’infortunio in itinerecioè quello occorso ai lavoratori durante il normale percorso:

  • di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro;
  • che collega due luoghi di lavoro, in caso di lavoratore con più rapporti di lavoro;
  • di andata e ritorno dal luogo di lavoro a quello di consumazione abituale dei pasti, in mancanza di un servizio di mensa aziendale.

Cfr. sentenza Cassazione n. 13882/2016.

Con normale percorso si intende, di norma, l’itinerario più breve percorso dall’abitazione alla sede di lavoro.

In caso di interruzioni o deviazioni dal normale percorso, queste sono tutelate da infortunio solo se effettuate per:

  • cause di forza maggiore;
  • esigenze essenziali ed improrogabili;
  • adempimento di obblighi penalmente rilevanti.

In caso di utilizzo di mezzo di trasporto privato (Cfr. sentenza Cassazione n. 25689/2019; sentenza Cassazione n. 16835/2017; sentenza Cassazione n. 22154/2014), la tutela per infortunio opera qualora:

  • manchino i mezzi pubblici;
  • esistano mezzi pubblici, ma non consentono la puntuale presenza sul luogo di lavoro oppure siano eccessivamente disagevoli o gravosi in relazione alle esigenze di vita famigliare del lavoratore (Cfr. sentenza Cassazione n. 13950/2016).

 

Sono esclusi gli infortuni direttamente causati da:

  • abuso di alcolici o psicofarmaci;
  • uso non terapeutico di stupefacenti e d allucinogeni;
  • mancanza della prescritta abilitazione di guida.

Cfr. sentenza Cassazione n. 4237/2015.